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Domanda ed Offerta di Formazione

Intervista ad ASFOR

9 ottobre 2008

La missione di ASFOR è di sostenere e divulgare la formazione manageriale in Italia.
Qual è la situazione, le tendenze dell’offerta formativa in Italia ?


Da diversi anni, ASFOR è impegnata in una importante attività di ricerca che mira a fornire un quadro sempre più puntuale sulla Domanda e sull’Offerta di formazione manageriale.
In quest’ottica si realizza il Rapporto ASFOR, a cadenza annuale, dove da un lato si raccolgono dati sull’Offerta formativa degli Associati ASFOR - con anche una specifica attenzione all’offerta e-learning - e dall’altro invece, attraverso l’Osservatorio “Sistema della domanda di formazione manageriale delle imprese italiane” – costituito nel settembre 2007 – ASFOR intende raccogliere e analizzare i dati sull’evoluzione del mercato della domanda di formazione manageriale, in modo da fornire un quadro d’insieme quanto più completo possibile per tutti coloro che sono interessati al settore.

Per quanto concerne l’offerta formativa del Sistema ASFOR, si evidenzia una ripresa dell’attività a catalogo che trova conferma grazie al tasso di innovazione nei contenuti e nel target, che appare lievemente superiore nel catalogo rispetto alla commessa. Un segnale, questo, che si può interpretare come approccio propositivo e dinamico alla domanda di formazione. A supporto di tale interpretazione, il numero di corsi attivati e di partecipanti nel 2007, sembra essere in ripresa. Anche il numero di partecipanti rilevato è in sensibile aumento (+30%).
I temi affrontati in relazione al target group di clienti indicano un maggiore orientamento ai temi soft (skill manageriali, marketing e comunicazione, organizzazione e risorse umane) rispetto ai temi tecnici e quantitativi, quali Operations/Produzione, Logistica, Acquisti.
Per quanto riguarda le metodologie didattiche, il profilo derivante sembra configurare ancora un’impostazione tradizionale, basata fondamentalmente sull’attività d’aula (poco più del 50%) e sulla discussione di casi, simulazioni, role playing (24 % circa). Metodologie più attive innovative, quali action learning (circa 8%), outdoor (circa 6%) o FAD (circa 6%), sono ancora poco sviluppate, il che deve far riflettere il sistema italiano sulla necessità di rinnovamento.
Le scuole mantengono attivo l’orientamento all’innovazione, sia in tema di metodologie didattiche, sia in tema di contenuti, come rivisitazione di tecniche già conosciute, quali l’apprendimento pratico (laboratori applicativi, action learning) e il supporto allo sviluppo personale (counselling, coaching, assessment).
ASFOR ogni anno realizza anche una ricognizione sull’offerta formativa e-learning erogata dai propri associati. L’indagine ha evidenziato anche per quest’anno risultati piuttosto incoraggianti. Anche se di poco, il numero dei soci ASFOR che ha avviato interventi formativi in modalità elearning (integrale o blended) è aumentato rispetto all’anno scorso (passando da 16 a 18 pari a quasi il 30% degli associati).
Guardando il dato relativo alle persone formate con interventi di e-learning, notiamo che nel 2007 si è registrato un incremento del 10% pari a oltre 1200 persone in più rispetto al 2006 che ha comportato un proporzionale aumento del numero complessivo di ore di formazione passate dalle 28.250 del 2006 alle oltre 32.000 del 2007.
In un panorama come quello attuale, in cui il sistema formativo nazionale sta attraversando una profonda crisi, questo dato in controtendenza è a nostro avviso molto significativo.
L’attività eLearning nel 2007 è stata per 7 società su 18 prevalentemente rivolta ad aziende con progetti su commessa (B2B) mentre per 4 società l’attività ha riguardato prevalentemente percorsi rivolti al mercato finale B2C .
Per quanto attiene ai temi affrontati nei percorsi e-learning, dall’analisi è emerso che per le PA i temi maggiormente trattati sono stati lo sviluppo delle skills manageriali e le competenze IT, gli altri temi invece sono stati poco richiesti.
Per le imprese invece il ventaglio dei temi sviluppati è stato più ampio e a skills manageriali e IT si sono aggiunte amministrazione/controllo, finanza, organizzazione/risorse umane, marketing e comunicazione.

Il quadro che emerge invece dal punto di vista della Domanda, attraverso le indagini “Osservatorio Learning” e i Focus Group “Trend evolutivi della Formazione manageriale” evidenziano come il collegamento alle strategie e priorità dell’impresa dei programmi e degli investimenti in formazione continua ad essere un tema rilevante e per certi aspetti critico. il collegamento della formazione manageriale alle priorità di business è sempre più sentito.
Le sfide dell’internazionalità e dell’interculturalità sono considerate rilevanti per le aziende impegnate in una competizione globale.
Nella formazione per sviluppare l’internazionalità del management sono ampliamente privilegiate scelte e soluzioni concrete: corsi in lingua inglese e aule miste, team interfunzionali ed internazionali su progetti ed iniziative di business, attività esperienziali per favorire team building e team integrati; mentre risultano in forte calo, quasi scomparse, generiche iniziatve di formazione sull’interculturalità.
L’innovazione è considerata da tutti una necessità, un fattore strategico di sopravvivenza nel medio e lungo periodo. Riguarda principalmente il prodotto, il marketing e la distribuzione, i processi di lavoro.
L’e-learning quando si limita ad essere web-based training (corsi on-line), non è né centrale né rilevante per le strategie di sviluppo ed innovazione della formazione manageriale.
In realtà si tratta di una modalità utile e stabile che riguarda dal 5 al 20% delle attività di formazione. L’utilizzo di web-based training per le reti di vendita e per alcune “campagne” su contenuti standard (IAS, 626, legge 231, ecc…) è pratica comune in molte delle aziende intervistate. Vi è un’ampia disponibilità di cataloghi on line, anche se l’utilizzo effettivo on-demand è molto limitato, mentre viene privilegiata l’adozione di soluzioni blended per la formazione manageriale. Piattaforme tecnologiche su licenza LMS sono impiegate in maniera diffusa e vengono utilizzate prevalentemente per l’amministrazione del processo formativo.
Generalmente si registrano investimenti stabili o in calo a favore di soluzioni tecnologiche più basate sulla interazione e la collaborazione.
I modelli di e-learning blended sono a loro volta consolidati e stabili e non rappresentano più una fenomeno innovativo ma una normale soluzione efficace.

La vera frontiera è costituita dalla facilitazione, dal potenziamento e da una maggior finalizzazione dei processi di apprendimento cooperativi e da quelli informali. E cioè dall’incrocio tra le tecnologie WEB 2.0 con le dinamiche sociali e di scambio tipiche delle comunità di pratica o di interesse.
Le communities vengono principalmente attivate e/o sfruttate su obbiettivi e progetti rivolti alla ricerca e allo sviluppo di prodotto, ma sono emerse esperienze pilota anche in altri ambiti funzionali (ICT, Operations, HR) o per specifiche popolazioni (es.neo-assunti).
Questa frontiera suscita grande interesse e curiosità ma siamo molto lontani da una visione approfondita e consapevole del fenomeno e delle sue potenzialità. Vi è infatti scarsa conoscenza delle tecnologie e soprattutto di come utilizzarle in azienda. Talvolta vengono confuse con tecnologie e soluzioni più tradizionali di e-learning, talvolta sono considerate di difficile realizzazione e governo.
Vi è però anche la percezione che la potenzialità sia elevata per rafforzare i processi di knowledge management e di apprendimento informale.

Che cosa si aspettano i giovani universitari italiani dal mercato della formazione post laurea ?

Per i giovani laureati senza una significativa esperienza lavorativa, un Master è una soluzione per colmare il gap fra formazione accademica e skill richieste dal mercato del lavoro, per approfondire le conoscenze di una specifica funzione/area dell’azienda, per sviluppare comportamenti manageriali e vivere quindi un’esperienza fortemente sfidante orientata al Sistema dell’Impresa.
Per coloro invece che hanno già maturato un’esperienza lavorativa, la formazione manageriale post laurea, anche a distanza appunto dalla laurea, offre l’opportunità di integrare le conoscenze/competenze nelle diverse aree aziendali secondo un’ottica manageriale di tipo strategico, per favorire un cambiamento nel ruolo professionale precedentemente ricoperto oppure di favorire un’accelerazione nel percorso di carriera.
Dalla formazione post laurea i giovani si aspettano di potersi proporsi in maniera qualificata al mondo del lavoro, acquisendo il background culturale necessario su quelle materie non affrontate negli studi universitari. Ma soprattutto confrontarsi con manager, professionisti, imprenditori, oltre ovviamente ai Professori che operando sul campo possono trasferire un approccio pragmatico verso le situazioni tipiche aziendali.


Vi è un rapporto privilegiato tra i giovani universitari e la tecnologia elettronica, INTERNET in particolare. Come la tecnologia di relazione concorre a promuovere l‘offerta di formazione in Italia ?

Dati generali
Per quanto riguarda l’utilizzo delle piattaforme on line – sulla base dell’indagine ASFOR Osservatorio ASFOR e-learning - assistiamo ad un’inversione di tendenza rispetto alle precedenti rilevazioni, ovvero ad un passaggio chiaro dal “make” al “buy”. Solo il 12% sta infatti utilizzando una piattaforma sviluppata integralmente all’interno, mentre il 70% usa esclusivamente piattaforme sviluppate da software house specializzate, in genere ben più potenti e con una gamma di servizi maggiore.
Rimangono invece interni i servizi a valore aggiunto quali il tutoring, lo sviluppo dei contenuti, dei learning objects dell’instructional design.
Per quanto attiene ai temi affrontati nei percorsi e-learning, dall’analisi è emerso che la domanda nella PA si concentra sullo sviluppo delle skill manageriali e le competenze IT, gli altri temi invece sono stati poco richiesti.
Per le imprese invece il ventaglio dei temi sviluppati è stato più ampio e a skill manageriali e IT si sono aggiunte amministrazione/controllo, finanza, organizzazione/risorse umane, marketing e comunicazione.
Come invece viene evidenziato dall’indagine “Trend evolutivi della Formazione Manageriale” – indagine ricordiamo condotta sulla Domanda di formazione, le community vengono principalmente attivate e/o sfruttate su obiettivi e progetti rivolti alla ricerca e allo sviluppo prodotto, ma vi sono esperienze pilota anche in altri ambiti funzionali (ICT, Operations, HR) o per specifiche popolazioni (es. neo assunti).
Vi è scarsa conoscenza delle tecnologie e soprattutto di come utilizzarle in azienda. Talvolta vengono confuse con tecnologie e soluzioni più tradizionali di e-learning.
Sistemi Web 2.0 sono considerati difficili da realizzare e da governare. Vi è però anche la percezione che la potenzialità sia elevata per rinforzare i processi di knowledge management e di apprendimento informale

Informazioni specifiche sui giovani
Anche se mancano ricerche mirate che riguardino i laureati si può comunque dire che per consumi e costumi privati e per la diffusione dell’ICT nell’insegnamento universitario e nei percorsi di studio ormai i laureati sono alfabetizzati e hanno una totale normalità d’uso delle strumentazioni dell’ICT. Il mezzo e i modelli che veicola sono di pratica quotidiana e non costituiscono un filtro o una difficoltà, semmai una facilitazione.
Le forme collaborative e di relazione sociale , nella logica del web2 sono ugualmente praticate particolarmente dai giovani. Nessun problema da parte loro, semmai varrebbe la pena di indagare quanto i modelli organizzativi del lavoro consentano, valorizzino e traggano beneficio dalle soluzioni dette. Il rischio è di avere persone abituate a lavorare, pensare, confrontarsi secondo modalità cooperative che si trovano in contesti dove prevalgono altri modelli.


ASFOR si è fatta promotrice del 4° BANDO "e-Talenti dell'e-Learning" , a partecipazione gratuita, per la selezione delle migliori Tesi universitarie che affrontano le tematiche dell’e-learning. Quindi una conferma che le applicazioni di Internet aiutano a sviluppare il mercato della formazione.
Quali i prossimi confini di questa collaborazione ?


I dati in possesso di Asfor dicono che
 L’e – learning è “a regime”. Sono finite ormai definitivamente, almeno su scala nazionale, anche se qualche nuovo ingresso è certamente possibile, le sperimentazioni di accesso, quelle che sono servite a capire e a dotarsi di modelli, risorse e metodologie.
- I modelli sono solidi e ritenuti efficaci tanto che l’offerta formativa, per quanto riguarda le tematiche, è stabile e non viene influenzata dalla novità dell’approccio. In origine, al contrario, i contenuti erano di livello professionale differente più addestrativo o centrati su oggetti vicini al mezzo utilizzato (corsi di informatica per via informatica) o riservati a momenti limitati all’interno di percorsi caratterizzati da altre modalità.
- L’investimento, delle strutture di formazione viene fatto sulle professioni ritenute determinanti nel percorso di formazione e-learning, cioè i tutor di processo. Esattamente quelli che , oltre a sostenere l’apprendimento erogato secondo i modelli consolidati, possono anche “innescare” o partecipare a processi di collaborazione e socializzazione.
- Lo sviluppo del mercato non ha un andamento lineare. I modelli consolidati e-learning tendono ad essere così usuali da non venire più rilevati come innovativi ma piuttosto come la normalità efficace della didattica. Le soluzioni web 2 sono da esplorare nei contesti di formazione e lavoro, anche se ampiamente diffusi nel mondo consumer.
- I professionisti dell’ICT per la formazione, e più in generale per la diffusione della conoscenza, sono numericamente insufficienti, preparati “in casa” e non hanno percorsi di formazione lineari e strutturati. o meglio


In Italia la diffusione della Formazione a distanza ,ovvero l’e – learning, come procede? Come si presenta rispetto ai principali paesi europei ed agli Stati Uniti ?

Come in molti altri campi, l’Italia si caratterizza per una situazione che procede in ordine sparso, senza interventi di sistema (come nel nord Europa) e senza forti gestori e produttori di scala nazionale (come negli USA).
Per questo la situazione è molto differenziata, con esempi di eccellenza che convivono con pratiche di bassa qualità, senza che si riesca a “fare sistema” delle esperienze migliori.
Tra l’altro solo di recente è stato avviato un tavolo interistituzionale sull’e-learning, il ''Tavolo di Raccordo, Istituzionale e Tecnico, per l'osservazione sistematica della domanda e dell'offerta di eLearning'', con il coinvolgimento delle principali Istituzioni Pubbliche, per la costituzione dell'Osservatorio Nazionale sull'eLearning
Il tavolo ha anche il compito di organizzare, per la prima volta in Italia, il monitoraggio sistematico dell’andamento della formazione e-learning.

Inoltre, a differenza di quanto è accaduto in molti altri paesi, il governo italiano, nel tempo non ha fornito linee guida né associato l’e –elearning alla formazione continua, come sarebbe ovvio e opportuno.

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