La Social Dreaming Matrix: un’indagine conoscitiva sulla funzione sociale del sogno

Tesi di Laurea

Facoltà: Psicologia

Autore: Marco Avena Contatta »

Composta da 290 pagine.

 

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Anteprima della Tesi di Marco Avena

Anteprima della tesi: La Social Dreaming Matrix: un’indagine conoscitiva sulla funzione sociale del sogno, Pagina 6
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6 un indio del Brasile sarebbe stato fermamente convinto che, la sua anima, era andata via dal suo corpo durante il sonno, a fare quello che aveva vissuto in sogno. Da ciò derivava una fiducia nei sogni tale da far prendere decisioni basate sulle visioni oniriche, come quella di abbandonare il villaggio se qualcuno aveva sognato che i nemici stavano per attaccare. Quando un individuo lascia il corpo per vivere delle esperienze su altri piani, secondo gli indios dell’Amazzonia, talvolta combatte contro altri esseri e le ferite che vengono subite durante questo combattimento sono riportate “al di qua”, indicando così che non esiste una vera separazione tra lo stato di veglia e quello di sonno. Secondo questa antica concezione, il flusso della vita è continuo e non si interrompe nel momento di chiudere gli occhi. Allo stesso modo la fase onirica è uno stato alterato di coscienza dove si continuano a fare esperienze che possono concorrere alla crescita e all’evoluzione di tutta l’umanità. L’identificazione del sogno come differente vibrazione dello stato di veglia si basa su di una concezione della realtà che non coincide con quella della verità. Quello che l’uomo vede non viene considerato essere la verità assoluta, ma solamente una realtà relativa al suo vertice di osservazione. C’è una sostanziale diversità tra la verità e la realtà, perché la verità è una realtà oggettiva che coglie l’essenza della cosa in questione, mentre la realtà comune è qualcosa di soggettivo che si coglie in base a un modo di decodificare dei segnali. Un’esperienza vicina alla concezione sciamanica, ed estranea alla mentalità dell’uomo occidentale del XX secolo, la si ritrova nelle opere dell’etnologo e antropologo peruviano Carlos Castaneda (1972). Le rivelazioni esoteriche dello sciamano protagonista di Viaggio a Ixtlan vanno nella direzione della possibilità di attingere ad arcane energie dello spirito che la razionalità del mondo occidentale ha soffocato e ormai dimenticato. Secondo tale visione, il sogno, se sapientemente indirizzato e coltivato, permetterebbe una condizione di distacco da tutto quanto è terreno e materiale, per inoltrarsi in dimensioni diverse. In ciascun individuo, secondo lo sciamanesimo, giace nascosta un’altra consapevolezza: la consapevolezza dell’altro io, che permette un’apertura a nuove percezioni e, di conseguenza, a nuovi modi di esperire il mondo della vita quotidiana. Jodorowsky, inventore della “psicomagia” e del teatro “panico”, scrive: “Non siamo noi a sognare, non chi dorme né chi sta sveglio nel sogno, ma è l’Io collettivo che sogna, è l’essere cosmico che ci usa come canale per far evolvere la coscienza umana” (Jodorowsky, 2004, p. 194).