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Sviluppo tecno-scientifico e riflessione bioetica

La tesi si scandisce in tre sezioni: una epistemologica, una morale e uno studio di caso. La prima parte indaga quale idea di scienza sia oggi condivisa nella comunità scientifica, si vaglia dunque la permeabilità del discorso scientifico con quello etico. la seconda parte è una disamina del panorama etico contemporaneo, se ne analizzano le correnti e si cerca la prospettiva morale più "disponibile" al dialogo con la scienza, analizzando le ragioni della necessità di tale dialogo.
L'ultimo capitolo analizza un documento del Comitato Nazionale di Bioetica avente per oggetto lo statuto ontologico dell'embrione. L'analisi vorrebbe essere una ricerca sul campo di quell'interazione tra scienza ed etica (bioetica appunto) proposta nei capitoli precedenti; si rilevano pertanto limiti e pregi della proposta.
Questa terza parte ha il pregio di analizzare un documento ufficiale, la cui stesura è stata presieduta da un autore, Evandro Agazzi, il quale è stato oggetto di analisi nel secondo capitolo per la propria tesi di etica applicata. Si può così valutare realmente la coerenza della proposta, elaborata dal professore in sede teorica, all'atto pratico.

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2 Introduzione È noto come di bioetica si sia iniziato a parlare dal 1971, a seguito della pubblicazione del libro dell’oncologo V.R. Potter: Bioethics: bridge to the future. Non è un evento di poca importanza il fatto che il primo a sollevare il problema dei rapporti tra scienza e l’etica sia stato un oncologo, rappresentante del mondo scientifico. Questa situazione è significativa, perché spiega come mai la riflessione bioetica, in questi trent’anni di vita, ha subito una curvatura, per così dire, scientifica piuttosto che morale o filosofica. Se, infatti, si riconosce che la bioetica deve essere una disciplina avente per oggetto i rapporti tra scienza ed etica, allora, sottolineare che sia stata la scienza a sollevare il problema di questi rapporti, non può essere indifferente alla trattazione del problema. Dal punto di vista storico è comprensibile perché sia stato il mondo scientifico a porre per primo la questione: di fatto furono i medici i primi a doversi imbattere in problematiche nuove, dai risvolti morali imprevisti, suscitate dal progresso scientifico tecnologico, ed è perciò ovvio che furono anche i primi ad invocare una riflessione morale più circostanziata sulle nuove situazioni possibili. L’interrogativo dal quale prende l’avvio la riflessione bioetica nasce, dunque, nel mondo scientifico, e dice di come sia la scienza stessa a riconoscere di non essere l’unica titolare del diritto di rispondere alla questione. Si assiste, cioè, ad una sorta di appello lanciato dal mondo scientifico, nel quale si denuncia una situazione nuova, per la quale la sola scienza non è attrezzata concettualmente. È importante notare quale sia stata la genesi della bioetica perché risulta istruttiva ai fini di una delimitazione epistemologica dei propri ambiti. Se, da un lato, si deve riconoscere come questa nasca su di un terreno scientifico, dall’altro si deve pure riconoscere come, per propria natura, la questione non possa

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Giampaolo Ghilardi Contatta »

Composta da 189 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.