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Ricordi di un luogo: la strada nel cinema italiano dal 1943 al 1966

Informazioni tesi

  Autore: Stefano Piovan
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 1997-98
  Università: Università degli Studi di Padova
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Lettere
  Relatore: Gianpiero Brunetta
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 214

NELLA STRADA D'ASFALTO
Nella strada d’asfalto, nella tenebra
delle botteghe e i cupi panorami
che fuggivano sotto i vigilanti
monti, elettrici, smorti ...L’innocente
con cinica dolcezza passeggiava
sul marciapiede; e il malato marmo
d’una latrina biancheggiava
nell’aria ottenebrata dalla pioggia ...
(Pier Paolo Pasolini)

Lo scopo di questo lavoro è la rappresentazione della strada nel cinema e nella letteratura italiani dal 1943 al 1966.
Un luogo che ci ha condotti attraverso i cambiamenti subiti da un paesaggio sempre più antropomorfico e sempre meno naturale, dando vita a realtà disomogenee. Dal Nord al Sud, si è cercato di compiere un viaggio nel tempo e nello spazio della memoria, incontrando in continuo luoghi e persone che si sono trasformati nelle immagini di 160 film e di numerosi romanzi.
Immagini ancora vive grazie proprio a queste importanti testimonianze, che hanno permesso di ricreare “virtualmente” atmosfere particolari ed intense. Atmosfere che racchiudono l’urgenza di raccontare i cambiamenti in atto, come abbiamo potuto constatare dagli articoli comparsi nelle riviste cinematografiche dei primi anni quaranta.
“ Il neorealismo non fu una scuola. (cerchiamo di dire le cose con esattezza). Fu un insieme di voci, in gran parte periferiche, una molteplice scoperta delle diverse Italie, anche - o specialmente - delle Italie fino allora più inedite per la letteratura” , e per il cinema, aggiungeremo noi.
Ed è così, attraverso le Italie inedite, più sconosciute che la strada ci ha condotti, attraverso un percorso che da Ossessione di Luchino Visconti ci conduce alla strada di Uccellacci uccellini di Pier Paolo Pasolini; ultimo film preso in considerazione, in quanto Totò e Ninetto, hanno rappresentato, a nostro parere, gli ultimi abitanti di questo luogo che è la strada e che diventerà, da lì in poi, altro luogo, fatto di mezzi di trasporto sempre più numerosi e sofisticati, lasciando poco spazio ai viandanti.
Siamo riusciti ad entrare in mondi nuovi e diversi seguendo paesaggi appartenenti ad universi sconosciuti tra loro. Universi paesaggistici che riflettono i paesaggi dell’anima. Scendiamo e saliamo i dislivelli della terra e i solchi dei visi, confrontiamo i solchi profondi della terra con quelli delle mani.
Seguiamo la strada che da Nord dalle città conducono ai paesi, e che dai paesi, al Sud, si dipartono per perdersi nelle vaste campagne che li circondano, in un paesaggio aspro e selvaggio, trafficabile solo da chi lo conosceva bene.
Infatti è proprio dal mondo umile e “selvaggio” dei contadini, che abbiamo fatto partire la nostra strada. Lungo questa realtà, abbiamo scoperto dei luoghi e delle persone, delle tradizioni e delle usanze, delle leggi, spesso ferree, ma radicate negli animi della gente. Ci siamo occupati del loro lavoro nei campi, la fonte primaria per il mantenimento della famiglia, sia maschile che femminile, in quanto anche le donne (nonostante il ruolo apparentemente secondario), avevano un posto di primaria importanza.
Abbiamo lasciato questi luoghi, a piedi o in bicicletta, magari rimediando qualche passaggio in camion o in auto, per giungere in una realtà altrettanto “primitiva” ma vera, quella della periferia urbana, o meglio delle borgate, luoghi che come le antiche mura medioevali circondavano le città, e dovrebbero difenderle e trarne beneficio, ma che invece molto spesso si rivelano isole solitarie.
Qui, gli uomini e le cose sono stretti da vincoli fortissimi, coloro che nascevano in quei posti erano legati per sempre, come alberi, alla loro terra. La strada diventa nelle periferie la grande “madre”, tutti la frequentano, chi per giocare chi per lavorare.
Ma all’orizzonte delle borgate, spesso appare la città, enorme nelle sue costruzioni, ed è proprio in quell’ambiente che prosegue il nostro cammino.
Quello cittadino è senza dubbio l’ambiente che più si è modificato rapidamente, dalle distruzioni della guerra, visibili in alcuni memorabili film, alla forte ricostruzione voluta da tutti...
Uscendo dalle città, abbiamo parlato dei personaggi che "abitano" e "vivono" la strada. Abbiamo incontrato figure sicuramente originali, dagli ambulanti che lottavano per la "supremazia", agli artisti di strada che portavano le loro arti attraverso l'Italia, dai pittori delle vie cittadine ai giostrai dei numerosi luna park.
La strada sarà, durante la notte, anche il regno incontrastato delle prostitute, personaggi importanti per il cinema alla ricerca di verità.
In strada si può anche crescere e giocare, ecco i bambini, l'ultima parte del nostro lavoro. Piccoli attori di una vita fatta di sofferenze e difficoltà, sono entrati, grazie al neorealismo, di prepotenza sugli schermi, lasciando testimonianza della loro difficile condizione...
Cinema e letteratura, immagini e parole, in bianco e nero, si sono unite per raccontare della strada e della sua "vita".

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1 INTRODUZIONE. Nella strada d’asfalto Nella strada d’asfalto, nella tenebra delle botteghe e i cupi panorami che fuggivano sotto i vigilanti monti, elettrici, smorti ...L’innocente con cinica dolcezza passeggiava sul marciapiede; e il malato marmo d’una latrina biancheggiava nell’aria ottenebrata dalla pioggia ... (Pier Paolo Pasolini) Lo scopo di questo lavoro è la rappresentazione della strada nel cinema e nella letteratura italiani dal 1943 al 1966. Un luogo che ci ha condotti attraverso i cambiamenti subiti da un paesaggio sempre più antropomorfico e sempre meno naturale, dando vita a realtà disomogenee. Dal Nord al Sud, si è cercato di compiere un viaggio nel tempo e nello spazio della memoria, incontrando in continuo luoghi e persone che si sono trasformati nelle immagini di 160 film e di numerosi romanzi. Immagini ancora vive grazie proprio a queste importanti testimonianze, che hanno permesso di ricreare “virtualmente” atmosfere particolari ed intense. Atmosfere che racchiudono l’urgenza di raccontare i cambiamenti in atto, come abbiamo potuto constatare dagli articoli comparsi nelle riviste cinematografiche dei primi anni quaranta. “ Avevo un paesaggio. Ma per poterlo rappresentare occorreva che esso diventasse secondario rispetto a

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Parole chiave

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cinema italiano
storia del cinema
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federico fellini
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