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Eccesso di potere nel delitto di abuso d'ufficio e la sorte del peculato per distrazione

Informazioni tesi

  Autore: Paola Crivello
  Tipo: Tesi di Specializzazione/Perfezionamento
Specializzazione in Scuole di specializzazione in professioni legali
Anno: 2003
Docente/Relatore: Michele Ruvolo
Istituito da: Università degli Studi di Palermo
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 50

La tesi si occupa prevalentemente delle ultime modifiche legislative apportate al delitto di abuso d'ufficio esaminandone pertanto l'attuale struttura. Particolare attenzione viene inoltre riservata alla questione concernenete la possibilitàrelativa al fatto che l'eccesso di potere possa integrare una violazione di legge rilevante ai sensi dell' Art. 323 C.P.
Questa tesi ha il merito di affrontare, sotto il profilo della successione delle norme penali nel tempo, la problematica riguardante la rilevanza penale delle condotte un tempo integranti la fattispecie del peculato per distrazione.

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Eccesso di potere nel delitto di abuso d’ufficio e la sorte del peculato per distrazione 3 CAPITOLO PRIMO ECCESSO DI POTERE: VIZIO FUNZIONALE DELL’ATTIVITÁ AMMINISTRATIVA Sommario: 1.1 Eccesso di potere e discrezionalità amministrativa – 1.2 Origine dell’eccesso di potere ed elaborazione giurisprudenziale delle figure sintomatiche – 1.3 Violazione di legge ed eccesso di potere – 1.4 Tutela giurisdizionale del privato nei confronti dell’atto viziato da eccesso di potere. 1.1 Eccesso di potere e discrezionalità amministrativa La nozione di discrezionalità amministrativa è stata creata dalla giurisprudenza, soprattutto attraverso la configurazione del vizio di eccesso di potere; essa esprime più precisamente, l’esigenza di garantire la legittimità sostanziale dell’azione amministrativa e dunque evitare l’arbitrio nelle scelte dell’autorità sempre possibile pur nel rispetto formale della legge. [ Cerulli Irelli, Torino Giappichelli 2000 (1) ] La dottrina tradizionale definisce la discrezionalità come la facoltà di scelta tra più comportamenti giuridicamente leciti per il soddisfacimento dell’interesse pubblico e per il perseguimento del fine rispondente alla causa del potere esercitato.[Virga P., Milano, Giuffrè 2001 (2) ] Dal punto di vista della norma, la discrezionalità amministrativa è individuabile ogni qual volta la legge, sul presupposto che l’interesse pubblico possa essere meglio tutelato affidando la definizione della regola del caso concreto all’organo alla cui cura esso è preposto, si astiene dal disciplinare puntualmente il contenuto di attività giuridicamente rilevanti. In quest’ottica sono elementi costitutivi della discrezionalità:

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