Skip to content

Profili giuridici della partecipazione della Comunità Europea all’OMC: l’evoluzione delle competenze esterne

Informazioni tesi

  Autore: Alberto Afflitto
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2001-02
  Università: Università degli Studi Roma Tre
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia e Commercio
  Relatore: Fabio Bassan
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 280

Nella trattazione della tesi da me svolta ho voluto mostrare l’evoluzione della politica commerciale comune, delle competenze economiche esterne e le problematiche a esse connesse, con particolare riferimento all’Accordo OMC (WTO). Ho tentato di mostrare, inoltre, come non si sia riusciti, dopo lunghe ed estenuanti diatribe sia nelle sedi istituzionali, sia all’infuori di esse, ad allargare le competenze in materia di relazioni economiche esterne della Comunità in modo da rispondere più efficacemente alle esigenze di governabilità provenienti da un mondo sempre più interconnesso.
La politica commerciale comune è stata concepita sul finire degli anni cinquanta, in un’epoca in cui i diritti di proprietà intellettuale relativi al commercio e, principalmente, i servizi costituivano un elemento marginale dei traffici commerciali internazionali.
Nel corso del tempo, come la stessa Corte di Giustizia ha rilevato, i servizi hanno assunto un ruolo sempre maggiore, costituendo quasi l’attività principale dei Paesi industrializzati, fino ad essere definitivamente trattati alla stregua dei beni nel risultato finale dell’Uruguay Round, l’Accordo OMC.
Questo accordo configura un approccio unitario al commercio mondiale dimostrando il collegamento tra i tre settori, beni, servizi e diritti di proprietà intellettuale connessi al commercio.
La Corte di Giustizia, chiamata a fornire un parere (1/94) sulla competenza a stipulare l’Accordo OMC, ha prodotto un documento che ha dato origine a numerose critiche, nonché fornito diversi spunti di riflessione.
L’assenza di un articolo del Trattato che definisse in maniera univoca la piena competenza della CE nel settore esterno è risultata particolarmente grave alla luce del parere 1/94, che, in ultima analisi, stabilisce che la competenza a stipulare gli accordi GATS e TRIPs è ripartita tra Comunità e Stati membri, mentre è esclusivamente comunitaria per l’accordo GATT: numerosi sono stati i problemi aperti da una siffatta statuizione, il più importante tra i quali è quello relativo all’esigenza dell’unità di rappresentanza all’esterno e dell’unità di azione della Comunità.
Le difficoltà nel gestire e delimitare le relazioni tra le due parti – Stati membri e istituzioni comunitarie – nell’ambito delle competenze ripartite, si sono rese evidenti anche dalla gestazione lunga e laboriosa di un codice di condotta, mai giunto a maturazione.
Il problema di una competenza congiunta tra Comunità e Stati membri rileva sia durante i negoziati in seno all’OMC, creando le premesse per un indebolimento del potere negoziale della Comunità, sia nel meccanismo di “ritorsione incrociata” previsto dall’art. 22 dell’“Intesa relativa alla soluzione delle controversie”.
Altre questioni affiorano dall’esistenza della competenza ripartita:
- nei settori a competenza mista sussisterebbe un vero e proprio potere di veto spettante alla Comunità e agli Stati membri, che potrebbe portare a una paralisi del processo decisionale;
- non vi sono clausole sulla competenza, sicché la ripartizione delle competenze avrebbe solo valenza interna con la conseguenza che, di un eventuale inadempimento dell’Accordo OMC, gli Stati Membri e la Comunità potrebbero essere ritenuti egualmente responsabili nei confronti degli Stati terzi;
- la divisione delle competenze prospettata dalla Corte può produrre incertezze negli Stati terzi, che potrebbero percepire rischioso il negoziare con la Comunità;
- la stessa divisione delle competenze potrebbe minare l’unità della Comunità, di cui si potrebbero avvantaggiare i Paesi terzi come qualche contenzioso ha mostrato;
- infine, non si comprende quale sia l’estensione del potere interpretativo della Corte di Giustizia sull’Accordo OMC: la sua competenza pregiudiziale potrebbe essere considerata indispensabile per garantire l’uniformità di interpretazione e attuazione dell’accordo all’interno della Comunità, impedendo che alla stessa vengano imputate da Stati terzi responsabilità in caso di violazioni commesse dai suoi Membri.
Attualmente è in atto un processo di revisione dei Trattati in seno alla Convenzione europea: grandi e legittime sono le aspettative, ma l’orientamento generale della Convenzione non sembra rivolto verso una profonda e necessaria revisitazione dell’intero impianto delle competenze esterne dell’Unione/Comunità.
L’attuale sistema della politica commerciale comune non garantisce dai rischi di una possibile frantumazione del blocco comunitario poiché mantiene – e, in parte, reintroduce con il Trattato di Nizza – le prerogative degli Stati membri e, di conseguenza, il voto all’unanimità in diversi settori del commercio.

CONSULTA INTEGRALMENTE QUESTA TESI

La consultazione è esclusivamente in formato digitale .PDF

Acquista
Mostra/Nascondi contenuto.
INTRODUZIONE Con la seguente trattazione si vuole mostrare l’evoluzione della politica commerciale comune, delle competenze economiche esterne e le problematiche a esse connesse, con particolare riferimento all’Accordo OMC. Si vuole mostrare, inoltre, come non si sia riusciti, dopo lunghe ed estenuanti diatribe sia nelle sedi istituzionali, sia all’infuori di esse, ad allargare le competenze in materia di relazioni economiche esterne della Comunità in modo da rispondere più efficacemente alle esigenze di governabilità provenienti da un mondo sempre più interconnesso. La politica commerciale comune è stata concepita sul finire degli anni cinquanta, in un’epoca in cui i diritti di proprietà intellettuale relativi al commercio e, principalmente, i servizi costituivano un elemento marginale dei traffici commerciali internazionali. Nel corso del tempo, come la stessa Corte di Giustizia ha rilevato, i servizi hanno assunto un ruolo sempre maggiore, costituendo quasi l’attività principale dei Paesi industrializzati, fino ad essere definitivamente trattati alla stregua dei beni nel risultato finale dell’Uruguay Round, l’Accordo OMC. Questo accordo configura un approccio unitario al commercio mondiale dimostrando il collegamento tra i tre settori, beni, servizi e diritti di proprietà intellettuale connessi al commercio. La Corte di Giustizia, chiamata a fornire un parere (1/94) sulla competenza a stipulare l’Accordo OMC, ha prodotto un documento che ha dato origine a numerose critiche, nonché fornito diversi spunti di riflessione. L’atteggiamento della Corte rifletteva un clima ostile all’espansione delle competenze della Comunità, anche se motivazioni di carattere economico e pratico richiedevano scelte diverse. Il clima politico, d’altronde, non favoriva scelte coraggiose: durante il vertice di Maastricht la proposta della Commissione di estendere l’art. 113 CEE a tutte le relazioni economiche esterne e non solo a quelle strettamente attinenti al mercato dei beni, fu bocciata. Nello stesso vertice fu abrogato anche l’art. 116 CEE, un utile strumento di coordinamento che imponeva agli Stati Membri di condurre «unicamente un’azione comune nell’ambito delle organizzazioni internazionali».

CONSULTA INTEGRALMENTE QUESTA TESI

La consultazione è esclusivamente in formato digitale .PDF

Acquista

FAQ

Per consultare la tesi è necessario essere registrati e acquistare la consultazione integrale del file, al costo di 29,89€.
Il pagamento può essere effettuato tramite carta di credito/carta prepagata, PayPal, bonifico bancario, bollettino postale.
Confermato il pagamento si potrà consultare i file esclusivamente in formato .PDF accedendo alla propria Home Personale. Si potrà quindi procedere a salvare o stampare il file.
Maggiori informazioni
Ingiustamente snobbata durante le ricerche bibliografiche, una tesi di laurea si rivela decisamente utile:
  • perché affronta un singolo argomento in modo sintetico e specifico come altri testi non fanno;
  • perché è un lavoro originale che si basa su una ricerca bibliografica accurata;
  • perché, a differenza di altri materiali che puoi reperire online, una tesi di laurea è stata verificata da un docente universitario e dalla commissione in sede d'esame. La nostra redazione inoltre controlla prima della pubblicazione la completezza dei materiali e, dal 2009, anche l'originalità della tesi attraverso il software antiplagio Compilatio.net.
  • L'utilizzo della consultazione integrale della tesi da parte dell'Utente che ne acquista il diritto è da considerarsi esclusivamente privato.
  • Nel caso in cui l'Utente volesse pubblicare o citare una tesi presente nel database del sito www.tesionline.it deve ottenere autorizzazione scritta dall'Autore della tesi stessa, il quale è unico detentore dei diritti.
  • L'Utente è l'unico ed esclusivo responsabile del materiale di cui acquista il diritto alla consultazione. Si impegna a non divulgare a mezzo stampa, editoria in genere, televisione, radio, Internet e/o qualsiasi altro mezzo divulgativo esistente o che venisse inventato, il contenuto della tesi che consulta o stralci della medesima. Verrà perseguito legalmente nel caso di riproduzione totale e/o parziale su qualsiasi mezzo e/o su qualsiasi supporto, nel caso di divulgazione nonché nel caso di ricavo economico derivante dallo sfruttamento del diritto acquisito.
  • L'Utente è a conoscenza che l'importo da lui pagato per la consultazione integrale della tesi prescelta è ripartito, a partire dalla seconda consultazione assoluta nell'anno in corso, al 50% tra l'Autore/i della tesi e Tesionline Srl, la società titolare del sito www.tesionline.it.
L'obiettivo di Tesionline è quello di rendere accessibile a una platea il più possibile vasta il patrimonio di cultura e conoscenza contenuto nelle tesi.
Per raggiungerlo, è fondamentale superare la barriera rappresentata dalla lingua. Ecco perché cerchiamo persone disponibili ad effettuare la traduzione delle tesi pubblicate nel nostro sito.
Scopri come funziona

DUBBI? Contattaci

Contatta la redazione a
[email protected]

Ci trovi su Skype (redazione_tesi)
dalle 9:00 alle 13:00

Oppure vieni a trovarci su

Parole chiave

accordo omc
aets
comitato 133
competenza esterna
gats
gatt
interpretazione
obbligo di cooperazione
parere 1/94
proprietà intellettuale

Non hai trovato quello che cercavi?


Abbiamo più di 45.000 Tesi di Laurea: cerca nel nostro database

Oppure consulta la sezione dedicata ad appunti universitari selezionati e pubblicati dalla nostra redazione

Ottimizza la tua ricerca:

  • individua con precisione le parole chiave specifiche della tua ricerca
  • elimina i termini non significativi (aggettivi, articoli, avverbi...)
  • se non hai risultati amplia la ricerca con termini via via più generici (ad esempio da "anziano oncologico" a "paziente oncologico")
  • utilizza la ricerca avanzata
  • utilizza gli operatori booleani (and, or, "")

Idee per la tesi?

Scopri le migliori tesi scelte da noi sugli argomenti recenti


Come si scrive una tesi di laurea?


A quale cattedra chiedere la tesi? Quale sarà il docente più disponibile? Quale l'argomento più interessante per me? ...e quale quello più interessante per il mondo del lavoro?

Scarica gratuitamente la nostra guida "Come si scrive una tesi di laurea" e iscriviti alla newsletter per ricevere consigli e materiale utile.


La tesi l'ho già scritta,
ora cosa ne faccio?


La tua tesi ti ha aiutato ad ottenere quel sudato titolo di studio, ma può darti molto di più: ti differenzia dai tuoi colleghi universitari, mostra i tuoi interessi ed è un lavoro di ricerca unico, che può essere utile anche ad altri.

Il nostro consiglio è di non sprecare tutto questo lavoro:

È ora di pubblicare la tesi