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Folklore turistico e di ricerca: uno studio sulla percezione della nostra Isola

Si tratta di uno studio sull'influenza dei mass-media nella percezione, da parte dell'audience, del folklore, in particolare del folklore siciliano, e delle conseguenti distorsioni e incomprensioni. Partendo da una definizione prima dell'industria culturale e della cultura di massa, poi del folklore come subcultura delle classi popolari, si passa a verificare gli effetti dell'avvento della cultura di massa sul folklore, e successivamente ad analizzare l'adattamento dei temi folklorici alle esigenze dell'industria culturale, con particolare attenzione al fenomeno del folklore turistico. Infine, si passa ad analizzare l'influenza delle rappresentazioni mediatiche della Sicilia e del folklore siciliano sulle aspettative del pubblico, mostrando poi, attraverso il confronto dei testi dei canti, le differenze tra il folklore turistico e quello autentico.

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4 INTRODUZIONE Prima dell’avvento della cultura di massa, le classi popolari possedevano una propria cultura nettamente distinta da quella delle classi medio-alte della società: tale cultura popolare viene definita folklore, termine di origine inglese composto dall’unione delle parole “folk”, cioè “popolo” e “lore”, cioè “dottrina”; questa cultura popolare è stata espressa in una varietà di forme che vanno dal canto alla danza, ai proverbi, ai costumi , i riti, le tradizioni, tutto ciò che in sostanza costituisce il patrimonio folklorico di un popolo, dove per popolo intendiamo, come vedremo nel corso del nostro lavoro, soprattutto le classi subalterne, dato che la cultura delle classi più agiate è la cosiddetta cultura “alta”: questa cultura popolare, dunque, nasce e si sviluppa in contrapposizione alla cultura “alta”, assumendo spesso connotati di autentica contestazione dello status quo. Oltre a tale funzione, però, i prodotti di tale cultura, soprattutto i canti, che saranno l’oggetto principale del nostro lavoro, svolgevano un altro importante ruolo presso la comunità da cui venivano creati e utilizzati, poiché, in mancanza delle moderne tecnologie, servivano da mezzo di comunicazione fra gli individui del gruppo sociale, poiché venivano composti ed eseguiti ora per dare il ritmo al lavoro (ne sono un esempio i gospel, i canti di lavoro degli schiavi neri negli Stati Uniti), ora per corteggiare la donna amata, ora per esprimere la propria fatica durante il lavoro, o per tramandare storie e leggende: in definitiva, i canti

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Marco Narzisi Contatta »

Composta da 125 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 4463 click dal 02/02/2005.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.