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L'Appellate Board nel sistema di risoluzione delle controversie della O.M.C.

Informazioni tesi

  Autore: Carlo Piatti
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 1998-99
  Università: Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Mazzoni Alberto
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 258

L’oggetto di questa indagine è lo studio della natura giuridica del sistema di risoluzione delle controversie dell’Organizzazione Mondiale del Commercio, ed in particolare del suo organo di appello.
L’introduzione formale del secondo grado di giudizio è datata primo Gennaio 1995, a seguito dell’entrata in vigore dei cosiddetti accordi di Marrakesh. La creazione di un organo di appello, avente lo scopo di rivedere le decisione del panel, costituisce probabilmente la più importante novità del nuovo sistema di risoluzione delle controversie dell’OMC. L’attuale sistema nasce dall’evoluzione di quello precedente che aveva regolato la materia, per quanto con notevoli evoluzioni, dal 1947 al 1994 durante il cosiddetto GATT storico. Il vecchio sistema di risoluzione delle controversie era indubbiamente di natura politico-diplomatica. La soluzione delle dispute, infatti, era affidata a delle commissioni dette panels che, se fallivano nel tentativo di mediazione, redigevano un atto (il report) con il quale consigliavano alle Parti Contraenti come risolvere la disputa. Il report in seguito doveva essere adottato dalle Parti Contraenti, che, però, potevano provvedervi solo se esso raccoglieva il consenso di tutti i membri e, quindi, anche quello delle parti in causa.
Il fatto stesso che ad una soluzione della disputa non si potesse giungere senza il consenso dei litiganti escludeva alla radice qualsiasi valutazione circa la giurisdizionalità del sistema e relegava lo stesso nell’ambito degli strumenti conciliativi.
Il nuovo sistema di risoluzione delle controversie ha diversamente invertito la regola del consensus per cui, ora, il report viene adottato anche se raccoglie il favore di un solo membro. Il nuovo sistema, inoltre, ha introdotto la fase di appello di fronte ad un «giudice» di sola legittimità; infine, esso è stato dotato di una procedura particolarmente analitica. Queste ed altre novità fanno sì che la questione sulla natura giuridica del sistema di risoluzione delle controversie venga messa nuovamente in discussione, per quanto formalmente il sistema non sia ancora giurisdizionale, visto che i reports vengono adottati solo a seguito di una delibera del DSB che, però, come si è già detto, vota con la regola del consensus negativo. Lo scopo e il filo conduttore di questa indagine sono proprio quelli di mostrare come l’Appellate Body, per quanto non dichiari esplicitamente il suo essere giurisdizionale, si comporti e si senta come se fosse tale.

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L’Appellate Board nel sistema di risoluzione delle controversie della O.M.C. _______________________________________________________________________________ _______________________________________________________________________________ 9 Introduzione L’oggetto di questa indagine è lo studio della natura giuridica del sistema di risoluzione delle controversie dell’Organizzazione Mondiale del Commercio, ed in particolare del suo organo di appello. L’introduzione formale del secondo grado di giudizio è datata primo Gennaio 1995, a seguito dell’entrata in vigore dei cosiddetti accordi di Marrakesh. La creazione dell’organo di appello, infatti, è espressamente prevista nell’articolo 17.1 del DSU 1 che testualmente recita: A standing Appellate Body shall be established by the DSB. The Appellate Body shall hear appeals from panel cases Lo stesso articolo al paragrafo 13 continua statuendo: The Appellate Body may uphold, modify or reverse the legal findings and conclusions of the panel. 1 Dispute Settlement Understanding. Per una analisi più approfondita di tale accordo si veda infra 1.2.

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Parole chiave

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controversie
diritto del commercio internazionale
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