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Origini del contratto di apprendistato

Il contratto di apprendistato, dal Codice definito come tirocinio e disciplinato negli artt.2130 al 2134 c.c., risale agli statuti corporativi del Medioevo: già all'epoca, infatti, esisteva l'apprendista, colui che, tramite un tirocinio d'arte o una professione inquadrata nella corporazione, mirava a diventare maestro o socio dell'artigiano, per poter esercitare il mestiere. Quindi l'apprendistato, per propria definizione, fa in modo che un soggetto impari un mestiere ed acquisisca delle competenze professionali utili nell'esercizio della propria attività e questo è ciò che per lungo tempo è avvenuto, anche in epoca moderna. Infatti giovani bisognosi, col passare del tempo ed attraverso un tirocinio, hanno acquisito una qualifica professionale che gli ha assicurato un posto di lavoro. 
Con l'evolversi della società e l'alternarsi dell'organizzazione taylorista e fordista all'industria tecnologica, l'apprendistato ha conosciuto un netto periodo di crisi, in quanto la maggior parte delle mansioni sono risultate per diverso tempo troppo elementari e per altrettanto tempo troppo complicate. Oggi non è sufficiente un semplice addestramento o tirocinio, ma occorre una formazione professionale adeguata, ecco perché il contratto di apprendistato è stato notevolmente rivisto, dopo essere stato utilizzato solo e solamente nell'artigianato, mentre la medio grande impresa prediligeva il contratto di formazione e lavoro. Il D.Lgs. 276/2003 ha previsto un nuovo apprendistato, distinto in tre diverse specie, che ha abbracciato anche uno dei tipi del vecchio c.f.l., mentre il secondo tipo si è trasformato nel contratto di inserimento, il quale più che mirare alla formazione di un soggetto, mira all'occupazione di lavoratori appartenenti a fasce deboli. 
di Alessandra Infante
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