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Il diritto d'accesso negli enti locali

Informazioni tesi

master in scienze amministrative
  Autore: Lorena Dei Rossi
  Tipo: Tesi di Master
Master in
Anno: 2004
Docente/Relatore: Aldo Sandulli
Istituito da: Università degli Studi di Urbino
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 30

La Legge 8 giugno 1990 n. 142 sull’Ordinamento delle autonomie locali (l’art. 7, comma 3, ora contenuto integralmente nell’articolo 10, commi 1 e 2, del Decreto Legislativo 18 agosto 2000 n. 267 Testo Unico delle leggi sull’ordinamento degli Enti Locali), disciplina anch’essa, come la Legge 7 agosto 1990 n. 241, l’accesso agli atti amministrativi (in specie degli enti locali).
È dalla conciliabilità di tale disciplina con il sistema delineato dalla legge sul procedimento amministrativo che scaturisce un annoso dibattito in dottrina e giurisprudenza, le quali si sono poste il problema di verificare la possibile ammissibilità di una loro coesistenza o se, invece, configurandosi come un’antinomia normativa, fosse necessario operare quella scelta tra le dissonanze esistenti che il legislatore non aveva compiuto espressamente con lo strumento dell’abrogazione.
Nel frattempo, le differenti formulazioni continuano a costituire fonte di problematiche per gli organismi chiamati alla sua applicazione, in particolare per le amministrazioni comunali e provinciali.
Con il presente lavoro ci si è proposti di effettuare un’analisi delle due diverse discipline dell’accesso, del problema del loro coordinamento, nonché del ruolo fondamentale che devono svolgere in proposito gli enti locali attraverso la loro potestà regolamentare.

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IL DIRITTO D’ACCESSO NEGLI ENTI LOCALI 1. Introduzione Il processo di apertura dell’amministrazione pubblica verso l’esterno, perseguito con convinzione negli ultimi due decenni, ha trovato come emblema la riconosciuta possibilità dell’amministrato di accedere all’attività amministrativa e al patrimonio documentale dello Stato e di tutti gli Enti Pubblici. L’espresso riconoscimento del principio della trasparenza viene infatti enunciato dal legislatore nell’articolo 1 della Legge 7 agosto 1990 n. 241 Nuove norme sul procedimento amministrativo, dove si dispone che il criterio della pubblicità, tra gli altri, deve “reggere” l’azione amministrativa, a garanzia del suo imparziale svolgimento. Il diritto di accesso, inteso non solo come conoscenza ma anche come partecipazione, viene a sua volta disciplinato dalla stessa fonte, ai successivi articoli 10, 22 e seguenti, attribuendo in tal modo ai cittadini dei poteri nuovi, di controllo e di cooperazione nell’agire amministrativo. Invero, tali previsioni normative non costituiscono una novità assoluta nell’ordinamento: già prima della Legge 241/1990 diverse altre disposizioni in discipline settoriali avevano contemplato ipotesi di accesso, ancorché limitate a determinate fattispecie 1 . … (omissis) 1 Si citano, ad esempio, la limitata possibilità di ottenere copia degli atti detenuti da un “depositario pubblico” ai sensi dell’articolo 743 del Codice di Procedura Civile, l’articolo 10 della Legge 6 agosto 1967 n. 765 che, nel modificare l’articolo 31 della Legge Urbanistica 17 agosto 1942 n. 1150 prevede che “chiunque può prendere visione presso gli uffici comunali della licenza edilizia e dei relativi atti di progetto”, l’articolo 1 del D.P.R. 23 giugno 1988 n. 250, che modifica l’art. 56 del R.D. 21 aprile 1942 n. 444 Regolamento per l'esecuzione della legge sul Consiglio di Stato, conferendo a chiunque il diritto di chiedere copia dei pareri del Consiglio di Stato in sede di decisione di ricorso straordinario, il Regolamento di cui al Decreto Presidente Repubblica 3 maggio 1957 n. 686 Norme di esecuzione del testo unico delle disposizioni sullo statuto degli impiegati civili dello Stato, approvato con D.P.R. 10 gennaio 1957 n. 3, per il quale, all’articolo 21, è possibile all’interessato “prendere visione del rapporto informativo” sulle prestazioni svolte (documento riservato) e, all’articolo 29, ottenere il rilascio di copie dello stato matricolare, l’articolo 14 della Legge 8 luglio 1986 n. 349, per il quale “qualsiasi cittadino” che vi abbia interesse ha titolo ad ottenere dalle autorità competenti le informazioni relative all’ambiente (estraendone, se del caso, copia), …

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