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Il possibile distretto agroalimentare del Vulture - Alto Bradano

Informazioni tesi

  Autore: Antonio Lista
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2002-03
  Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia Aziendale
  Relatore: Lidia Scarpelli
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 127

La tesi da me discussa il 27/02/04 prende in considerazione l’area del “Vulture – Alto Bradano”, localizzata nella parte settentrionale della Basilicata, al fine di analizzare le possibilità di sviluppo legate alle risorse tipiche del territorio in questione, particolarmente vocato all’agricoltura. Tale attenzione nasce dall’esigenza di limitare gli effetti negativi causati dallo spopolamento, dall’elevata disoccupazione, dalla dipendenza dagli insediamenti industriali (rilevatisi poco lungimiranti) e di prediligere la naturale inclinazione del territorio al contesto agricolo.
A tale proposito si è ritenuto opportuno dare un accenno al sistema agricolo – produttivo, con particolare riferimento allo scenario Italiano e al sistema agroalimentare Lucano.
Dopo aver illustrato le caratteristiche territoriali e analizzato le aziende operanti nell’area sia sotto il profilo dimensionale che strutturale, anche in riferimento alle varie forme di utilizzazione dei terreni, ci siamo soffermati sul “possibile distretto agro – alimentare del Vulture – Alto Bradano” prendendo in considerazione l’articolazione delle filiere, con i relativi punti di forza e di debolezza, nonché la possibilità di realizzare, più che un distretto agroalimentare, “un distretto agroalimentare di qualità”.
Esaurita questa prima parte, abbiamo analizzato l’area oggetto di studio con riferimento alle dinamiche della popolazione ed in particolare alle cause che hanno determinato, e tuttora determinano, fenomeni di emigrazione ed immigrazione considerando anche gli effetti di tali dinamiche sulla distribuzione per classi di età dei residenti dell’area stessa.
Gli strumenti utilizzati sono stati l’indice di dipendenza, l’indice di dipendenza senile e giovanile, i tassi migratori e il saldo naturale senza tralasciare le conseguenze che hanno sul mercato del lavoro.
Ci siamo soffermati, quindi, su quest’ultimo aspetto, evidenziando l’andamento dell’occupazione e della disoccupazione, confrontando tali dati con quelli relativi all’Italia e al Mezzogiorno ed effettuando un analisi per classi d’età e per settore di attività, considerando anche il fenomeno del lavoro stagionale, particolarmente diffuso nell’area in questione.
Occupandoci dell’area del Vulture – Alto Bradano, non potevamo non considerare l’insediamento Fiat e il relativo indotto con tutte le conseguenze, positive e negative, derivanti.
In particolare, abbiamo considerato i problemi relativi al pendolarismo (che spinge i dipendenti a stabilirsi nelle aree contigue al “Comune Fiat”), allo stress psicologico (con conseguente analisi delle cause relative all’abbandono), ed al peso che l’insediamento ha nell’area del Vulture (in termini di occupazione e di rischi relativi alla sopravvivenza delle attività originarie del territorio).
Occupandoci di una Regione, ed in particolare di un area prettamente agricola, ci è parso doveroso trattare il cambiamento intervenuto nel modo di interpretare l’agricoltura, vista non più solo come mero strumento destinato a soddisfare l’esigenze delle popolazioni residenti, ma come “prima guardiana dell’ambiente”.
Ci siamo quindi occupati, oltre al ruolo multifunzionale dell’agricoltura, anche delle risorse ambientali e locali ed in particolare dei processi di sviluppo rurale, che mirano alla valorizzazione delle risorse endogene e al consolidamento degli equilibri di natura culturale, sociale ed economica per garantire fenomeni di sviluppo sostenibile e duraturo.
Un altro aspetto trattato, sempre in riferimento allo sviluppo rurale, che trova nel Vulture – Alto Bradano la giusta combinazione di cultura, tradizione e prodotti tipici, è il “turismo rurale”, il quale potrebbe rappresentare un importante fattore di riequilibrio economico in grado di garantire reddito ed occupazione senza alterare, anzi migliorando, la particolare vocazione del territorio. Accanto a questa nuova forma di turismo, si è considerato un altro elemento fondamentale per lo sviluppo rurale, l’agriturismo, inteso non come antagonista del turismo tradizionale, ma come elemento di diversificazione e originarietà indispensabile al turismo rurale.
Infine, abbiamo concluso il lavoro considerando le iniziative di sviluppo soffermandoci, in particolare, sul Programma di Iniziativa Comunitaria “Leader Plus”, sul Patto Territoriale Basilicata Nord – Occidentale e sul Patto “Sapori Lucani; in riferimento a quest’ultimo, abbiamo considerato alcuni indicatori relativi alle caratteristiche economiche nonché gli investimenti imprenditoriali ed infrastrutturali generati dal Patto e le conseguenze sull’occupazione e sulle imprese operanti nell’area.

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4 INTRODUZIONE Nel presente lavoro prenderemo in considerazione l’area del “Vulture – Alto Bradano”, localizzata nella parte settentrionale della Basilicata, al fine di analizzare le possibilità di sviluppo legate alle risorse tipiche del territorio in questione, particolarmente vocato all’agricoltura. Tale attenzione nasce dall’esigenza di limitare gli effetti negativi causati dallo spopolamento, dall’elevata disoccupazione, dalla dipendenza dagli insediamenti industriali (rilevatisi poco lungimiranti) e di prediligere la naturale inclinazione del territorio al contesto agricolo. A tale proposito si è ritenuto opportuno trattare, nella prima parte del presente lavoro, del sistema agricolo – produttivo, con particolare riferimento allo scenario Italiano e al sistema agroalimentare Lucano. Dopo aver illustrato le caratteristiche territoriali e analizzato le aziende operanti nell’area sia sotto il profilo dimensionale che strutturale, anche in riferimento alle varie forme di utilizzazione dei terreni, ci soffermeremo sul “possibile distretto agro – alimentare del Vulture – Alto Bradano” prendendo in considerazione l’articolazione delle filiere, con i relativi punti di forza e di debolezza, nonché la possibilità di realizzare, più che un distretto agroalimentare, un “un distretto agroalimentare di qualità”. Esaurita questa prima parte, continueremo ad analizzare l’area oggetto di studio con riferimento alle dinamiche della popolazione ed in particolare alle cause che hanno determinato, e tuttora determinano, fenomeni di emigrazione ed immigrazione considerando anche gli effetti di tali dinamiche sulla distribuzione per classi di età dei residenti dell’area stessa. A tal fine, verranno presi in considerazione l’indice di dipendenza, l’indice di dipendenza senile e giovanile, i tassi migratori e il saldo naturale senza tralasciare le conseguenze che hanno sul mercato del lavoro.

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