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Von Neumann Morgesteen – Savage

La funzione di utilità intertemporale è completa solo se incorpora ì, oltre ai suoi consueti dati costituiti daller quantità di beni che il soggetto desidera consumare, anche dati risultanti dallo stato di incertezza in cui egli si trova ad agire. L’incertezza è espressa in forma numerica da parametri che rappresentano le probabilità –oggettive o soggettive- che gli stati di natura previsti si verifichino in futuro.
La funzione di utilità intertemporale ha dato luogo, nel corso del tempo, a distinti approcci teorici. I principali sono quello pionieristico di Von Neuman – Morgenstern (ritenuto il capostipite) e Savage.

VNM hanno per primi formulato una funzione di utilità attesa, introducendo la probabilità, che esprime l’incertezza legata al verificarsi o meno di un dato evento.
Ne viene fuori una funzione di utilità che fa riferimento agli eventi probabili.
Ogni soggetto possiede le stesse informazioni che sono comunque incomplete.
Tutti i soggetti conoscono allo stesso modo le probabilità che hanno gli eventi futuri di verificarsi; per questo si parla di probabilità oggettive. L’introduzione delle probabilità oggettive consente di effettuare scelte intertemporali, anziché monoperiodali.
A tutti i soggetti sono noti inoltre gli stati di natura (cioè gli eventi che non dipendono dal soggetto) e le probabilità ad essi legate.
Le decisioni sono prese una volta e per tutte e gli equilibri sono istantanei.
L’equilibrio di piena occupazione si raggiunge solo se l’evento atteso rispetta le regole rappresentate dalle probabilità.
Se invece considerassimo le probabilità come soggettive non conterebbero solo le aspettative dei soggetti ma anche le conseguenze che un evento futuro, che si distacchi da quello atteso, comporta. In questo caso gli equilibri sono dinamici e le scelte di tipo sequenziale.
Nella funzione di utilità di VNM ogni stato di natura (o evento) ha una propria utilità che è indipendente dagli altri.

NB: E’ innegabili che, a prescindere dalle convinzioni dei soggetti, ciascuno stato di natura possiede una propria probabilità oggettiva di verificarsi, e questa è tipica dei modelli di calcolo probabilistici, ma è anche vero che:
a) nella realtà si presentano situazioni dinanzi alle quali non esiste una storia a cui il soggetto può riferirsi per effettuare le proprie scelte
b) succede alcune volte che il risultato futuro sia funzione delle azioni intraprese dai soggetti.
(es: raccolto futuro ha una probabilità oggettiva – condizioni climatiche, di essere abbondante o scarso, ma l’entità nei due casi dipende dalla quantità di fertilizzanti impiegato dal coltivatore).
di Alessia Chiovaro
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