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Il tatuaggio: una ricerca psicometrica della personalità e della motivazione

Nel corso dei secoli il fenomeno del tatuaggio ha destato notevole interesse in antropologi, psichiatri, sociologi e criminologi che hanno cercato di darne una spiegazione e di giustificarne la diffusione. Per molto tempo considerato l’arte dei primitivi, dei fuorilegge, degli emarginati e di certe sottoculture giovanili, oggi il tatuaggio gode in Italia di una diffusione esponenziale stimabile intorno al milione di persone. Quali ragioni possono sottostare a questo interesse moderno per le decorazioni della pelle, quali i fattori che possono supportare la scelta di modificare in maniera permanente la propria immagine corporea? Ogni tentativo di banalizzare l’argomento inserendolo nel registro delle ultime mode non può avere altro che un esito fallimentare. La difficoltà nel descrivere i meccanismi legati alla pratica del tatuaggio è dovuta da un lato all’impossibilità di condurre studi longitudinali e dall’altro alla scarsità di ricerche che abbiano tenuto conto del livello socio economico.
Il presente studio ha come obiettivo quello di esplorare possibili tratti di personalità e sintomi psicopatologici associati alla presenza di tatuaggi. A questo scopo sono stati somministrati due test Minnesota Multiphasic Personality Inventory e l’Eysenck Personality Inventory ad un campione di 39 (18 femmine) persone con tatuaggi e 39 (18 femmine) senza tatuaggi.
I risultati indicano che i due gruppi si differenziano (Analisi Multivariata della varianza: p< .001); in particolare il gruppo di persone con tatuaggio presenta un livello maggiore di...

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3 INTRODUZIONE Nel corso dei secoli il fenomeno del tatuaggio ha destato notevole interesse da parte di antropologi, psichiatri, sociologi e criminologi che hanno cercato di darne una spiegazione e di giustificarne la diffusione. Per molto tempo considerato l’arte dei primitivi, dei fuorilegge, degli emarginati e di certe sottoculture giovanili, oggi il tatuaggio gode in Italia di una diffusione esponenziale stimabile intorno al milione di persone. Il termine tatuaggio deriva dal tahitiano tau che significa battere, riferendosi all’azione che si compie per incidere indelebilmente sulla pelle. Fu l’esploratore inglese James Cook, che incuriosito dalle decorazioni che alcuni popoli incontrati nei suoi viaggi in isole lontane dei mari del sud praticavano sul loro corpo, introdusse tale termine in Europa, dove già l’usanza di incidere la pelle con pigmenti colorati esisteva sin dall’epoca preistorica. Quali ragioni possono sottostare a questo interesse moderno per le decorazioni della pelle, quali i fattori che possono supportare la scelta di modificare in maniera permanente la propria immagine corporea ? Ogni tentativo di banalizzare l’argomento inserendolo nel registro delle ultime mode non può avere altro che un esito fallimentare. La difficoltà incontrata è legata alla scarsità di studi approfonditi condotti negli ambienti più comuni (Copes e Forsyth,1993; Grumet,1983) anziché nelle prigioni, nei reparti psichiatrici o nei centri di recupero per tossicodipendenti dove probabilmente è più facile trovare delle relazioni inquietanti tra il tatuaggio e particolari stili di vita antisociali(Post,1968; Gittleson, Wallen, e Dawson- Butterworth,1969; Fisher,1963). La presente ricerca è stata suddivisa per praticità di esposizione in due parti. Una prima parte ripercorre la genesi del tatuaggio, la sua particolare storia nelle diverse aree geografiche, le sue funzioni, i

Tesi di Laurea

Facoltà: Psicologia

Autore: Manila Salvatelli Contatta »

Composta da 88 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 19829 click dal 12/11/2004.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.