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David Lynch - Universi speculari nel nuovo noir hollywoodiano (1969-1992)

Ripercorrendo le tappe della carriera artistica di David Lynch attraverso un’attenta analisi delle sue opere, questo lavoro intende decifrare il senso sotteso alla costante presenza in esse di principi antitetici, il quale trova la più completa espressione nella rappresentazione di una dimensione “altra”, perfettamente speculare a quella reale.
Si è rivelata indispensabile una preliminare decodificazione delle visioni surreali che popolano la produzione di questo regista tanto originale, poiché in esse sono racchiusi gli elementi fondamentali della sua poetica, dall’indissolubilità del legame tra corpo e natura, alla concezione di cinema come strumento atto a rappresentare una realtà in cui prendono vita paure ataviche e fantasmi dell’inconscio. A tal fine mi avvalgo del supporto di alcuni principi espressi in un saggio di Camille Paglia, Sexual Personae.
Il rapporto che sussiste tra Bene e Male, Normalità e Anormalità, Essenza e Apparenza, così come è presentato nel cinema di Lynch, è qui dimostrato attraverso l’analisi di vicende narrate e sequenze esemplari tratte dai suoi film e attraverso la citazione di battute pronunciate dai suoi personaggi. Questo mi sembra il mezzo più efficace per distinguere Lynch dagli altri registi a lui contemporanei e da certa produzione hollywoodiana, che pure è costruita sull’idea di duplicità, e per chiarire gli aspetti più controversi di quel discorso universale, condotto da Lynch per mezzo dei suoi lavori, che mirano a decifrare i grandi misteri dell’esistenza.

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IV INTRODUZIONE Ripercorrendo le tappe della carriera artistica di David Lynch attraverso un’attenta analisi delle sue opere, questo lavoro intende decifrare il senso sotteso alla costante presenza in esse di principi antitetici, il quale trova la più completa espressione nella rappresentazione di una dimensione “altra”, perfettamente speculare a quella reale. Si è rivelata indispensabile una preliminare decodificazione delle visioni surreali che popolano la produzione di questo regista tanto originale, poiché in esse sono racchiusi gli elementi fondamentali della sua poetica, dall’indissolubilità del legame tra corpo e natura, alla concezione di cinema come strumento atto a rappresentare una realtà in cui prendono vita paure ataviche e fantasmi dell’inconscio. A tal fine mi avvalgo del supporto di alcuni principi espressi in un saggio di Camille Paglia, Sexual Personae . Il rapporto che sussiste tra Bene e Male, Normalità e Anormalità, Essenza e Apparenza, così come è presentato nel cinema di Lynch, è qui dimostrato attraverso l’analisi di vicende narrate e sequenze esemplari tratte dai suoi film e

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Antonietta Conte Contatta »

Composta da 174 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 5605 click dal 14/01/2005.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.