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Politica estera e comunicazione: La prima guerra del golfo secondo ''La Repubblica'' e ''L'Unità''

In questa tesi abbiamo ricostruito come due quotidiani come La Repubblica e L'Unità hanno seguito la prima guerra del golfo. Si è trattato di un tentativo di ricostruire il dibattito nell'opinione pubblica italiana di fronte alla prima guerra post 89 quando l'asse delle tensione mondiali si è spostato in direzione Occidente-Islam. In particolare si è volutamente scelto di prendere in considerazione due giornali di area contigua evitando invece una scelta che portasse ad una banale e scontata contrapposizione. Gli elementi presi in consdiderazione sono stati titolazioni editoriali ed articoli delle pagine interne. In questo modo abbiamo costruito un vero e proprio diario di quei giorni, riportanto gli umori ed i pensieri di un paese di fronte alla guerra. Grande spazio è stato dato al modo in cui gli USA sono stati visti dall'Italia, un tema in gran voga oggi. Inoltre questo lavoro mira a mostrare come quella guerra abbia sollevato tematiche che ancora oggi restano da risolvere. La questione della riforma dell'ONU, il ruolo dell'Europa, la questione palestinese, il destino dell'Iraq, il ruolo degli USA erano allora come adesso il leitmotiv dei dibattiti dell'opinione pubblica nazionale e mondiale.

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4 INTRODUZIONE Il lavoro svolto in questo volume si propone di ricostruire il modo in cui La Repubblica e L’Unità hanno seguito la prima guerra del Golfo. Prima di analizzare nel concreto quei lunghi mesi di crisi è opportuno motivare la scelta di quell’avvenimento e dei due quotidiani presi in esame, oltre che evidenziare il metodo di lavoro, sottolineandone gli eventuali limiti. Occorre subito premettere che non si tratta di un’analisi di tecnica giornalistica o linguistica ma bensì della ricostruzione parziale di come il mondo del giornalismo e l’opinione pubblica italiana, o ancor meglio una parte di essa, hanno vissuto un evento decisamente nuovo per il nostro paese. La prima guerra del Golfo ha infatti segnato da un lato l’avvio di una nuova e cruenta fase delle relazioni internazionali, caratterizzata dalle cosiddette guerre asimmetriche e da un asse delle tensioni spostatosi sul segmento nord-sud o più propriamente Occidente-Islam, dall’altro, in un’ottica nazionale, la partecipazione diretta dell’Italia a conflitti internazionali. Questi sconvolgimenti hanno proiettato nei dibattiti dell’epoca tematiche nuove ed ancor oggi di grande attualità. Possiamo cioè dire che quel conflitto ha scoperto dei nervi che ancora oggi sono irrisolti, a tal punto che imbattendoci in qualche editoriale di quel periodo potremmo facilmente credere che sia stato scritto nei nostri giorni. Tematiche come il ruolo dell’ONU e la sua necessità di essere riformata, l’impotenza e la divisione dell’Europa, il ruolo degli Stati Uniti come gendarme del mondo, gli appelli alla guerra santa, la necessità di risolvere la questione palestinese, il dibattito sul pacifismo sono infatti tutte questioni rimaste ancora aperte. Così come resta ancora drammaticamente irrisolta la questione irachena che dal momento in cui George Bush aveva scelto di accontentarsi della liberazione del Kuwait, stupendo un po’ tutti i commentatori che ne profetizzavano un’entrata trionfale a Bagdad, aveva determinato nuovi drammatici capitoli. Guardare a quel conflitto è insomma guardare indietro con il senno di poi, volgere lo sguardo dove tutto è cominciato e provare a vedere, con risultati a dir la verità frustranti, se le molte promesse e speranze di allora abbiano avuto compimento. E’ opportuno sottolineare che in una crisi dalle molte sfaccettature si è dovuto privilegiare alcuni aspetti rispetto ad altri. In primo luogo l’ottica è stata quella di focalizzare l’attenzione sul ruolo e le notizie provenienti dagli Stati Uniti e dall’Italia, oltre che dal teatro di guerra irachena. In particolare l’attenzione rivolta agli Stati Uniti ed al modo in cui il loro agire è stato percepito nel nostro paese e nel resto del mondo occupa un’importante fetta del lavoro svolto. Ciò è dovuto ovviamente a motivi didattici ma anche e soprattutto perché gli Stati Uniti hanno recitato inevitabilmente il ruolo di grande protagonista in questa guerra. Inoltre la volontà di recepire antiamericanismo o filoamericanismo

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Pietro Zaccarella Contatta »

Composta da 244 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 3353 click dal 12/01/2005.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.