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Il processo di localizzazione produttiva di un'impresa internazionale

La crescita della produzione internazionale riflette un mondo in cui capitale e tecnologia sono diventati sempre più mobili, ed anzi gli stessi investimenti diretti esteri (IDE) costituiscono lo strumento principale della mobilità di questi fattori.
I continui cambiamenti nei vantaggi comparati tra le economie nazionali, i miglioramenti nei sistemi di trasporto e le decisioni governative favorevoli, incoraggiano le grandi imprese a collocare i loro impianti produttivi nei posti più vantaggiosi del mondo. In continua espansione a partire dal secondo dopoguerra, le imprese internazionali sono oggi divenute istituzioni assai potenti che detengono risorse molto ampie; la gamma di operazioni e l’estensione territoriale su cui spaziano alcune di queste imprese sono geograficamente maggiori di qualunque impero mai esistito. È quindi facile capire come esse abbiano potuto integrare l’economia mondiale in una misura mai raggiunta in passato e portare l’interdipendenza economica a livello globale anche sul piano della produzione internazionale, oltre l’ambito del commercio e della moneta.
Anche se volgiamo lo sguardo ad un ambito più ristretto come quello nazionale, è possibile osservare che negli ultimi anni i processi di globalizzazione dell’economia hanno avuto un impatto rilevante sulle formule imprenditoriali tipiche delle nostre piccole e medie imprese (PMI) e sui distretti industriali. I processi di rilocalizzazione produttiva rappresentano uno degli aspetti più visibili di questo percorso, che non caratterizza solo la produzione ma, più in generale, una crescente varietà di funzioni aziendali. Nella nuova situazione delineatasi, un ruolo di primo piano spetta alla Pubblica Amministrazione, chiamata a svolgere oggi una funzione di coordinamento e di regia al fine di dare ordine ed omogeneità alle soluzioni intraprese dai diversi soggetti economici coinvolti.
L’ obiettivo primario di questo lavoro, dopo aver evidenziato il contributo teorico dato al fenomeno dell’internazionalizzazione produttiva nel corso degli anni, è stato analizzare le opportunità ed i vantaggi che esso può determinare.

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5 INTRODUZIONE La crescita della produzione internazionale riflette un mondo in cui capitale e tecnologia sono diventati sempre più mobili, ed anzi gli stessi investimenti diretti esteri (IDE) costituiscono lo strumento principale della mobilità di questi fattori. I continui cambiamenti nei vantaggi comparati tra le economie nazionali, i miglioramenti nei sistemi di trasporto e le decisioni governative favorevoli, incoraggiano le grandi imprese a collocare i loro impianti produttivi nei posti più vantaggiosi del mondo. In continua espansione a partire dal secondo dopoguerra, le imprese internazionali sono oggi divenute istituzioni assai potenti che detengono risorse molto ampie; la gamma di operazioni e l’estensione territoriale su cui spaziano alcune di queste imprese sono geograficamente maggiori di qualunque impero mai esistito. È quindi facile capire come esse abbiano potuto integrare l’economia mondiale in una misura mai raggiunta in passato e portare l’interdipendenza economica a livello globale anche sul piano della produzione internazionale, oltre l’ambito del commercio e della moneta. Anche se volgiamo lo sguardo ad un ambito più ristretto come quello nazionale, è possibile osservare che negli ultimi anni il processo di globalizzazione dell’economia ha avuto un impatto rilevante sulle formule imprenditoriali tipiche delle nostre piccole e medie imprese (PMI) e sui

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Filomena De Crescenzo Contatta »

Composta da 187 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 7564 click dal 03/02/2005.

 

Consultata integralmente 37 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.