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Il controllo strategico

Il termine controllo presenta difficoltà interpretative dovute non al suo significato ma alla materia oggetto del controllo ed alle relative implicazioni. Varie definizioni sono state date di controllo da autori italiani, francesi ed anglosassoni che verranno, in breve, passate in rassegna. Tutte partono, comunque, dalla definizione ottocentesca che, di controllo offre il Besta, in base alla quale il controllo è un’attività che studia le cause e gli effetti di un fatto economico per poterlo poi “dirigere” a beneficio dell’impresa. Il controllo è inteso, in sintesi, come attività di riscontro (scuola francese ed italiana) o come gestione e di direzione (scuola anglosassone). Se analizziamo i testi anglosassoni, troviamo, in realtà, una differenza nel senso che il “controllo di gestione” si suddivide al suo interno in “controllo di direzione” e “controllo operativo”, senza possibilità di confusione. Il significato che ad essi si associa è ben rappresentato dalla parola “management”, ovvero “gestione”.Per gli autori italiani la distinzione da fare è tra controllo “economico” e controllo “esecutivo”, anche se qualche autore parla di controllo “organizzativo” oppure di controllo verticale e di controllo orizzontale o, ancora, di controllo organizzativo, quando si lega il controllo di gestione all’organizzazione aziendale. In sintesi il controllo di gestione presuppone l’esistenza di obiettivi aziendali tradotti in programmi e budget e si inserisce nel momento in cui si fa il confronto con i risultati raggiunti, analizzando gli scostamenti per operare le correzioni del caso, tenendo conto anche dell’aspetto finanziario.L’azienda deve, però, integrarsi con l’ambiente esterno e il controllo di gestione si occupa solo della verifica degli scostamenti tra previsione e realizzazione, all’interno dell’organizzazione, senza considerare le variazioni ambientali. Di qui la naturale evoluzione verso il “il controllo strategico”.

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2 INTRODUZIONE “Le aziende sono dotate di vita propria e riflessa: di vita propria, perché il moto i ciascuna azienda è differente da quello di ogni altra e dal moto stesso del sistema economico generale;di vita riflessa, perché un’azienda avulsa dal mercato e dall’ambiente non è concepibile, ritrovando essa in questi elementi le sue ragioni essenziali di vita”. (E. Giannessi: Le aziende di produzione originaria – Curzi 1960). Il nostro tempo è caratterizzato da repentini e innumerevoli cambiamenti economici, culturali, politici e sociali che costringono le aziende alla continua ricerca di un equilibrio economico ed al tempo stesso, come risposta, hanno determinato nuove filosofie di amministrazione aziendale, sviluppato tecniche, strumenti e procedimenti di gestione e controllo sempre più sofisticati. In tale ottica si inquadra la presente analisi: partendo dal concetto di “controllo di gestione”, nelle sue varie accezioni (particolarmente quella finanziaria), si soffermerà sull’aspetto del controllo applicabile all’attività strategica, cioè a quella parte dell’attività gestionale della azienda volta ad esprimere, in consonanza con l’ambiente dinamico ed in evoluzione che la circonda, un comportamento attento ai cambiamenti e capace di esprimere la sua strategia. Grazie al controllo strategico, l’impresa può verificare la misura in cui il sistema aziendale procede verso il raggiungimento dei propri obiettivi ed attua i relativi programmi strategici, in rapporto all’evolvere delle pressioni e delle tendenze ambientali.

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Giuseppe Brocchini Contatta »

Composta da 58 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.