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Efficienza e redditività delle Società di Gestione del Risparmio

Oggetto della trattazione è lo studio dell'efficienza operativa e della redditività delle società di gestione del risparmio attraverso l'esame dei dati di bilancio delle stesse. Si amplia l'analisi attraverso il confronto con i dati di altri operatori, tra cui SIM, Gestori esteri, SICAV. Lo scopo della Tesi è delineare il futuro del mercato del risparmio a livello nazionale. Per fare ciò si è considerata la storia del risparmio in Italia, i fondamenti normativi vigenti oggi e le prospettive imposte dalle direttive comunitarie, il contesto culturale dell'Italia in Europa dove è sempre più oggetto di dibattito il tema del contenimento della spesa pensionistica. Sarà inoltre studiato il mercato interno, al fine della comprensione del posizionamento delle SGR nelle varie realtà finanziario - assicurative, e i prodotti di risparmio gestito, per ragioni di chiarezza. Dall'esame comparato di tutti questi elementi si delineerà lo stato del business e alla luce di tutto si tenterà di interpretare l'evoluzione che il business stesso potrebbe avere nei prossimi anni.

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4 CAPITOLO 1: EXCURSUS STORICO DELLE SGR IN ITALIA 1.1. Evoluzione del ruolo del risparmio nel secondo dopoguerra Il grado di sviluppo dell’industria del risparmio nel secondo dopoguerra è la risultante di un lungo e complesso processo evolutivo che fonda le proprie radici nel contesto storico del Paese da ricostruire. L’economia italiana doveva ripartire praticamente dal nulla, nel desolante scenario del Paese sul cui suolo si era combattuto, con le infrastrutture distrutte, con le industrie da riconvertire o ricostruire, come buona parte del patrimonio urbano. A ciò si aggiunse la fiammata inflazionistica che, tra il 1946 e il 1947 portò al raddoppio dell’indice dei prezzi all’ingrosso. In quel contesto il ruolo del risparmio era, nell’interesse quantomeno della collettività, essenziale: occorreva rinunciare ad ogni spesa prorogabile o voluttuosa affinché il denaro servisse il fine dell’urgenza e della produttività. In sostanza occorreva distrarre risorse dai soggetti in avanzo, quali le famiglie, disincentivandoli alla spesa non necessaria, per portare flussi monetari ai soggetti passivi. L’Assemblea Costituente riservò specifica attenzione alla tutela del risparmio, ponendo riguardo sia alla conservazione del valore della moneta nel corso del tempo, sia alla tutela e alla salvaguardia dei depositi dai dissesti bancari. Si giunse così all’art. 47, secondo cui “La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme; disciplina, coordina e controlla l’esercizio del credito.”. Si nota che la Carta Costituzionale, seppur molto esplicita nel tutelare l’interesse del cittadino a risparmiare, non è altrettanto chiara a riguardo della difesa e conservazione del potere d’acquisto del capitale.

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Riccardo Semeghini Contatta »

Composta da 202 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 3098 click dal 24/12/2004.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.