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Modello contenuto-contenitore

Bion dice: "gli oggetti sono molti, ma le relazioni non lo sono" (io posso avere relazioni tra pensieri, tra persone ma, dice Bion "voglio cercare le invarianti che esistono fra gli oggetti" e propone il modello del contenuto-contenitore, basato sulla riproduzione).

Elabora questo modello dicendo che esistono delle configurazioni generali e costanti basati sull'IP, in cui il contenuto viene proiettato dentro il contenitore --> la situazione prototipica è quella madre-bambino ma ciò avviene anche fra paziente e terapeuta, o professoressa e alunni.

Grazie all'accoppiamento fra un contenuto (ad esempio elemento beta del bambino) e un contenitore (la madre che accoglie l'elemento beta del bambino) si generano nel tempo dei pensieri (la madre trasferisce l'elemento beta trasformato in Alfa nel bambino, dando origine a un proto pensiero, che poi diventa un pensiero vero e proprio) e acquisiscono stati evolutivi sempre più sofisticati di conoscenza dopo un continuo processo incrementale --> Il contenimento (la madre) crea una forma dall'informe (crea elemento Alfa a partire da elemento beta). Quindi pian piano grazie all'accoppiamento tra contenuto e contenitori si genera un apparato per pensare nel bambino (la mente, simbolo femminile) e degli insiemi che ne vanno a costituire i contenuti (simbolo maschile).
 
Bion sta cercando di creare un modello astratto che si applichi a qualsiasi situazione (sta cercando le invarianti, come si diceva prima) grazie ad un accoppiamento tra contenuto e contenitore --> un tale accoppiamento tra contenuto (elementi beta del bambino) e contenitore (madre) avviene tramite  comunicazione preverbale fra madre e bambino --> la comunicazione preverbale è importante anche per l'analista --> perché? Perché le produzioni verbali dei pazienti gravi  non sempre molto informative (esistevano anche pazienti catatonici che non parlavano per niente e gli analisti stavano vicini a loro e provavano a sentire cambiamenti tramite piccoli particolari) --> caso clinico: "un uomo parlando di un'esperienza nella quale era stato coinvolto cominciò a balbettare gravemente man mano che ne emergeva il ricordo. Gli aspetti significativi  del modello sono: l'uomo tentava di contenere la sua esperienza nella forma di parole, tentava di contenere se stesso (e quell'esperienza incontenibile); tentava di 'contenere' le proprie emozioni all'interno delle parole, allo stesso modo  che si potrebbe parlare di un tentativo di 'contenere' le forze nemiche all'interno di una data area". Per Bion il balbettare significava la mancanza di contenitore, di contenere questo vissuto così angosciante  il pazienta tenta ma esce con questo contenitore "spezzato" che la balbuzia rappresenta.

di Mariasole Genovesi
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