La Social Dreaming Matrix: un’indagine conoscitiva sulla funzione sociale del sogno

Tesi di Laurea

Facoltà: Psicologia

Autore: Marco Avena Contatta »

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Anteprima della tesi: La Social Dreaming Matrix: un’indagine conoscitiva sulla funzione sociale del sogno, Pagina 14
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14 Per i monaci buddisti il controllo dei sogni fa parte dell’istruzione religiosa. Essi devono esercitarsi a mantenere una consapevolezza ininterrotta sia nella veglia che nel sonno, poiché una pratica continua li aiuterà a non restare sgomenti durante il ciclo delle rinascite. In Tibet e nelle scuole d’impostazione tibetana, esiste tuttora una pratica conosciuta con il nome di “Dream Yoga”, che consiste nell’interpretazione dei sogni in chiave diagnostica e premonitrice. I buddisti tibetani, praticando lo yoga del sogno (R. Gyatrul, 1993), hanno da secoli elaborato una tecnica di sogno lucido. Sognare lucido vuol dire avventurarsi nei propri sogni conservando la lucidità della coscienza sveglia. Questa possibilità è stata negata dalla cultura occidentale in base a studi neuroscientifici che verranno approfonditi più avanti in questo capitolo. 1.1.2 Sogno e società La concezione del sogno è qualitativamente differente tra oriente e occidente. Mentre nella cultura orientale i sogni vengono ancora oggi considerati quali portatori dell’energia che pervade tutto – il Ch’i cinese e il Ki giapponese – in occidente il carattere profetico dei sogni viene guardato con sospetto fin dal medioevo, quando la divinazione per mezzo dei sogni venne condannata dalla chiesa. La religione Cristiana infatti considerava l’oneiromanzia come un ramo della magia, e quindi un pericolo per la vita religiosa, perché tali arti “magiche” portavano ad un interesse verso il mondo di Satana. L’interpretazione dei sogni, nel Rinascimento occidentale, venne basata sull’analogia del sonno con la morte. Tale affinità allontanò di fatto la vita diurna da quella notturna, ponendo una spaccatura incolmabile tra le due. Fu tuttavia il secolo dei Lumi a togliere decisamente importanza all’attività onirica, considerata troppo distante dalla luce della ragione. Il mondo della veglia, infatti, è molto più uniforme di quello dei sogni, del quale si conservano spesso scarsa consapevolezza e ricordi discontinui. Anche per questo il sonno venne considerato come uno stato passivo, caratterizzato da una assenza di coscienza. Come presentato in questa breve ricostruzione della considerazione che il binomio sonno-sogno ha avuto nel corso della storia, si può affermare che il suo prestigio ha attraversato fasi alterne. Da messaggero degli Dei e da una interpretazione