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Trasferimento dati a 2.4 Gb/s in standard differenziale

Informazioni tesi

  Autore: Stefano Infante
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2003-04
  Università: Università degli Studi di Napoli - Federico II
  Facoltà: Ingegneria
  Corso: Ingegneria Elettronica
  Relatore: Antonio G. M. Strollo
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 196

Lo scopo di questo lavoro di tesi, sviluppato in collaborazione con il CO.RI.S.T.A. (COnsorzio di RIcerca su Sistemi di Telesensori Avanzati) per essere utilizzato in ambito aeronautico, è la realizzazione di un’interfaccia tra il convertitore analogico/digitale MAX104 (Maxim) e la FPGA Virtex-II (Xilinx), utilizzando le rispettive demo-board. I parametri di progetto prevedono l’acquisizione, da parte dell’ADC, di 4000 campioni a 8 bit alla frequenza di 300 MSa/s ed il loro successivo trasferimento (due campioni per ciclo di clock, a 150 MHz) in un’opportuna struttura di memorizzazione, realizzata sulla FPGA. Oltre alla cavetteria appositamente realizzata ed alle schede utilizzate, al lavoro è stato altresì allegato un CD-ROM contenente il codice VHDL sviluppato per i vari sottosistemi implementati sulla FPGA e la documentazione relativa alle schede e agli strumenti utilizzati.
Il trasferimento dei dati è stato effettuato in standard LVPECL (Low Voltage Positive Emitter Coupled Logic), essendo questo l’unico standard supportato in uscita dalla Evaluation Board dell’ADC; esso costituisce un’evoluzione dello standard ECL, che ne mantiene le caratteristiche di swing logico ridotto, alta velocità di commutazione e immunità ai disturbi, utilizzando però una tensione di riferimento positiva ed abbassata a 3.3 V (“Low Voltage Positive”).
I dati, memorizzati sulla FPGA, vengono riportati in uscita da questa allo scopo di verificarne l’integrità. Questo secondo trasferimento è stato realizzato in standard LVDS (Low Voltage Differential Signaling), che presenta caratteristiche migliori rispetto al LVPECL in termini di velocità di commutazione, affidabilità e potenza dissipata.
Il sistema realizzato sulla FPGA è costituito da buffer differenziali (necessari a convertire il segnale differenziale in un segnale single-ended utilizzabile all’interno di altri sistemi), una struttura FIFO (atta a memorizzare i campioni in ingresso) ed una RAM (per consentire il trasferimento dei dati verso l’uscita e per liberare velocemente le locazioni della FIFO).
In una prima fase, si è realizzato il trasferimento dei dati tra due FPGA identiche, in modo da effettuare una prima serie di test sul sistema senza sottostare ai vincoli dell’ADC; si è quindi realizzato un generatore di segnali pseudo-casuali, implementato sulla prima FPGA per simularne il comportamento. Sulla seconda FPGA è stato implementato il sistema digitale ricevente.
Nella realizzazione del prototipo finale sono stati utilizzati i dati ricavati dalla prima implementazione (massima frequenza di clock, tempi di setup e di hold, bit error rate); inoltre, sono state effettuate ottimizzazioni al codice VHDL mediante l’aggiunta di altri componenti, quali multiplexer e contatori, e l’implementazione di una macchina a stati per la gestione del processo di trasferimento dei dati dai buffer differenziali di ingresso alla FIFO, dalla FIFO alla RAM e dalla RAM ai buffer differenziali di uscita.
La realizzazione del codice VHDL e le varie implementazioni sulle FPGA sono stati effettuati utilizzando il software Xilinx ISE 5.2.03i; i sistemi sono stati poi simulati utilizzando ModelSim 5.6e, allo scopo di verificare la coerenza dei segnali. Per la visualizzazione dei segnali analogici sono stati utilizzati gli oscilloscopi LeCroy WaveMaster 8600A e Tektronix TDS3032B; per la generazione del clock e dei segnali di ingresso, nonché per l’acquisizione dei segnali in uscita dal sistema digitale è stato utilizzato il mainframe modulare Tektronix TLA721, equipaggiato con il Pattern Generator TLA7PG2 e l’analizzatore di stati logici TLA7AA2; infine, il software MATLAB 6.0 è stato utilizzato per interpolare i dati acquisiti dall’analizzatore di stati logici ed ottenerne una rappresentazione grafica utile a confrontarli con quelli forniti in ingresso.
Il sistema è stato sollecitato con ingressi di vario genere (onde quadre e triangolari, sinusoidi e segnali a dente di sega di varia ampiezza e frequenza); le relative uscite sono state confrontate direttamente allo scopo di verificare la qualità del trasferimento. Tutte le specifiche richieste sono state rispettate; inoltre, è stato possibile effettuare alcune verifiche anche a frequenze di clock in ingresso ben superiori ai valori di specifica, ed anche in questo caso il sistema ha risposto in maniera corretta, rivelandosi stabile ed efficiente.

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Prefazione XII Prefazione Scopo del presente lavoro di tesi, sviluppato in collaborazione con il CO.RI.S.T.A. (COnsorzio di RIcerca su Sistemi di Telesensori Avanzati) per essere utilizzato in ambito aeronautico, è la realizzazione di un’interfaccia tra il convertitore analogico/digitale MAX104 (Maxim) e la FPGA Virtex-II (Xilinx), utilizzando le rispettive demo-board. I parametri di progetto preve- dono l’acquisizione, da parte dell’ADC, di 8000 campioni di un segnale, ed il loro successivo trasferimento in un’opportuna struttura di memorizzazione, realizzata sulla FPGA; tali trasferimenti avvengono a 2.4 Gb/s. Il trasferimento dei campioni acquisiti è stato effettuato in standard LVPECL (Low Voltage Positive Emitter Coupled Logic), essendo questo l’unico standard supportato in uscita dalla Evaluation Board dell’ADC. I da- ti, memorizzati sulla FPGA, vengono riportati in uscita da questa allo scopo di verificarne l’integrità. Questo secondo trasferimento è stato realizzato in standard LVDS (Low Voltage Differential Signaling), che presenta caratte- ristiche migliori rispetto al LVPECL in termini di velocità di commutazione, affidabilità e potenza dissipata. Il sistema realizzato sulla FPGA è costituito da buffer differenziali (ne- cessari a convertire il segnale differenziale in uno single-ended, utilizzabile all’interno di altri sistemi), una struttura FIFO (atta a memorizzare i cam- pioni in ingresso) ed una RAM (per consentire il trasferimento dei dati verso l’uscita e per liberare velocemente le locazioni della FIFO). In una prima fase si è realizzato il trasferimento dei dati tra due FPGA identiche, in modo da effettuare una serie di test sul sistema senza sottosta- re ai vincoli del convertitore analogico/digitale; per simularne il comporta- mento si è allora realizzato un generatore di segnali pseudo-casuali, imple- mentato sulla prima FPGA. Sulla seconda FPGA è stato implementato il si-

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Parole chiave

adc
collegamento
elettronica digitale
fifo
fpga
interfaccia
logica programmabile
memorizzazione
standard differenziale
vlsi

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