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Il Vantone tra mito e dialetto. Il teatro di Pier Paolo Pasolini

Perchè Pasolini scrive per il teatro? Perchè i suoi testi teatrali sono così poco rappresentabili e rappresentati? Perchè il teatro di traduzione? Perchè usa il dialetto? A queste e ad altre domande cercheremo di dare una risposta nel seguente lavoro, inserendo l'attività teatrale di Pasolini, contrariamente ai grandi critici, entro un omogeneo panorama artistico consecutivo alla produzione poetica ed anteriore a quella cinematografica.

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I Introduzione Questo studio vuole essere un tentativo di proporre nuovi spunti d’indagine sul teatro marginale di Pier Paolo Pasolini rispetto alla produzione drammaturgica più nota, di cui fanno parte I Turcs tal Friùl e le sei tragedie borghesi Orgia, Affabulazione, Pilade, Bestia da stile, Porcile e Calderón. Nei tre capitoli che compongono questa tesi ho cercato di mettere a fuoco, in maniera progressiva, lo stretto rapporto che esiste tra Pasolini ed il mondo classico cui apparteneva Plauto, per cogliere, nelle modalità di riscrittura del Vantone, il valore artistico e le motivazioni ideologiche che sottesero alla realizzazione di questa commedia. Per realizzare questo è stato necessario consultare la sterminata bibliografia critica esistente su Pasolini, la gran mole di articoli, saggi, monografie e contributi critici stralciati da Internet, pur nelle mancanze o nella totale assenza di studi precedenti in merito a ciò che vuole essere l’oggetto del mio lavoro: il teatro di traduzione. Prioritaria a questo fine è sembrata una contestualizzazione dell’autore entro il panorama letterario europeo dell’Avanguardia, perché la sua produzione minore potesse essere inserita entro un processo formativo condotto a partire dalla sua

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Marco Iapichino Contatta »

Composta da 202 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 4059 click dal 27/01/2005.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.