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Le edizioni toscane dell'Encyclopédie. Il contributo di Ottaviano Diodati all'impresa lucchese e il confronto con le note del testo di Livorno

Informazioni tesi

  Autore: Gabriele Benucci
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 1993-94
  Università: Università degli Studi di Pisa
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Lingue e Letterature Straniere
  Relatore: Eva Fontana
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 453

Con questa tesi è stata ripercorsa la storia editoriale delle due edizioni settecentesche dell’Encyclopédie pubblicate nella seconda metà del XVIII secolo a Lucca (1758-1776) e Livorno (1770-1778). Parallelamente è stato affrontato più da vicino quello che costituisce l’aspetto più originale di questa doppia pubblicazione enciclopedia italiana (caso unico in Europa): l’insieme delle note addittive e correttive poste a margine di entrambe le edizioni. Dato il gran numero e la varietà qualitativa delle aggiunte, è stato necessario operare una scelta del campo di analisi. Questa ci ha portato a considerare le note firmate da Ottaviano Diodati, principale artefice dell’impresa editoriale lucchese. Di esse sono stati studiati i contenuti e, contemporaneamente, ne è stata verificata la presenza nell’edizione di Livorno. Oltre a questo sono state evidenziate le eventuali trasformazioni subìte da quelle note che hanno trovato spazio nella ristampa livornese.

La ricostruzione della storia editoriale delle due edizioni enciclopediche è stata ripercorsa a partire dai vari studi pubblicati sull’argomento, per poi procedere ad una trattazione dello stesso che si presenta come esaustiva ed organica. In quest’ottica, infatti, sono stati anche approfonditi quegli aspetti che i precedenti studi, procedendo ciascuno nel solco di una propria prospettiva di analisi, avevano tralasciato di trattare o affrontato solo di sfuggita: è il caso, ad esempio, di una più approfondita definizione della fisionomia intellettuale ed umana dei principali artefici delle due imprese enciclopediche (il nobile Ottaviano Diodati e lo stampatore Giuseppe Aubert), oltre che del ruolo da essi avuto per il progresso e la conclusione delle rispettive imprese. Il lavoro inserisce inoltre le due storie editoriali nel contesto socio-politico, economico e culturale della Repubblica aristocratica di Lucca e del Granducato di Toscana di Pietro Leopoldo.
Di particolare interesse l’inedito carteggio (peraltro unico superstite a tutt’oggi noto dell’archivio della famiglia Diodati) intrattenuto da Ottaviano Diodati con alcuni parenti ginevrini cui egli ricorse per promuovere ed arricchire di nuove note la sua impresa enciclopedica. Altrettanto interessante il gruppo di lettere, anch’esse inedite, inviate da Aubert, Coltellini e altri librai toscani alla Société Typographique de Neuchâtel.

Con questi ultimi riferimenti entriamo nel campo dell’apporto, del tutto originale, che questa tesi ha dato alla comprensione di alcuni aspetti delle due storie editoriali finora rimasti oscuri. Si tratta appunto del contributo derivante dall’analisi approfondita della corrispondenza inedita (riportata integralmente in appendice della tesi) reperita presso gli Archivi di Stato di Ginevra e la Biblioteca Pubblica e Universitaria di Neuchâtel. Le considerazioni e le ipotesi elaborate intorno a questi documenti di prima mano, permettono di gettare una luce nuova sull’atteggiamento del Diodati fronte alla necessità delle note (che appare dettata più da motivi strumentali, come il successo editoriale e l’aggiramento delle condanne papali, che da un effettiva volontà di filtraggio delle eresie e degli errori contenuti nell’opera); sulla spregiudicatezza di alcuni suoi comportamenti (come la richiesta ai parenti ginevrini di farsi tramite per ottenere delle note dalla più radicale delle lumières francesi, Voltaire); e sulle difficoltà economiche che, nonostante tutto, la pubblicazione lucchese sembra aver sofferto. Allo stesso modo, l’analisi della corrispondenza di Aubert e di altri librai e stampatori toscani con la Société Typographique de Neuchâtel, hanno permesso di avere conferma del numero esatto delle copie stampate a Livorno (1500), così come di venire a conoscenza che già nel 1775 gli editori livornesi desideravano disfarsi della tipografia enciclopedica, salvo poi ritornare sui propri passi per continuare a stampare fino al 1778 anche i volumi del supplemento.

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UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI PISA FACOLTÀ DI LETTERE E FILOSOFIA CORSO DI LAUREA IN LINGUE E LETTERATURE STRANIERE MODERNE TESI DI LAUREA LE EDIZIONI TOSCANE DELL’ENCYCLOPÉDIE. IL CONTRIBUTO DI OTTAVIANO DIODATI ALL’IMPRESA LUCCHESE E IL CONFRONTO CON LE NOTE DEL TESTO DI LIVORNO. RELATORE CHIAR.MO PROF. EVA FONTANA CANDIDATO GABRIELE BENUCCI ANNO ACCADEMICO 1993-1994

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