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Vincoli alla destinazione del credito del lavoratore

Il credito che il lavoratore vanta in forza della propria attività lavorativa non è tutelato dalla legge solo nei confronti del debitore, per cui abbiamo visto le cause di prelazione, ma anche nei confronti dei creditori del lavoratore: gravano, sul credito da lavoro subordinato, dei vincoli alla destinazione. La legge stabilisce l'assoluta indisponibilità degli assegna familiari, i quali però hanno carattere previdenziale e non retributivo, mentre per i crediti da stipendio o salario e per le indennità di anzianità è previsto che essi siano pignorabili, sequestrabili e soggetti a compensazione o cessione di credito nella misura di un quinto (molto spesso si sente parlare della cessione del quinto dello stipendio: è proprio a questa misura che si fa riferimento; il lavoratore vincola un quinto della sua retribuzione per aver accesso a prodotti finanziari). 
Anche i fondi speciali di previdenza, predisposti dall'imprenditore a favore dei lavoratori, sono vincolati nella loro destinazione, costituendo patrimonio separato sul quale i creditori non possono rifarsi. 
INTEGRAZIONE APPENDICE DI AGGIORNAMENTO: va aggiunto, a quanto appena detto, che le somme percepite dal lavoratore a titolo di retribuzione o di qualsivoglia indennità, su provvedimento del giudice competente per materia, possono essere pignorate per crediti alimentari. Il pignoramento è previsto, anche, nella misura di 1/5 per i debiti da tributi dovuti allo Stato, alle Province ed ai Comuni. Volontariamente, infine, il lavoratore può cedere 1/5 del proprio credito da retribuzione ai propri creditori o al datore di lavoro per debiti con lo stesso. 
di Alessandra Infante
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