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Particolarità digestive del cavallo

Il cavallo è un erbivoro monogastrico con un unico stomaco ghiandolare, però al contrario dei poligastrici ha trasferito a  valle alcune funzioni tipiche dei poligastrici tanto è vero che ha una parte di intestino crasso è molto sviluppata; l’intestino tenue è molto allungato, ha una buona capacità assorbente però non tutti i principi nutritivi sono facilmente digeriti, alcuni sfuggono alla digestione mentre altri processi fermentativi  si verificano nelle prime parti dell’intestino crasso quindi nel  cieco e nelle prime parti del colon ventrale. Il cavallo ha 4 segmenti di colon: due ventrali e due dorsali. Il colon ventrale si connette con l’ileo tramite due curvature(sternale e pelvica). Durante la colica c’è la possibilità di torsione (le ventrali sormontano la parte superiore dell’intestino) con necrosi e morte, non sempre sono così importanti per tal motivo rimangono curabili. La caratteristica del cieco e colon ventrale dx e sx è la presenza di muscolatura che quasi si interrompe a livello di ciascun elemento, quindi le contrazioni (maggiormente elevate nel tenue) sono inferiori, la progressione è più lenta rispetto al tenue. Lo stomaco è ridotto e i tempi di transito sono lenti.
Una caratteristica peculiare rispetto al bovino e al suino, sono gli sviluppi dimensionali: il colon, cieco e retto costituiscono il 63% sul totale. Nel bovino lo stomaco ha un volume complessivo del 70% rispetto al 7% del cavallo.
Stomaco (7%)
Lo stomaco è piccolo ma riesce a percepire maggiormente l’ingombro (stato di riempimento), con ridotta dilatazione gastrica. Il cardias (tra esofago e stomaco) è molto stretto(con muscolatura sviluppata) quindi il rigurgito non avviene, per questo motivo la produzione di alcuni gas tramite  fermentazioni accentuate(nello stomaco ghiandolare) possono bloccare la peristalsi gastrica e di conseguenza possono rompere lo stomaco stesso, anche a causa della dilatazione insufficiente. Lo stomaco in peristalsi(effetto di riempimento) eccito secretoria (contrazione) produce HCl ed enzimi (pepsine in particolare), eccitando anche la produzione degli enzimi pancreatici; le ridotte dimensioni dello stomaco permettono al cavallo lo svuotamento anche durante il pasto. Essendo erratico, con pasti molto veloci in natura si ciba 8-10 volte al giorno, mentre in allevamento 4-5.
Intestino tenue (30%)
Il tenue è estremamente allungato con un transito molto veloce. L’intestino tenue è costituito dal duodeno (sono presenti ghiandole secernenti succo enterico, anche i dotti pancreatico e biliare), dal digiuno e dall’ileo(hanno una notevolissima attività contrattile, e molto lunghi). L’intestino tenue presenta un elevato assorbimento dei glucidi solubili (glucosio, fruttosio, galattosio cioè zuccheri semplici derivati in parte dalla degradazione degli amidi e in parte dagli alimenti)
Grosso intestino (cieco, colon) (13% E 50%)
Sono sede delle fermentazioni microbiche (molto simili a quelle ruminali) a carico dell’amido, cellulosa, emicellulose e proteine(passa lo stomaco), sottoposti a processi diversi. Il cieco è caratterizzato da grande motilità che si esplica mediante contrazioni sia in direzione base-apice che in senso inverso (attività propagata); oltre alle contrazioni dell’intero viscere, sono presenti anche contrazioni localizzate che interessano singoli segmenti del viscere finalizzate ad assicurare il rimescolamento del contenuto ciecale. Il cavallo ha sviluppato quelle attività che i ruminanti hanno nel rumine a valle, di conseguenza per poter riutilizzare determinati processi fermentativi (cieco e colon) che si sviluppano nel bolo alimentare, deve andare a prendere i risultati di questi processi nelle feci; il cavallo per questo motivo presenta coprofagia o ciecotrofia simile a quello dei conigli(per i cavalli selvaggi è normale, tuttavia in allevamento può essere legato a qualche agente stressogeno). Tutta l’attività motoria ciecale è stimolata, per frequenza e intensità, dal pasto. Il cavallo tende a mantenere una certa costanza di volume e contenuto ciecale per effetto di una variazione della contrattilità del cieco e del debito verso il colon (se sottoalimentiamo il cavallo, il transito diminuisce e sfruttare gli alimenti; il cavallo con fonti foraggere di bassa qualità può cmq sfruttare i principi nutritivi). Se non abbiamo obiettivi quantitativi può essere tranquillamente utilizzata una fibra scadente (l’incidenza volumetrica è in rapporto con l’efficienza alimentare. La differenza tra cavallo e bovino è l’assorbimento: la fermentazione proteica ruminale nel bovino può aumentare il valore biologico della proteina, vacche alimentate con poca proteina oppure con fonti azotate non proteiche come l’urea. Per la parte proteica o azoto proteico che diventa microbico nel cieco e nel colon viene persa nel cavallo che non presenta coprofagia. Per anticipare l’impianto delle piante orticole viene utilizzato il letame equino come riscaldante in quanto per la quantità di azoto ancora presente , ha un’attività fermentescibile maggiore; è utile per le rose). Il ruolo del cieco è quello di regolazione del transito dei digesta tra intestino tenue e crasso e quindi sul tempo complessivo di ritenzione della fase solida all’interno del tubo digerente. Il colon ventrale presenta un’attività motoria riflessa rispetto al cieco (il cieco, in base alla quantità di alimento che arriva, regola la propria attività e successivamente regola anche la contrazione del colon ventrale, quindi regola l’intensità); le contrazioni retrograde che hanno inizio dalla curvatura pelvica rallentano la progressione del contenuto alimentare. I movimenti sia peristaltici che antiperistaltici del colon dorsale regolano il transito condizionando la durata delle fermentazioni nel cieco e nel grosso colon.
Tratto da GENETICA E ALLEVAMENTO DEGLI EQUINI di Denis Squizzato
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