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La concentrazione nel settore dell'industria discografica: le majors e la loro presenza sul mercato

Informazioni tesi

  Autore: Enrico Ladisa
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2003-04
  Università: Università degli Studi Ca' Foscari di Venezia
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia Aziendale (quadriennale)
  Relatore: Giuseppe Volpato
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 228

Il settore dell'industria discografica, a livello mondiale e nazionale, risulta caratterizzato da un elevato grado di concentrazione che attribuisce l'80% del mercato a poche grandi majors multinazionali.
Questa tesi non intende considerare né un solo caso né il fenomeno delle majors come insieme indifferenziato: lo sforzo principale è stato quello di portare avanti uno studio, talvolta in modo aggregato e talvolta in modo disaggregato, che potesse fornire un quadro completo e allo stesso tempo rispettoso delle specificità di ognuno dei cinque principali competitor.
La trattazione si snoda partendo da un quadro di riferimento storico che presenta lo sviluppo progressivo del settore dall'invenzione della registrazione e riproduzione sonora fino al boom economico ed ai fenomeni musicali di massa degli anni '50. In questo contesto particolare rilevanza è riconosciuta alle grandi corporation che già dimostrano di poter controllare un'ampia quota del mercato (è il caso di Columbia, RCA e Gramophone Company - poi divenuta EMI).
Il secondo capitolo opera invece un analisi disaggregata volta ad illustrare i background ed i percorsi seguiti da ciascuna delle 5 attuali majors per arrivare alla configurazione odierna. Una parte separata di tale sezione fornisce invece informazioni sulle strutture organizzative e sulle performance di mercato delle 5 multinazionali considerando in piu' casi l'inserimento delle stesse all'interno di holding industriali di grandi dimensioni in cui l'attività discografica rappresenta solo una delle divisioni aziendali (come per Sony, Vivendi-Universal e BMG).
Il terzo capitolo tratta, in maniera approfondita ed arricchita di dati ufficiali ed aggiornati ma anche rilevati per la prima volta e poi rielaborati, della situazione del mercato a livello globale ed a livello nazionale soffermandosi sul fenomeno della concentrazione dimostrata con informazioni quantitative e qualitative sulla capacità concorrenziale delle majors nei confronti delle altre case discografiche operanti nel settore e con le considerazioni necessarie sui vantaggi competitivi che caratterizzano le prime rispetto alle seconde. Proprio su quest'ultimi attori dell'arena competitiva è basato il quarto capitolo che descrive il modello di business che agisce in aperto contrasto con le majors, ossia le case discografiche cosiddette "indipendenti" o "indies". Il fenomeno della produzione discografica alternativa è in crescente affermazione e come tale ne sono stati analizzati i punti di forza ed i punti deboli nell'attuale contesto del mercato italiano.
L'ultima sezione sviluppa diffusamente il tema delle prospetive dell'industria discografica alla luce dell'avvento della musica digitale e del potente canale di distribuzione di internet. Fornita dapprima una descrizione delle principali novità nel campo della fruizione musicale (internet, telefonia cellulare, DVD, radio digitale etc.), si è cercato di
illustrare come tali innovazioni si stiano innestando nel settore discografico e quale sia la reattività delle majors rispetto a tali fenomeni.
Basandosi sul recente congresso "Music Works 2004 - The International Cross Media Music Covention" tenutosi a Glasgow nell'ottobre 2004 e a cui si è parteciapato per raccogliere importanti spunti sulle prospettive future del mercato, si sono costruiti, piu' che delle valutazioni generali la cui valenza sarebbe stata scarsa, degli scenari che potranno alternativamente vedere le majors mantenere il loro potere di mercato, cederne quote anche significative ai competitors minori o ai nuovi operatori on-line e ancora potranno prospettare addirittura una lenta uscita di scena delle grandi multinazionali dal business musicale. Il tutto senza tralasciare i recenti progetti di fusione societaria che stanno prendendo piede fra i gruppi multinazionali della discografia.

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5 Introduzione La musica è una forma d’arte che l’introduzione della registrazione e della riproduzione sonora, oltre un secolo fa, hanno legato per la prima volta ad un’attività economica di tipo industriale, denominata “discografica”. I brani musicali moderni devono quindi rapportarsi con due concezioni diametralmente opposte: una canzone è “opera d’arte musicale” o “prodotto discografico”? Questa tesi tratterà i risvolti economici della produzione di musica registrata e pertanto si occuperà del business principale che sta dietro alla creatività degli artisti, cantanti o musicisti che siano. Va quindi fatto notare come questo sarà uno studio dall’approccio prettamente aziendalistico che non intende esprimere giudizi di merito sull’attività musicale: a questa, in definitiva, bisogna riconoscere per principio l’appartenenza al mondo artistico e, allo stesso tempo, ricondurre più visioni fra cui quella economica risulta una delle più rilevanti. Data l’articolazione e la complessità di un sistema come quello del music business, trattare questo tema nella sua interezza risulta alquanto difficoltoso; pertanto, si è deciso di incentrare questa dissertazione su uno degli argomenti più dibattuti ed interessanti, ossia quello dell’elevato grado di concentrazione riscontrabile nel settore discografico. Il fenomeno attiene fondamentalmente alla presenza di cinque grandi compagnie multinazionali che controllano, in termini di vendite, circa l’80% del mercato.

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Parole chiave

case discografiche
concentrazione di mercato
dischi
discografico
etichette indipendenti
integrazione verticale
internet
majors
mp3
musica digitale

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