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Fondi pensione: regime fiscale e convenienza all'adesione

Informazioni tesi

  Autore: Venicio Stocco
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 1998-99
  Università: Università degli Studi di Udine
  Facoltà: Economia
  Corso: Scienze Economiche e Bancarie
  Relatore: Stefano Miani
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 118

Nel mio lavoro sono partito da un dato concreto: mentre chi va in pensione oggi percepisce un reddito che è pari a circa l'80% della media degli stipendi degli ultimi 5 anni, chi andrà in pensione nel 2010 percepirà una pensione pubblica pari al 50% dell'ultimo stipendio.
Bisogna che ci preoccupiamo di integrare questa pensione, e per fare questo il modo più concreto e conveniente è aderire ad un fondo pensione (sia esso chiuso o aperto).
Purtroppo soprattutto i giovani che saranno i più penalizzati dalla riforma della pensione pubblica sono i meno sensibili e non sono intenzionati a risparmiare adesso per quando andranno in pensione.
Nella mia tesi ho cercato di spiegare i vantaggi che ci sono all'adesione ad un fondo pensione sia per i lavoratori dipendenti che per quelli autonomi.

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6 Capitolo primo La previdenza complementare e i fondi pensione 1.0 Introduzione Il sistema pensionistico italiano é tra i più articolati e complessi esistenti, sia per il numero dei diversi enti previdenziali pubblici, che hanno regole e costi diversi per fornire prestazioni pensionistiche differenti, sia per l’incredibile quantità di norme che regolano il settore e che vengono continuamente aggiornate e modificate 1 . In Italia esistono più pensioni che occupati (22 milioni di pensioni, tra previdenziali, assistenziali, indennitarie e di benemerenza, a fronte di meno di 21 milioni di occupati), e il tasso di sostituzione 2 è ancora oggi vicino all’80%, oltre al fatto che l’indicizzazione è stata, fino ad anni recenti, generosamente legata ai salari reali. L’istituto delle pensioni di anzianità costituisce, inoltre, una vera anomalia italiana nel panorama internazionale: il 34,4% dei pensionati nel 1997 aveva un’età compresa tra i 40 ed i 65 anni, ed il 3% (quasi 490.000 persone) era addirittura più giovane. _____________________________ (1) Cfr. RICCARDO PISANI, Il regime dei fondi pensione, in “Il Fisco”, 1999. (2) Per tasso di sostituzione si intende il rapporto tra l’importo della pensione e quello dell’ultimo stipendio percepito.

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