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Metodologie e prime applicazioni sperimentali per la gestione strategica degli atenei

Informazioni tesi

  Autore: Marco Frecchio
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2003-04
  Università: Politecnico di Torino
  Facoltà: Ingegneria
  Corso: Ingegneria gestionale
  Relatore: Giuseppe Francesco Pasquale Catalano
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 325

Gli atenei italiani, nell’ultimo ventennio sono stati coinvolti in modo specifico dal processo di riforma, al quale hanno preso parte tutte le pubbliche amministrazioni. Le ragioni del cambiamento risiedono nel desiderio di aumentare l’efficienza economica e qualitativa di un settore, quello pubblico, che da tanti è visto, non sempre a ragione, inefficiente sia da un punto di vista economico, sia da una prospettiva gestionale.
Alla fine degli anni ottanta si assiste al passaggio da una logica competitiva tra settore pubblico e privato ad una logica “win-win”. Il settore privato per crescere ha compreso che non può prescindere dall’efficienza della pubblica amministrazione. I mutamenti volti a massimizzare l’efficienza non sono stati un fenomeno solo italiano, ma in tutti i Paesi europei, in vario modo, si è cercato di modificare i propri ordinamenti per essere più funzionali alle esigenze del mercato.
Parole prima estranee quali “Controllo di gestione”, “Importanza della clientela”, “Servizi di Qualità” sono entrate a far parte del vocabolario della amministrazione pubblica e con esse sono state introdotte nuove forme organizzative, nuovi ruoli ed una diversa distribuzione delle responsabilità. L’innovazione si è poi spinta oltre introducendo anche nuove figure professionali manageriali, collocate in ruoli chiave e con il preciso compito di rendere efficienti strutture che per molto tempo erano rimaste statiche.
L’ambito universitario è stato coinvolto ancora più di altri dall’ondata di rinnovamento e l’introduzione dell’autonomia rappresenta una svolta epocale nel mondo accademico. Oggi non è più possibile parlare di un unico modello italiano dal momento che ogni ateneo può organizzarsi e rispondere come meglio ritiene alle sfide del nuovo millennio, scegliendo strategicamente in base a propri fattori esogeni ed endogeni, al fine di massimizzare il proprio risultato di gestione in un sistema simile a quello definito di “quasi mercati” [Bartlett e Le Grand 1993].
Assieme all’autonomia non si possono dimenticare altri eventi che hanno contribuito a cambiare profondamente l’università: è aumentato e continua a crescere il numero di studenti che vi si iscrivono, è stata riformata completamente la didattica ed il vecchio sistema di finanziamento a “piè di lista” è stato sostituito da un nuovo e più efficiente sistema, formato da specifici fondi, che a regime riequilibrerà anche le differenze finanziarie a disposizione dei diversi atenei [Catalano e Silvestri, 1999] .
Infine, gli atenei, quali produttori di ricerca oltre che di formazione, hanno notevolmente aumentato la loro rilevanza nel sistema economico, in un Paese che lentamente sta scoprendo l’importanza della ricerca quale propellente indispensabile per la crescita.
Alla trasformazione dell’assetto normativo deve necessariamente corrispondere un adeguamento del sistema di gestione degli atenei. Tale adeguamento può basarsi su diverse prospettive, ma la centralità della figura del cliente all’interno del sistema diverrà sempre più l’aspetto preminente nel prossimo futuro.
Sulla base di queste considerazioni è stato redatto il presente lavoro, che si pone lo scopo ambizioso di proporre un sistema di gestione degli atenei partendo dalle esigenze dei clienti principali delle università: gli studenti.
Il sistema proposto è stato elaborato sfruttando la metodologia Qfd (Quality Function Deployment), e si propone di fornire indicazioni operative su quali siano le scelte strategiche da operare per massimizzare la soddisfazione della clientela.

Il lavoro è articolato in due parti:
-La prima espone le caratteristiche generali del sistema universitario italiano.
-La seconda parte è il cuore del lavoro e si occupa di progettare un sistema di gestione degli atenei innovativo, ma non per questo inapplicabile. Avvalendosi della metodologia Qfd (Quality Function Deployment), si fornirà “una indicazione operativa per la gestione strategica dell’ateneo”, evidenziando quali siano le caratteristiche sulle quali è prioritario investire e quali, invece, risultino di secondaria importanza per massimizzare la soddisfazione dei clienti delle università identificati con gli studenti, in quanto se in un’organizzazione sono identificabili più tipologie di clienti il Qfd suggerisce di basare la progettazione sui clienti esterni [Franceschini, 2002].

In conclusione, si presentano una serie di appendici che supportano, con ulteriori dati numerici, la trattazione teorica.
Il sistema proposto non ha la pretesa di essere la risposta a tutti i problemi di gestione degli atenei, ma si prefigge lo scopo di fornire informazioni utili al management delle università su quali siano gli elementi su cui sia prioritario ed imprescindibile investire per massimizzare la soddisfazione complessiva del cliente.

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4 Introduzione Gli atenei italiani, nell’ultimo ventennio sono stati coinvolti in modo specifico dal processo di riforma, al quale hanno preso parte tutte le pubbliche amministrazioni. Le ragioni del cambiamento risiedono nel desiderio di aumentare l’efficienza economica e qualitativa di un settore, quello pubblico, che da tanti è visto, non sempre a ragione, inefficiente sia da un punto di vista economico, sia da una prospettiva gestionale. Alla fine degli anni ottanta si assiste al passaggio da una logica competitiva tra settore pubblico e privato ad una logica “win-win”. Il settore privato per crescere ha compreso che non può prescindere dall’efficienza della pubblica amministrazione. I mutamenti volti a massimizzare l’efficienza non sono stati un fenomeno solo italiano, ma in tutti i Paesi europei, in vario modo, si è cercato di modificare i propri ordinamenti per essere più funzionali alle esigenze del mercato. Parole prima estranee quali “Controllo di gestione”, “Importanza della clientela”, “Servizi di Qualità” sono entrate a far parte del vocabolario della amministrazione pubblica e con esse sono state introdotte nuove forme organizzative, nuovi ruoli ed una diversa distribuzione delle responsabilità. L’innovazione si è poi spinta oltre introducendo anche nuove figure professionali manageriali, collocate in ruoli chiave e con il preciso compito di rendere efficienti strutture che per molto tempo erano rimaste statiche. L’ambito universitario è stato coinvolto ancora più di altri dall’ondata di rinnovamento e l’introduzione dell’autonomia rappresenta una svolta epocale nel mondo accademico. Oggi non è più possibile parlare di un unico modello italiano dal momento che ogni ateneo può organizzarsi e rispondere come meglio ritiene alle sfide del nuovo millennio, scegliendo strategicamente in base a propri fattori

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