Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

Il grado della colpa

E' l'analisi dell'elemento soggettivo della colpa, con riferimento ai criteri che possono essere utilizzati dal Giudice per determinarne la gravità (secondo quanto disposto dagli artt. 132 e 133 c.p.), nel rispetto del principio costituzionale di personalità della responsabilità penale.

Segue l'esame della assai dibattuta questione relativa alla individuazione delle ipotesi di dolo eventuale e colpa cosciente, ed il conseguente tentativo di configurare un valido criterio di distinzione.

L'ultimo capitolo viene poi dedicato al problema della colpa medica (e della colpa professionale in genere), con particolare riferimento ai rapporti tra diritto civile e diritto penale, tenendo conto della limitazione della responsabilità professionale in tale ultimo settore prevista.

Mostra/Nascondi contenuto.
CAPITOLO I La collocazione sistematica 1 – Introduzione: La colpa come concetto graduabile Il titolo quinto del libro primo del Codice penale, dedicato alla modificazione, applicazione ed esecuzione della pena, si apre con una disposizione, l’art. 132, di vitale importanza, in quanto diretta ad attribuire a tal fine al giudice, entro i limiti fissati dalla legge, un potere discrezionale, imponendo altresì a questi l’obbligo di motivare le proprie scelte. I criteri che dovranno essere seguiti nello svolgimento di tale attività di giudizio sono poi indicati nella norma codicistica successiva, la quale, nell’imporre al giudice di tenere conto della capacità a delinquere e della gravità del reato, prescrive, a quest’ultimo fine, di valutare, nel caso si tratti di colposo, il grado assunto nel caso concreto dalla colpa medesima. La possibilità di individuare, all’interno di tale elemento soggettivo, vari livelli di gravità è quindi direttamente sancita dal legislatore, come confermato anche da un’altra norma, l’art. 118 c.p., prevista in materia di concorso di persone nel reato, che, nell’indicare le circostanze aggravanti ed attenuanti che debbono essere valutate solamente riguardo alla persona cui fanno riferimento, include tra queste anche quelle attinenti appunto al “grado della colpa”. A fronte di tale chiara indicazione legislativa, deve però essere osservato come, paradossalmente, manchi, a livello di diritto positivo, ogni indicazione in merito all’individuazione dei criteri

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Riccardo Benvenuti Contatta »

Composta da 254 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 5059 click dal 01/02/2005.

 

Consultata integralmente 8 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.