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Business turnaround: il caso Ducati Motors

L'esperienza insegna che l'efficienza, la posizione concorrenziale, la redditività, la capacità di produrre flussi finanziari, ed in generale, di generare nuovo valore, anche quando sembrano saldamente raggiunti, devono essere continuamente controllati e confermati dagli imprenditori.
Non ci vuole molto perché simili condizioni, di apparente tranquillità, nell'arco di pochi anni ed anche in tempi più brevi, possano essere modificate da eventi esterni ed interni all'impresa, che gradualmente le deteriorano. Gli equilibri, anche i più solidi, sono sempre precari specie nei periodi di maggiore turbolenza dei mercati. La consapevolezza della necessità di un continuo adattamento al mutare dell'ambiente e della concorrenza, serve ad evitare che alcuni processi interni di deterioramento si trasformino in avvio di una fase di declino, che può trasformarsi facilmente in una profonda crisi.
Da ciò la necessità della continua ristrutturazione dell'impresa moderna ed in particolare delle PMI.

Se la crisi copre un breve arco temporale e colpisce un'azienda ben preparata ad affrontarla si potranno effettuare interventi mirati ("correzioni"), altrimenti sarà necessaria una vera e propria strategia di turnaround o addirittura di liquidazione.

La strategia di “turnaround” va oltre la razionalizzazione dell’esistente con l’eliminazione delle sacche di inefficienza, in quanto ammette potenzialmente qualunque tipo di modificazione dell’assetto dell’impresa. Alcuni autori distinguono tra turnaround operativo e turnaround strategico...

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ALMA MATER STUDIORUM - UNIVERSITÀ DI BOLOGNA FACOLTÀ DI ECONOMIA CORSO DI STUDIO IN ECONOMIA AZIENDALE ------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------ ---------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- Nome: Angelo Golemme Matricola: 140153 ---------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- Anno Accademico 2003-2004 Introduzione L’economia aziendale, gli studi economici, gli studi di strategia sono tutte materie di studio che si sono interessate al problema della crisi d’impresa. Ciascuna di esse, ovviamente, ha analizzato il fenomeno sotto una diversa prospettiva, approfondendo alcuni aspetti e tralasciandone altri, offrendo così un differente contributo all’interpretazione del fenomeno. A partire dal secondo dopoguerra si sono sviluppati due filoni di letteratura economica che affrontano il problema della crisi d’impresa in modo più specifico. Si tratta della letteratura sulla crisi dei sistemi produttivi e di quella sulle crisi settoriali. È importante sottolineare che in entrambi i filoni non si fa ancora esplicito riferimento alla singola impresa ma a sistemi produttivi definiti geograficamente o settorialmente. Solo negli ultimi anni, infatti, si sono sviluppati filoni di studio sulle crisi d’impresa, che si sono separati completamente dalla letteratura delle crisi dei sistemi complessivi. L'esperienza insegna che l'efficienza, la posizione concorrenziale, la redditività, la capacità di produrre flussi finanziari, ed in generale, di generare nuovo valore, anche quando sembrano saldamente raggiunti, devono essere continuamente controllati e confermati dagli imprenditori. Non ci vuole molto perché simili condizioni, di apparente tranquillità, nell'arco di pochi anni ed anche in tempi più brevi, possano essere modificate da eventi esterni ed interni all'impresa, che gradualmente le deteriorano. Gli equilibri, anche i più solidi, sono sempre precari specie nei periodi di maggiore turbolenza dei mercati. La consapevolezza della necessità di un continuo adattamento al mutare dell'ambiente e della concorrenza, serve ad evitare che alcuni processi interni di deterioramento si trasformino in avvio di una fase di declino, che può trasformarsi facilmente in una profonda crisi. Da ciò la necessità della continua ristrutturazione dell'impresa moderna ed in particolare delle PMI. Se la crisi copre un breve arco temporale e colpisce un'azienda ben preparata ad affrontarla si potranno effettuare interventi mirati ("correzioni"), altrimenti sarà necessaria una vera e propria strategia di turnaround o addirittura di liquidazione.

Laurea liv.I

Facoltà: Economia

Autore: Angelo Golemme Contatta »

Composta da 33 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 6263 click dal 02/02/2005.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.