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Tv e minori - il nuovo codice di autoregolamentazione

Una dettagliata analisi della genesi, dei contenuti, dei primi effetti del "Codice di autoregolamentazione Tv e minori" sottoscritto da tutte le reti nazionali e dalle associazioni di categoria, quali l'Osservatorio sui diritti dei Minori, il Movimento Italiano genitori e Telefono azzurro.
Come le reti televisive hanno gestito le nuove norme; i precedenti tentativi di regolamentare il rapporto tra Tv e minori in Italia e in Europa; l'uso dei bollini che indicano il grado di "sicurezza" di un programma Tv nei confronti di bambini e adolescenti; le prime violazioni al Codice e le polemiche suscitate; i "casi" più discussi, dalla messa in onda de "L'Esorcista" al "Grande Fratello"; pregi e limiti delle nuove regole; i nuovi scenari aperti dalla legge Gasparri e dal digitale terrestre.
All'interno l'analisi dei documenti dei primi mesi di attività del Comitato di controllo; interviste al Presidente del Comitato Emilio Rossi, ad Antonio Marziale, presidente dell'Osservatorio sui diritti dei Minori e alla dott.ssa Elisabetta Scala del Moige. Infine, il tentativo di rispondere a una domanda: "La televisione è davvero una cattiva maestra da cui è necessario difendersi? Se sì, quali i mezzi e i modi per costruire tale difesa? Ma soprattutto, a chi spetta il compito di 'limitare i danni' "?

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3 INTRODUZIONE Nel mondo contemporaneo i mezzi di comunicazione di massa hanno assunto un’importanza tale che chiunque si occupi di informazione non può sottrarsi a una riflessione sui complessi effetti sociali e culturali provocati dai media. Per di più ci troviamo sulla soglia dell’ennesima rivoluzione culturale e tecnologica: in Italia in particolare, il disegno di legge sul riordino del sistema radiotelevisivo, l’imminente avvento della Tv digitale con la conseguente moltiplicazione dei canali, la sempre maggiore diffusione di Internet, promettono di rivoluzionare ancora una volta la comunicazione, e questo proprio mentre la nostra “vecchia” Tv si appresta a festeggiare i suoi cinquant’anni di attività. In questo groviglio di questioni, tutte interconnesse tra di loro, diviene sempre più difficile isolare singoli problemi per tentarne un’analisi un po’ approfondita. La questione dei rapporti tra televisione e minori non è affatto nuova: ormai da anni essa è al centro di accesi dibattiti anche nel nostro Paese, in particolare dopo la diffusione nel 1994 della traduzione italiana del noto saggio di Karl Popper Cattiva maestra televisione, che ha suscitato vivaci reazioni da parte di studiosi e intellettuali per la proposta di introdurre una “patente” che abilitasse all’esercizio delle professioni televisive, visto che alla Tv veniva riconosciuto un indiscutibile ruolo di “educatrice”, che essa, volente o nolente, era destinata ad esercitare per sua stessa natura. Ma, se la preoccupazione di Popper era rivolta al piccolo schermo soprattutto come veicolo di violenza, che alla violenza educava appunto i bambini, oggi siamo consapevoli che la questione è, se si può, ancora più complessa. L’importanza della fruizione del mezzo televisivo da parte delle giovani generazioni è dovuta a due aspetti: il primo è che i minori costituiscono un <<pubblico speciale>> secondo la definizione della studiosa Aimée Dorr 1 , pubblico che trova nel piccolo schermo il principale veicolo di valori, visioni della vita e ruoli sociali, prima ancora di aver avuto una esperienza diretta della realtà. 1 A. DORR, Tv and children. A specila medium for a special audience, Sage, Usa, 1986

Tesi di Specializzazione/Perfezionamento

Autore: Simona Buonomano Contatta »

Composta da 131 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 4658 click dal 21/01/2005.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.