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Bolivar assume il potere supremo

27 agosto 1828

All'indomani del fallimento della Convenzione di Ocaña incaricata di modificare la costituzione di Cùcuta del 1821, che ha vanificato le residue speranze di uno sbocco costituzionale alla crisi politica della Colombia, Bolìvar emana il decreto organico che gli conferisce il potere supremo con la nomina di Libertador – Presidente.
Il decreto, che dà inizio all'ultima stagione di governo di Bolìvar, è composto da ventisei articoli preceduti da una serie di considerazioni effettuate dal suo autore.
Compito essenziale di queste considerazioni è quello di sottolineare la situazione di estrema necessità in cui versa la repubblica e l'esito unanime dei plebisciti, al fine di legittimare una dittatura da parte di colui che si è più volte definito repubblicano. In virtù di queste considerazioni, nelle ultime righe prima del decreto vero e proprio può affermare: «Ho deciso di assumere il Potere Supremo della Repubblica, che eserciterò con la denominazione di Libertador – Presidente, che mi hanno dato le leggi ed i suffragi pubblici».
Il primo articolo del decreto, quasi a voler rimarcare l'importanza di Bolìvar, si occupa dei compiti specifici che attengono al capo supremo. Si tratta innanzitutto delle prerogative tipiche del potere esecutivo come: garantire l'ordine interno e difendere lo stato da eventuali attacchi provenienti dall'esterno; comandare l'esercito e la marina; dirigere la diplomazia e l'amministrazione; dichiarare la guerra; suo è anche il diritto di nominare e rimuovere i funzionari statali di ogni ordine e grado. Altre facoltà che vengono attribuite a Bolìvar dal medesimo articolo riguardano la sfera delle competenze solitamente attribuite al potere legislativo, in quanto, oltre ad emanare decreti e regolamenti può modificare o abrogare le leggi rimaste in vigore senza alcun tipo di limitazione. Risultato di quest'ultima attribuzione è quello di inserire la dittatura in una continuità istituzionale al fine di evitare pericolosi vuoti di legislazione che avrebbero potuto favorire forzature interpretative; doveva infatti ritenersi valida ogni legge precedente alla quale Bolìvar non avesse messo mano. Non potevano mancare, per rendere complete le attribuzioni dittatoriali, ingerenze dell'esecutivo nell'operato del potere giudiziario, ingerenze che lo stesso Bolìvar aveva deprecato in più occasioni. Accanto ai poteri riguardanti la grazia, l'amnistia e l'indulto, infatti, il decreto conferisce la possibilità di modificare le sentenze dei Consigli di Guerra e dei Tribunali Militari.

Tra parentesi è indicato il numero di tesi correlate



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