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Hyper_Architettura - Spazi nell’età dell’elettronica e dell’informazione. Sovrapposizioni, intrecci, contaminazioni tra reale e virtuale. Un iperpaesaggio alla Fiera di Genova

Informazioni tesi

  Autore: Giacomo Airaldi
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2003-04
  Università: Università degli studi di Genova
  Facoltà: Architettura
  Corso: Architettura
  Relatore: Brunetto De Batté
Coautore: Cha Ivano
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 516

Un presente percorribile.

Il tema indagato in questa tesi è apparentemente inconsueto e innovativo ma sempre più attuale. Architetti, e non solo, sono oramai da anni alla ricerca di nuovi stimoli, che solitamente arrivano dall’esterno della disciplina, che, da una parte aiutino il processo progettuale elevando la qualità del progetto e le modalità operative di questo e dall’altra creino una vera e propria “nuova estetica”. “La rivoluzione informatica è senza dubbio fra gli aspetti caratterizzanti del nostro tempo ed è anche fra i principali responsabili dell’esteso processo di modificazione cui è sottoposta la cultura contemporanea” Il digitale e tutte le sue implicazione stanno contribuendo a innovare e ad evolvere tutte le attività dell’uomo, siamo oramai nella cosiddetta civiltà dell’informazione, pc, internet , media, saranno sempre più presenti all’interno delle nostre azioni quotidiane. L’architettura quindi, come agire e pensare dell’uomo, non si può esimere da un confronto con le nuove tecnologie. Questa è la sfida. Come afferma Luigi Prestinenza Pugliesi “This is tomorrow”, a noi indagare, approfondire, utilizzare i mezzi e le conquiste della ricerca. La ricerca si suddivide i n 7 grandi comparti-capitoli ( anche se è superata la visione a capitoli, links e connessioni la rendono più simile ad un ipertesto).
Nella parte Pre_load si indagano i presupposti sociali, culturali e tecnici della società dell’informazione in una visione che necessariamente deve essere multidisciplinare, che porta alla formulazione di “nuove concezioni di spazio”; si analizzano le caratteristiche storiche, sociologiche ed antropologiche del delicato passaggio da una società industriale ad una dell’immagine e dell’elettronica. Nasce il paradigma informatico. Vengono analizzati attraverso gli scritti di teorici, filosofi contemporanei: Da Virilio a Baudrillard, passando per Lévy e Deborg
ANTECEDENTI scandaglia le tappe della storia dell’architettura che hanno anticipato e posto le basi alla nascita di questo interessante ambito di ricerca. SIMILITUDINI analizza alcuni concetti che possono essere paragonati con l’ambito della ricerca. Il concetto di “non luogo” tanto caro a M.Auge quanto a Baudrillard se pur su fronti diversi, il più tipico spazio virtuale - il sito internet - che oggi nella sua fase ormai matura porta al formarsi di Cybercomunità e Cyberspazi, fino ad arrivare ai concetti e agli strumenti della “realtà virtuale”;
HYPERARCHITETTURA è invece il capitolo centrale della ricerca nel quale, dopo averne definito i confini e le molteplici sfaccettature sia etimologiche che linguistiche, (occorreva darne prima di tutto una definizione) si analizzano esempi e filoni teorici dell’architettura e dell’urbanistica;la convivenza a volte abusata e a volte di facciata tra reale e virtuale, l’edificio inteso come chip e la città come circuito integrato (paragone sia formale ma soprattutto concettuale); la città attraversata da flussi, di merci (il consumismo) e di persone e soprattutto di dati, “stiamo passando da una società fatta di atomi ad una fatta di bit” scrive Negroponte: le autostrade informatiche e l’estensione del cyberspazio. Nasce dopo la Decostruzione ed insieme ad essa:”L’architettura dell’informazione”. L’interessante rapporto che può avere una disciplina da sempre statica con il movimento e la mutazione, movimento concettuale ma anche movimento fisico e illusorio che porta alla creazione di veri e propri organismi edilizi zoomorfi e a bioarchitettura che nasce, si evolve ma non rimane mai “fissa”, ma diventa liquida (blobarchitettura) un’architettura evolutiva che interagisce anche con l’uomo che la abita, attraverso schermi e sensori, che comunica attraverso i media e colpisce i cinque sensi umani. Un’architettura che diventa interfaccia o membrana.
Aspetti nel quale analizziamo le caratteristiche di questi nuovi linguaggi, il rapporto tra forma e funzione, la leggerezza, la trasparenza, la dematerializzazione e la decostruzione, la simulazione e i molteplici aspetti delle architetture analizzate;l’idea che l’architettura possa mutare ed essere protagonista di metafore, che si realizzano attraverso Proiezioni, Alterazioni, Interazioni. WORKSHOP è invece la parte che passa della ricerca teorica all’applicazione nella progettazione architettonica dei discorsi e concetti indagati.
Forse una sfida, apparentemente un po’ visionaria, a metà tra utopiche futuristiche e considerazioni sull’attuale processo progettuale delle nuove generazioni di architetti.
La cosiddetta “architettura digitale” etichetta generica ed abusata che “rende solo parzialmente il senso della trasformazione (creativo/visiva) in atto, delinea un passaggio da una fase nota – ad un’altra completamente diversa ed ancora in buona parte sconosciuta”. Un campo di ricerca che vede “apocalittici” ed “integrati” , per richiamare la dicotomia utilizzata da Umberto Eco quando parlava di cultura e televisione.

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Università degli studi di Genova – Facoltà di architettura - DIPARC 1 H Y P E R A R C H I T E T T U R A Introduzione Un presente percorribile. “Per noi, fanatici dell’estetica e del senso, della cultura del gusto e della seduzione, per noi, che riteniamo bello ciò che è profondamente morale e appassionante solo la distinzione eroica tra natura e cultura, per noi, irrimediabilmente attratti dal prestigio del senso critico e della trascendenza, è uno shock mentale scoprire il fascino del nonsenso, di quella sconnessione vertiginosa che regna sovrana sia nei deserti che nella città. Scoprire che si può godere della liquidazione di ogni cultura e trovare esaltante questa sagra dell’indifferenza (…) Ciò che è stupefacente è l’essenza di tutto questo, l’assenza dell’architettura nelle città che non sono più che lunghe carrellate segnaletiche…” [ M. Augè] “Ogni progetto , al di la di una intuizione che tende a porsi come iniziale, o a essere scoperta lungo lo sviluppo del progetto stesso, subisce comunque una serie di verifiche su una rosa di alternative che ruotano attorno al problema e alle sue ipotesi....” [ E.D.Bona, Architettura come lavoro intellettuale 1 ] L’università è soprattutto ricerca, la ricerca è approfondimento, evoluzione dei concetti e della disciplina, è indagare nuovi orizzonti che potrebbero rimanere nascosti. Una tesi, se progettuale a maggior ragione, dovrebbe essere l’indagare una possibile idea di architettura e “studiarla”, approfondirla nelle sue molteplici sfaccettature, integrandole, sovrapponendole, fino ad identificare il nostro pensiero. Il progetto, così come oggi inteso, acquisisce il significato di “processo”, nel quale la realizzazione diventa la cristallizzazione di uno degli innumerevoli punti di questo processo. “Nulla fino in fondo è mai deciso” 2 , il progetto si evolve; parte da un’idea, approda ad una possibile scelta di un tema, indaga

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