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Forme amorfe in un campo vitale: i gruppi creativi nella vita e nel pensiero di Gregory Bateson

Con questo lavoro abbiamo posto al centro della nostra attenzione i gruppi creativi
che possiamo definere come delle costellazioni di persone, fantasiose o concrete, che interagendo tra di loro imparano a pensare in “contrappunto” e si muovono in un’unità di intenti.

Il nostro interesse consiste nel cogliere il divenire di queste specie di gangli, di queste reti temporanee di persone, per metterne in risalto la dinamica e i processi che li contraddistinguono.

Per far questo abbiamo considerato i gruppi creativi come delle forme instabili all’interno di un campo vitale. Dove per campo vitale intendiamo un sistema di temi, discorsi e persone che sono tra di loro imbricati e imbricate in modo sintetico e sincretico.

Abbiamo scelto come campo vitale, come rete in di relazioni da cui far emergere questi nodi, l’insieme di relazioni che ebbero come centro Gregory Bateson.

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Introduzione L’insieme “sintetico e sincretico” di rapporti e di temi “embricati e implicati gli uni agli altri” 1 , che ebbe come nodo Gregory Bateson, fu caratterizzato da una serie di singolarità. Simili a dei gangli di neuroni, queste forme nel campo vitale di Bateson, ci appaiono come delle reti sociali temporanee in cui Bateson e altri autori produssero nuovi discorsi. Queste singolarità le chiameremo, su suggerimento di De Masi, ‘gruppi creativi’. Nelle pagine che seguono, proporremo un discorso che si articolerà all’interno di questo spazio batesoniano e che metterà in risalto alcune forme di queste singolarità. Abbiamo scelto Gregory Bateson perché i suoi scritti ci hanno colpito in modo particolare per l’intreccio tra scienze naturali e scienze umane, intreccio così importante nel dibattito contemporaneo, e fondamentale nella formazione dell’educatore e del formatore moderno. Quello che ci proponiamo è di descrivere queste singolarità, in atto, all’interno di una storia di vita. Per coglierne le regolarità ci serviremo delle descrizioni di osservatori speciali quali Gregory Bateson, Mary Catherine Bateson, Margaret Mead e Lipset David. La specialità di questi osservatori sta nel rapporto privilegiato che ebbero con i gruppi creativi stessi: furono creatori, partecipanti e gestori di gruppi di questo tipo; un’altra loro specialità sta nell’aver adottato punti di vista che privilegiano l’aspetto relazionale e immanente dei processi. La scrittura di questo discorso si dividerà in due parti, la prima tratteggerà la vita di Bateson, la seconda tratteggerà la realtà dei gruppi creativi nella sua vita. Nella prima parte, percorreremo la vita di Bateson mettendo in risalto il contesto in cui si svilupparono le sue attività e da cui trasse alimento, come giovane rampollo a Cambridge, come antropologo, come aspirante americano, come studioso della comunicazione, come una specie di ‘guru’ negli anni della controcultura in California. Daremo spazio alla figura paterna, che fortemente caratterizzò con la formazione e le contrapposizioni i destini di Bateson, e allo sviluppo delle idee più importanti di Bateson, come quella di schismogenesi, di deutero-apprendimento, di doppio vincolo. Nella seconda parte metteremo in risalto con l’aiuto di Domenico De Masi, Hanna Arendt, Elemire Zolla e René Girard, il tema della creatività sviluppata all’interno di gruppi di persone, ovvero il tema dei gruppi creativi. La centralità di questo tema nella 1 Morin E., Il pensiero ecologico, Hopeful Monster, Firenze, 1980, p. 118 9

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze della Formazione

Autore: Cristiano Zancarli Contatta »

Composta da 103 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1286 click dal 31/01/2005.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.