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Economia del benessere: modelli teorici e prospettive metodologiche: il caso della percezione della salute

Informazioni tesi

  Autore: Marilena Bartolomei
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2001-02
  Università: Università degli Studi di Urbino
  Facoltà: Sociologia
  Corso: Sociologia
  Relatore: Giuseppe Travaglini
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 175

Il benessere rappresenta una delle nozioni più controverse dell’indagine socio-economica, sia sul piano concettuale che su quello operativo, dato il suo carattere multidimensionale ed elusivo che ne fa materia di analisi interdisciplinari.
Una crescente attenzione è stata posta negli ultimi anni alle strategie di promozione ed alle tecniche di misurazione della salute come fattore propulsivo del benessere individuale e collettivo.
A tali tematiche si intreccia una terza fondamentale categoria, quella dell’equità, collocata nel corso del dibattito teoretico applicativo, a volte su un piano di interdipendenza a volte di contrapposizione rispetto al benessere.
La relazione tra i tre fattori menzionati (benessere, salute, equità) è stata indagata ricorrendo alla costruzione di un modello analitico, definito come “teoria delle aspettative” e fondato sull’ipotesi che la soddisfazione tanto a livello individuale quanto aggregato sia condizionato dalle aspettative, a loro volta dipendenti dal livello e variazione del benessere. In particolare, all’interno di una prospettiva statica, si dovrebbe riscontrare un maggior grado di insoddisfazione in presenza di un livello di benessere più consistente, data la supposta relazione diretta tra aspettative e benessere (inteso come stato oggettivo, quantitativamente rilevabile) ed inversa tra aspettative e soddisfazione (intesa come benessere percepito)
L’indagine sviluppata nel presente lavoro si avvale di dati empirici aggregati per suffragare la tesi precedentemente esposta circoscrivendola ad un ambito ben determinato del benessere: quello della salute.
I risultati emersi evidenziano una prevalenza di giudizi negativi (insoddisfazione dichiarata) nelle unità territoriali che godono di condizioni “strutturali” migliori in riferimento agli aspetti esaminati. Si è in effetti riscontrata una significativa correlazione tra la maggioranza degli indici di benessere (culturale, economico, comportamentale-preventivo) e salute percepita; più elevati sono tali indici più aumentano i giudizi critici e negativi, minore è il tasso di sviluppo evidenziato, più alte sono le percentuali di soddisfazione.

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CAPITOLO SESTO Storia e ragioni della sanità pubblica 6. 1 Origini del sistema sanitario pubblico. Lo sviluppo di un sistema di protezione sociale a matrice statale può annoverarsi come una recente innovazione in relazione alle tradizionali e ben radicate forme organizzative di tipo solidaristico che facevano perno intorno a due istituti fondamentali: la famiglia e la Chiesa 53 . Solo nella seconda metà dell’ XIX sec. lo Stato ha assunto prerogative in settori attinenti alla sfera sociale parallelamente ad un’accresciuta iniziativa in ambito economico. Le ragioni che hanno sollecitato tale intervento sono plurime e non possono prescindere dalla considerazione dei profondi mutamenti intervenuti nei processi storico-sociali che hanno corroborato e suffragato propositi innovativi. Sicuramente tra i fattori propulsivi di un tale processo riformatore non poca importanza ha assunto il logoramento egemonico dell’istituzione ecclesiastica in seguito al processo di secolarizzazione che ne ha ridotto gli spazi di controllo nella sfera individuale e sociale in concomitanza con un progressivo ampliamento delle funzioni assunte dagli Stati-nazione. All’esaltazione della carità, virtù suprema del buon cristiano, commista ad un giudizio di ineluttabilità dagli intenti giustificatori sulla condizione di pauperismo che animavano l’azione delle confraternite religiose accanto alle dimostrazione filantropiche dei ceti aristocratici con lo scopo di proteggere i propri interessi economici e legittimare la propria posizione sociale, si sostituisce l’intento di varare misure risolutive o quantomeno alleviatrici del problema indagando senza pregiudiziali dogmatiche sulle possibili cause dell’indigenza. La connessione sempre più forte che emerge tra miseria e fattori sociali, demografici, ambientali ed economici, soprattutto in seguito ai rivolgimenti che hanno interessato la rivoluzione industriale, alimenta l’opinione sempre più diffusa 53 Giovanna Vicarelli, La politica sanitaria e sociale da Crispi al fascismo, in Qualità Equità, rivista del welfare futuro, Anno III, Numero 10.

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