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Le lingue? Si imparano a scuola. I dati della Scuola Superiore per Mediatori Linguistici Carlo Bo

Indagine

26 settembre 2012

Le lingue? Si imparano a scuola. I dati della Scuola Superiore per Mediatori Linguistici Carlo Bo Mancano pochi giorni alla celebrazione della Giornata Europea delle Lingue in programma il prossimo 26 settembre. L’iniziativa, giunta alla sua undicesima edizione, è promossa dal Consiglio d’Europa e dall’Unione Europea e si pone principalmente due obiettivi: sottolineare l’importanza dell’apprendimento delle lingue straniere e valorizzare le differenze linguistiche del Vecchio Continente.

Ma quante lingue straniere conoscono gli italiani? E dove le hanno imparate? Secondo l’indagine “La conoscenza delle lingue tra formazione e cultura” promossa dalla Scuola Superiore per Mediatori Linguistici Carlo Bo e condotta (nel 2011) dall’istituto di ricerca Abis analisi e strategie/Makno su un campione internazionale di 1200 persone tra i 17 e i 23 anni, il 44% dei giovani italiani conosce una lingua straniera, mentre il 43% ne parla due. L’inglese si rivela ovviamente quella più conosciuta (85%), mentre il francese detiene il primato come seconda lingua.

Secondo la ricerca i primi approcci con altri idiomi si hanno all’età di 8 anni e mezzo (in linea con la media europea) e gli anni dedicati allo studio della prima lingua sono in media nove, cinque e mezzo per la seconda. La scuola risulta essere il canale prediletto per l’apprendimento delle lingue: il 68,5% degli italiani intervistati dichiara infatti di averle studiate in aula. Un periodo di permanenza all’estero inoltre viene ritenuto fondamentale dal 55% dei giovani del nostro Paese.

Dopo il periodo di studio è tempo di confrontarsi con il mondo lavorativo. In società sempre più aperte e multietniche dove beni e servizi sono ormai condivisi a livello internazionale, la conoscenza delle lingue straniere in ambito professionale si rivela fondamentale e a essa è sempre più richiesto di unire una familiarità con il contesto socioculturale in cui le lingue stesse si radicano.

Questa figura professionale infatti si dimostra capace di mediare non solo tra diverse lingue, ma anche tra differenti culture, usi e costumi favorendo così gli scambi a livello internazionale attraverso l’efficace interpretazione delle dinamiche relazionali.

È questa una condizione molto ben profilata a cui risponde appieno la figura del mediatore linguistico alla cui formazione è finalizzato il corso di studi della SSML Carlo Bo (con sedi a Milano, Roma, Bologna, Firenze e Bari).

La Scuola Superiore per Mediatori Linguistici Carlo Bo (che ha sedi a Milano, Roma, Bologna, Firenze e Bari) nasce nel 1951 a Milano come Scuola Superiore per Interpreti e Traduttori - grazie all’intuizione di Silvio F. Baridon e Carlo Bo che individuano nell’insegnamento delle lingue straniere uno dei mattoni attraverso i quali l’Italia del dopoguerra può ricostruire se stessa.

Il nuovo modello didattico, che parte dalle situazioni reali per arrivare all’apprendimento della lingua nelle differenti situazioni d’uso, ha permesso alla SSML Carlo Bo di diventare la più importante istituzione italiana nell’insegnamento delle lingue straniere a livello universitario. In sei decenni di storia, si è sempre caratterizzata per una costante attenzione alla qualità dell’offerta e per la capacità di anticipare le esigenze del mondo del lavoro.

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