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L'Argentina è ammessa alle Nazioni Unite

30 aprile 1945

L'Argentina viene ammessa alle Nazioni Unite, al termine di una pungente controversia. Il russo Molotov si è opposto fortemente, ricordando quello che è stato detto dal Segretario di Stato Cordell Hull l'8 settembre 1944: «L'Argentina era il quartier generale del movimento fascista nell'emisfero occidentale e una potenziale fonte di propagazione per il resto delle Americhe» e quello che ha sostenuto il Presidente Roosevelt il 1 ottobre 1944: «L'evoluzione della situazione argentina presenta lo straordinario paradosso della crescita dell'influenza Nazifascista in questo emisfero nel momento in cui queste forze si stanno avvicinando sempre di più alla sconfitta nell'Europa e nel resto del Mondo».
Il Plenipotenziario belga, Spaak, appoggia la proposta russa, sostenendo che la conferenza non possa prendere decisioni se le grandi potenze non hanno raggiunto una posizione unanime. Ma l'entrata dell'Argentina è favorita dalle nazioni latinoamericane, così come dagli Stati Uniti.
Nella votazione del Comitato Esecutivo, l'Argentina è entrata con 9 voti a favore e 3 contrari (Urss, Cecoslovacchia e Iugoslavia), mentre la Cina si è astenuta. La votazione è quindi delegata alla sessione plenaria su richiesta di Molotov, dove, con 28 voti contro 7 (Urss, Nuova Zelanda, Belgio, Grecia, Cecoslovacchia, Iugoslavia e Iran), e con l'astensione della Francia, si è deciso di non rinviare ulteriormente l'ammissione dell'Argentina.
L'ultima votazione per l'immediata adesione dell'Argentina si tiene con 31 voti contro 4 (Urss, Grecia, Cecoslovacchia e Iugoslavia); in questa occasione anche la Francia vota a favore.

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