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La strage di piazza Fontana

12 dicembre 1969

Alle 16.30, a Milano, presso la sede della Banca Nazionale dell'Agricoltura di Piazza Fontana, esplode nel salone centrale, gremito di clienti, impiegati e funzionari, una bomba. Si contano sedici morti e ottantaquattro feriti. Quasi contemporaneamente, altri tre ordigni esplodono a Roma. Alle 16.55 una bomba scoppia nel passaggio sotterraneo della Banca Nazionale del Lavoro che collega le due entrate dell'istituto; provocando il ferimento di tredici persone. Le altre due esplosioni avvengono, una alle 17.22 davanti all'Altare della Patria, e l'altra, alle 17.30, all'ingresso del museo del Risorgimento, con altre quattro persone ferite. Un ultimo ordigno, contenuto in una cassetta metallica portavalori, viene ritrovato inesploso, ancora a Milano, nella filiale della Banca Commerciale Italiana di Piazza della Scala. La sincronizzazione degli attentati, le tecniche e i materiali usati fanno subito comprendere che tutti gli episodi sono da inquadrarsi in un unico disegno cospiratorio.

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