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Martin Heidegger e il problema dell'opera d'arte: la questione ermeneutica

L'intento di questo lavoro è quello di indagare il problema dell'opera d'arte, e in particolare la poesia, in base alla questione del pensiero ermeneutico di Martin Heidegger, il cui presupposto guida è che ogni nostra comprensione dell'ente è possibile solo grazie a una pre-comprensione dell'essere. Perchè infatti io possa comprendere un qualsiasi ente debbo avere già una visione del suo essere: ogni ente si schiude sempre nel suo essere. Il che ci porta a dire che la questione dell'essere (Seinsfrage) è il tema fondamentale di ogni indagine sull'ente.
Heidegger mostra che proprio l'opera d'arte nella sua essenza trova fondamento in questa dinamica tra essere ed ente. L'opera d'arte infatti è la messa in opera di questa differenza, che Heidegger chiama: la lotta tra mondo e terra.
L'ermeneutica heideggeriana si fonda proprio sulla doppiezza del significato della parola aletheia, dis-velamento. Questo comporta che proprio l'opera d'arte rappresenta un modello originario della comprensione ermeneutica, ossia dell'articolazione stessa del comprendere. Ecco dunque lo stretto rapporto tra opera d'arte e l'ermeneutica: l'opera ha una struttura propriamente ermeneutica, in quanto il suo manifestarsi come un nuovo mondo accade solo perchè l'altro del mondo, la terra, si vela. Ed è solo per questa dinamica che l'opera può tramandarsi, producendo sempre nuovi significati, e dunque producendo sempre nuove articolazioni del comprendere.

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2 INTRODUZIONE L’intento di questo lavoro è quello di indagare il problema dell’opera d’arte ed in particolare la poesia in base alla questione del pensiero ermeneutico di Heidegger, il cui presupposto guida è che ogni nostra comprensione dell’ente è possibile solo grazie a una pre-comprensione dell’essere. Perché infatti io possa comprendere un qualsiasi ente devo avere già una visione del suo essere: ogni ente si schiude sempre nel suo essere. Il che ci porta a dire che la questione dell’essere (Seinsfrage) è il tema fondamentale di ogni indagine sull’ente. Ma come pensare l’essere? È esso stesso un ente? O è qualcosa d’irriducibile a qualsiasi ente? E se il presupposto iniziale è che l’essere è altro dall’ente, in che modo possiamo pensare l’essere? In primo luogo pensare l’essere significa essere in rapporto con esso; essere per così dire aperti all’essere. Se quindi l’essere per se stesso si dispiega come qualcosa d’irriducibile a un ente, svuotandolo di qualsiasi significato “reale”; d’altra parte per il solo fatto di essere da sempre rapportati all’ente nel suo essere, ci chiarisce che il senso dell’essere, se pur il più vago, ci è da sempre familiare. Posto il problema in questi termini comporta che il pensiero si trova a girare su se stesso: da una parte il senso dell’essere è ciò che è in se stesso più vago e vuoto, dall’altra ogni comprensione dell’ente presuppone una familiarità dell’essere dell’ente. Il cammino che vuole portarsi nella prossimità del senso dell’essere non può essere più pensato come un percorso che porti a una meta. Il cammino del pensiero per il solo fatto di pensare, ossia com-prendere qualcosa, è già nelle

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Francesco Cardone Contatta »

Composta da 346 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 6620 click dal 30/11/2004.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.