Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

Furiosus vel demens

si prendono in esame le due diverse patologie la furia e la dementia dagli albori della storia di roma fino alla roma tardo repubblicana. inoltre viene trattata anche la parte che riguarda la repressione penale dei soggetti affetti da tali sindromi.

Mostra/Nascondi contenuto.
16 INTRODUZIONE Il presente lavoro si pone l’obiettivo di comprendere, attraverso ricerche, il significato della “pazzia nel diritto romano”. Essa è generalmente definita come una malattia che colpisce la mente, provocandone l’alienazione, così che l’infermo diviene incapace di intendere (perde il senno) e/o di volere. L’alienato lo si assimila, al “pupillus”, all’“infans”, al“dormiens”, all’“absens”. La malattia può esprimersi in forma violenta, il “furor”, che è quella di più risalente e comune riferimento nelle fonti, il quale richiede assistenza e cure 1 . E’ interessante scoprire come venivano trattati a Roma, patria del diritto, i matti e le categorie ad essi assimilabili. La forma di pazzia che più ha attirato l’attenzione degli antichi giurisprudenti è la follia nella sua esplosione più drammatica: essa era un’ ira che essendo implacabile non era possibile calmare, che durava a lungo o, addirittura, per tutta la vita; mentre, l’ira, secondo la definizione di Orazio, “furor brevis est”: è soltanto un attimo di follia. 1 ALBANESE B., Le persone nel diritto privato romano, Palermo, 1979.

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Cinzia Calabrese Contatta »

Composta da 131 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1454 click dal 30/10/2007.

 

Consultata integralmente 8 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.