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Guida tesi di laurea  Scrivere la tesi 

Le citazioni bibliografiche nella tesi di giurisprudenza

9 febbraio 2024

Le citazioni bibliografiche nella tesi di giurisprudenza

#1 - Le note nella tesi di giurisprudenza


La corretta citazione delle fonti è un aspetto fondamentale della tesi in giurisprudenza in quanto l'attività di ricerca deve essere ben documentata nell'elaborato sia nel testo che attraverso le note.

La citazione, per essere corretta, deve riportare in modo chiaro ed esaustivo la fonte utilizzata in un determinato passaggio della tesi non solo in bibliografia ma anche nel testo.

Qualora si riporti fedelmente parole, frasi o periodi da un'opera di un altro autore è necessario inserire una citazione diretta, delimitando il testo utilizzando le virgolette caporali «…». Se il testo che vuoi riportare è abbastanza lungo è meglio staccarlo dal corpo del testo della tesi, lasciando una riga vuota sia sopra che sotto e rientrando dal margine sinistro di qualche centimetro. Consigliamo anche di utilizzare un'interlinea singola e di rimpicciolire un po' la dimensione del testo.

Se invece si riporta un pensiero o una teoria ascrivibile ad un altro autore ma con altre parole, parafrasando o sintetizzando, allora puoi inserire una citazione indiretta.

Per maggiori informazioni ti consigliamo la lettura degli articoli:
Citazione diretta
Citazione indiretta

Le note nella tesi di giurisprudenza non vengono utilizzate esclusivamente per la citazione delle fonti, ma anche per discutere o ampliare punti del testo, per riportare un testo nella lingua originale oppure tradotto, per aggiungere indicazioni bibliografiche su un testo oppure per fare rinvii interni ed esterni.
Le cosiddette note di contenuto, cioè quelle utilizzate per discutere o ampliare punti del testo, sono particolarmente utilizzate nelle tesi di giurisprudenza.

Nelle tesi di laurea in giurisprudenza, le note di contenuto possono essere utilizzate in diversi modi per migliorare la chiarezza e la comprensione del testo.
Ecco alcuni modi comuni in cui le note di contenuto possono essere incorporate:

1. Introduzione delle sezioni: Le note di contenuto possono essere utilizzate per introdurre brevemente le sezioni principali della tesi. Ad esempio, una nota di contenuto potrebbe precedere una sezione sulla legislazione pertinente, spiegando in poche parole quali leggi o normative saranno discusse.

2. Descrizione delle fonti: Se si fa riferimento a molteplici fonti giuridiche o testi legali, le note di contenuto possono essere utilizzate per fornire una breve panoramica di ciascuna fonte citata. Questo aiuta i lettori a comprendere meglio il contesto e l'autorità delle fonti utilizzate.

3. Spiegazione dei concetti chiave: Nel corso della tesi, potresti incontrare concetti giuridici complessi o terminologia specifica. Le note di contenuto possono essere utilizzate per spiegare in modo chiaro e conciso tali concetti, garantendo che i lettori possano seguire il tuo argomento senza dover fare ricerche esterne.

4. Segnalazione di argomenti contestati o controversi: Se la tua tesi tratta di argomenti giuridici che sono oggetto di dibattito o controversia, le note di contenuto possono essere utilizzate per fornire una breve panoramica delle posizioni contrastanti o delle opinioni divergenti.

5. Aggiunta di chiarimenti o punti di discussione aggiuntivi: Le note di contenuto possono anche essere utilizzate per aggiungere informazioni supplementari o punti di discussione che potrebbero essere di interesse per i lettori ma che non rientrano direttamente nel testo principale della tesi.

In generale, l'obiettivo principale delle note di contenuto è quello di migliorare la comprensione e la fruibilità della tesi, fornendo ai lettori informazioni aggiuntive o contestuali rilevanti senza appesantire eccessivamente il testo principale.

Per quanto riguarda lo stile di citazione, il più utilizzato in ambito giuridico è lo stile OSCOLA (Oxford University Standard for the Citation of Legal Authorities). Questo stile è caratterizzato dalla citazione completa della fonte in nota a piè di pagina, oltre che in bibliografia. Ad esempio:

In nota a piè di pagina:
Nome Cognome, Titolo (Edizione, Editore Anno di pubblicazione) pagina

In bibliografia:
Cognome Nome, Titolo (Edizione, Editore Anno di pubblicazione)


#2 - Come citare le leggi nella tesi di laurea in giurisprudenza


Nella redazione di una tesi di laurea in giurisprudenza, è fondamentale citare correttamente le leggi e le fonti normative per garantire l'accuratezza e la completezza del lavoro. Ecco alcuni consigli su come citarle:

Leggi: Le leggi devono essere citate utilizzando esplicitando il tipo di atto (legge, decreto legge, decreto legislativo), data di promulgazione (composta di giorno, mese ed anno), il numero del provvedimento ed infine il titolo ufficiale. Ad esempio:
Legge 19 aprile 1925, n.475, «Repressione della falsa attribuzione di lavori altrui da parte di aspiranti al conferimento di lauree, diplomi, uffici, titoli e dignità pubbliche»
Articoli di legge: Quando si cita uno specifico articolo di legge, è consigliabile includere anche il numero dell'articolo e, se necessario, il comma o il periodo. Ad esempio:
Art. 117, comma 2.
Fonti normative non legislative: Le fonti normative non legislative, come decreti ministeriali o regolamenti, devono essere citate con il loro titolo completo, il numero e l'anno di pubblicazione. Ad esempio:
Decreto Ministeriale 23 aprile 2018, n. 101.
Fonti giurisprudenziali: Quando si citano decisioni giurisprudenziali, è importante includere l'organo giurisdizionale emanante (Cassazione, Tribunale, Corte), il tipo di atto (es.: Sentenza), la data della sentenza e il numero. Ad esempio:
Corte di Cassazione, Sezione Civile, Sentenza n. 1234 del 15 marzo 2020.

Come avrai potuto notare, quando non si possono citare le varie leggi e fonti normative in forma estesa, si utilizza la forma abbreviata. Quindi:
• il tipo di atto (scritto in modo abbreviato: per legge; D. lgs. per decreto legislativo; D.l. per decreto legge; ecc.);
• numero dell'atto, seguito dalla barra /;
• la data.
Ad esempio:
L. 475/1925

Ecco le abbreviazioni più utilizzate:

Decreto legge = D.L.
Decreto legislativo = D. lgs.
Costituzione della Repubblica = Cost.
Legge = L.
Legge costituzionale = L. costituzionale
Decreto ministeriale = D.M.
Legge regionale = L.R.
Decreto del presidente della repubblica = D.P.R.
Decreto legislativo = D.Lgs.
Regio decreto = R.D.
Decreto legislativo presidenziale = D.L.P.
Regio decreto legge = R.D.L.
Regio decreto legislativo = R.D.Lgs.
Decreto legislativo luogotenenziale= D.L.L.
Deliberazione della giunta regionale = D.G.R.
Regolamento = Reg.
Decreto ministeriale = D.M.
Decreto presidenziale = D.P.

Leggi anche:
• Come scrivere una tesi di laurea in Giurisprudenza
• Errori da evitare nella scrittura di una tesi in giurisprudenza

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