Intervento umanitario e diritto internazionale

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Guglielmo Valìa Contatta »

Composta da 145 pagine.

 

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9 necessità di azioni “miste” in cui si hanno elementi comuni e aree di sovrapposizione tra i tipi di intervento: questo avviene perché le funzioni assegnate sono divenute più numerose, varie e complesse. L’elemento che le contraddistingue comunque è l’obiettivo perseguito dall’azione, quale risulta dal mandato conferito dagli organi competenti delle NU. “Le operazioni per il mantenimento della pace (peace-keepeng operations) si qualificano in astratto come un tertium genus, un intermedio, rispetto ad altri due tipi di azione delle Nazioni Unite, le missioni di osservazione (observation missions) e le azioni coercitive (enforcement actions)” 1 . Le operazioni di osservazione sono qualificate dall’obiettivo di controllare una determinata situazione o il regolare svolgimento di una procedura, ad esempio le elezioni politiche (“electoral monitoring”), e di fare in proposito rapporto ai competenti organi delle NU; le caratteristiche di tali operazioni sono pertanto l’“accertamento” e il “riferimento” oltre al loro carattere intrinsecamente “civile”, non militare, poiché il personale svolge le sue funzioni disarmato. “Le operazioni per il mantenimento della pace sono una vera e propria invenzione delle Nazioni Unite come ebbe a definirle il Segretario Generale, Boutros Ghali nel 1992” 2 , poiché nessuna norma della Carta delle Nazioni Unite le contempla esplicitamente: esse risultano essere più che altro uno strumento flessibile facilmente adattabile alle diverse esigenze che si possono evidenziare di volta in volta nelle particolari circostanze e situazioni contingenti. 1 Cfr. Laura Pineschi, Le operazioni delle Nazioni unite per il mantenimento della pace, Cedam Padova 1998, pag.23. 2 Cfr. ibidem, pag. 17.