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RAPPRESENTAZIONI SOCIALI: DA DURKHEIM A MOSCOVICI

Oltre ad attribuire cause ad eventi sociali, le persone cercano di trovare un senso, una coerenza e una certa stabilità al mondo sociale. Per questa ragione ricorriamo a semplificazioni e ricostruzioni del mondo circostante attraverso delle rappresentazioni collettive condivise. Durkheim [1987] afferma che le rappresentazioni collettive sono generate socialmente, si riferiscono alla società e in qualche modo concernono la realtà. Nella prospettiva delle rappresentazioni sociali di Moscovici [1961] esse mantengono un carattere collettivo, ma sono “condivise” piuttosto che “imposte” e non rappresentato un vincolo sociale al quale non si può sfuggire, ma piuttosto un orientamento e una risorsa comune al servizio dell’azione e della comprensione del mondo sociale. Le rappresentazioni sono definite come sistemi di valori, idee e pratiche la cui funzione è di stabilire un ordine che permetta agli individui di orientarsi e controllare il proprio ambiente materiale e facilitare la comunicazione tra i membri di una comunità, fornendo un codice per designare e classificare i differenti aspetti del proprio mondo e della propria storia individuale e di gruppo. Le rappresentazioni sociali si costituiscono socialmente e vengono trasmesse attraverso fonti molteplici (media, famiglia, scuola, istituzioni religiose, associazioni), si riferiscono ad un contenuto e organizzano le opinioni. Costituiscono un insieme di comunicazioni su un dato oggetto e consentono di adattarsi a/e di esercitare un controllo sull’ambiente.
di Carla Callioni
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