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Scelte aziendali in condizioni di incertezza: gli usi non finanziari del "Value at Risk e le Opzioni Reali"

Scopo del presente lavoro è analizzare come l’uso di modelli come il Value at Risk (nella sua applicazione a variabili non finanziarie) e le Opzioni Reali possano migliorare i processi decisionali aziendali.
Viene illustrato come questi modelli aiutino a considerare in modo più approfondito i rischi e le incertezze che le imprese si trovano a fronteggiare nell’ambiente economico odierno e come possano costituire un’integrazione molto utile delle analisi svolte tramite il metodo del Valore Attuale Netto.

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1 INTRODUZIONE “Vi è la necessità di affrontare l’ambiente ed i suoi elementi secondo complessità; ovvero è necessario un approccio che muovendo dalle difficoltà di previsione e comprensione dei fenomeni ambientali ed aziendali, accetti la non riconducibilità dell’analisi ad un modello di riferimento unico e generale, e, muovendo da punti di vista diversi, costruisca soluzioni originali per problemi specifici, cioè tanti modelli quanti sono i fenomeni da rappresentare e trattare” 1 . Così Colombo e Comboni, in un contributo del 1991, descrivono in modo molto efficace la necessità e l’importanza di utilizzare una pluralità di modelli di analisi e non un unico tipo di modello per poter adeguatamente rappresentare i fenomeni oggetto di decisione e quindi per poter attuare correttamente le scelte inerenti la vita dell’impresa in una particolare configurazione dell’ambiente di riferimento, l’ambiente complesso. Questa particolare conformazione dell’ambiente, è caratterizzata dalla varietà e variabilità (rispettivamente varianza sincronica e diacronica) dei fenomeni, delle azioni e delle strutture organizzative e tecnologiche. Infatti E. Luttwak 2 ha parlato in proposito, di “turbo capitalismo”, riferendosi in particolare al ruolo della globalizzazione dei mercati, l’information technology e la progressiva ritirata dello Stato dall’economia. Le conseguenze sono quindi fondamentali nell’ambito del modo in cui devono essere effettuate le scelte in ambito economico- aziendale: non è più possibile fare uso di criteri basati soltanto su concezioni neoclassiche dell’impresa, volti alla massimizzazione del profitto ed all’ottimizzazione delle risorse produttive impiegate in azienda 3 ; è necessario superare 4 metodologie di 1 COLOMBO G. – COMBONI G. La comunicazione nelle organizzazioni complesse, in A.A. V.V. La comunicazione: strumento di management per le imprese complesse, EGEA, Milano, 1991 2 si fa qui riferimento ad un’intervista con U. TRAMBALLI da “Il Sole 24 Ore” dell’ 11 ottobre 1996 3 V. GANDOLFI Il governo delle imprese Uni Nova, Parma, 2003 4 A. CILLONI Lucidi e dispense e supporto del corso base di programmazione e controllo.

Laurea liv.I

Facoltà: Economia

Autore: Domenico Benedetti Contatta »

Composta da 100 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.