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Meccanismo di funzionamento dei propriocettori

Il meccanismo di funzionamento dei propriocettori può avvenire con diversi meccanismi. 

1. RIFLESSO MIOTATICO (o PATELLARE)
L'allungamento del muscolo determina lo stiramento del fuso neuromuscolare e in particolare la deformazione della porzione equatoriale del fuso stesso, in cui si formano le terminazioni anulospirali. Questa deformazione permette l'attivazione delle fibre nervose sensitive che inviano uno stimolo che raggiunge il midollo spinale e in particolare il corno anteriore della sostanza grigia in cui si trova un motoneurone alfa. Da questo motoneurone parte uno stimolo che raggiunge le fibre extrafusali quindi determina la contrazione muscolare. 

2. RIFLESSO MIOTATICO INVERSO
Quando invece lo stimolo proviene dalla corteccia cerebrale (per esempio dalle fibre del fascio corticospinale) si attiva il motoneurone alfa che determina la contrazione muscolare. In questo caso non viene attivato il fuso neuromuscolare ma viene attivato l'altro recettore che è l'organo muscolo tendineo del Golgi. Questo recettore è più semplice del fuso muscolare. L'organo muscolo tendineo del Golgi recepisce la tensione muscolare e attraverso la sua unica fibra afferente invia questa informazione al corno anteriore e li fa sinapsi con un interneurone inibitore del motoneurone da cui era partito lo stimolo contrattile. Essendo inibito tale motoneurone lo stimolo contrattile viene meno quindi il muscolo si rilassa. Infatti la funzione degli organi muscolo tendinei del Golgi è quella di impedire un eccessiva tensione muscolare che porti alla lacerazione del muscolo stesso.

I fusi neuromuscolari non entrano in funzione solo in seguito a ciò che abbiamo visto fino ad ora infatti ci sono delle FIBRE CORTICALI che attivano i motoneuroni gamma che comporta, a partire dai fusi neuromuscolari, la regolazione delle attività di contrazione  e rilassamento muscolare. Questo meccanismo viene chiamato CIRCUITO GAMMA (vedi argomenti approfonditi).
di Luca Sciarabba
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