Tursi 2.0 - Dai bollettini statistici all'informazione diffusa. Il progetto di ''Genova Città Digitale''

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Interfacoltà di Editoria, Comunicazione Multimediale e Giornalismo

Autore: Simone D'ambrosio Contatta »

Composta da 238 pagine.

 

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Anteprima della Tesi di Simone D'ambrosio

Anteprima della tesi: Tursi 2.0 - Dai bollettini statistici all'informazione diffusa. Il progetto di ''Genova Città Digitale'', Pagina 5
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8 corso d'opera, sono state fondamentali le collaborazioni di Massimo Razzi e Gianfranco Sansalone, giornalisti professionisti di conclamata fama nazionale, che hanno messo i propri anni di esperienza a servizio dei collaboratori più giovani. Con il loro arrivo, il Comune di Genova ha potuto finalmente veder nascere, nel suo seno, una vera e propria redazione giornalistica che curasse, dapprima, il nuovo giornale dedicato alle iniziative culturali in città, “Vivere Genova”, e successivamente si dedicasse al lancio della nuova funzione informativa del portale istituzionale, tenendo sempre d’occhio le molteplici possibilità offerte dalle innovazioni tecnologiche. Per concludere, prima del ricco e ragionato percorso bibliografico e di tutte le fonti raccolte sul web, una corposa appendice che vuole, ancora una volta, raccontare i momenti chiave del nostro percorso, attraverso le parole degli stessi protagonisti. Un percorso che ha seguito, lungo tutto il suo sviluppo, due linee guida portanti. La prima è rappresentata dallo sforzo di non perdere mai il legame con l’attualità, anche nel racconto delle origini del processo. La seconda riguarda, invece, una metodica ricerca delle fonti originali: compito per nulla semplice sia nella parte storica, per l’infinita mole di archivi da spulciare e la complessa opera di sintesi, sia nella parte moderna, dal momento che non è stato possibile affidarsi ad altro oltre ai ricordi e alle testimonianze dirette. E a proposito di queste, è bene precisare che, nonostante si sia sempre cercato di alternare le parole dei protagonisti a una personale critica costruttiva delle opinioni espresse, non escludiamo che, in alcuni casi, l’attuale mancanza di prospettive per un lavoro che ci ha visti coinvolti fin dalla sua nascita, possa, senza dubbio, aver influenzato qualche riflessione.