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Husserl storico della filosofia

Informazioni tesi

  Autore: Antonio Gargano
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2004-05
  Università: Università degli Studi di Napoli - Federico II
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Filosofia
  Relatore: Edoardo Massimilla
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 235

Il seguente lavoro si prefigge di ricostruire il rapporto "problematico" che il fondatore della fenomenologia instaura con la storia e con la storia della filosofia lungo il suo lungo e complesso percorso filosofico.
La presente trattazione, articolata in quattro capitoli, può essere idealmente suddivisa in due parti fondamentali. La prima, composta dal primo capitolo, inquadra il rapporto tra Husserl e la storia, la seconda, costituita dai restanti tre capitoli, focalizza il ruolo della storia della filosofia nel pensiero del fondatore della fenomenologia. La prima parte riveste dunque una duplice funzione: funge da “introduzione” ai successivi capitoli, e costituisce al contempo una base per le successive considerazioni sulla storia della filosofia. Questi due ambiti risultano interconnessi in quanto sarebbe difficile comprendere il progressivo interesse di Husserl per la storia della filosofia senza considerare anche il contemporaneo processo di “rivalutazione” della storia tout court che influisce sulla sua filosofia. Nel primo capitolo indagheremo l’emergere della storia come tema sempre più importante nella filosofia husserliana e il conseguente superamento della sua iniziale ambivalenza. In un primo momento la storia viene infatti completamente “messa tra parentesi” sia perché ostacola la riflessione teoretica, sia perché costituisce la fonte di molteplici “pregiudizi” che impediscono quella considerazione pura e trascendentale della coscienza che costituisce uno dei primi obbiettivi della fenomenologia. Col passare del tempo però la storia sembra offrire a Husserl spunti estremamente positivi. Funge da ennesimo tentativo di “introduzione” alla fenomenologia, serve a comprendere il senso precipuo di molti termini filosofici e a cogliere il significato di quella “crisi” in cui sono incappate le scienze europee. L’emergere di questi tre fattori, contemporaneamente alla crisi di altri concetti come quello della “riduzione” porteranno Husserl a soffermarsi sul tema della storicità della coscienza prima, e del mondo della vita dopo al fine di avere una visione più reale e concreta dell’uomo. Il secondo capitolo sarà focalizzato sulle riflessioni di Husserl riguardanti la storia della filosofia. Dopo aver introdotto il senso e il significato del confronto che il filosofo moravo instaura con essa, illustreremo tre aspetti che costantemente si ripresentano in ogni sua “ricostruzione” storica della tradizione filosofica: il suo atteggiamento critico e non oggettivo, la visione teleologica che vede la fenomenologia come coronamento dell’intera tradizione e la costante attenzione all’epoca moderna come luogo di una svolta radicale. In seguito, tenendo come punti fermi tre testi in cui le considerazioni storiche sono più ampie, illustreremo tre diversi modi (da noi definiti rispettivamente “dialettico”, “binario” e “ discendente”) con cui Husserl ricostruisce la storia della filosofia dal mondo greco fino a Kant. Il terzo capitolo funge da “integrazione” del precedente. Se infatti le “storie della filosofia” tracciate in quest’ultimo non vanno mai oltre l’età moderna, esso ricostruisce quanto più accuratamente ed esaustivamente possibile il rapporto critico che Husserl instaura con quella parte della tradizione immediatamente successiva a quella moderna: l’idealismo tedesco. Sottolineeremo in primis l’importanza di tale relazione la cui connotazione “polemica” nasce dal fatto che per quanto Husserl definisse la fenomenologia un’“idealismo” (trascendentale), tenta continuamente di definire le caratteristiche ad esso specifiche e quindi le differenze con quello romantico. Analizzeremo inoltre il rapporto tra il fondatore della fenomenologia e due esponenti dell’idealismo tedesco, Fichte ed Hegel, per capire cosa egli condivida e cosa rifiuti della loro filosofia. Il quarto capitolo sarà dedicato a quello che idealmente può essere interpretato come l’ultimo stadio della storia della filosofia: l’epoca contemporanea a Husserl. Partiremo da un’indagine accurata del concetto di “crisi” seguendo due direzioni ben precise: quella della scienza da un lato e quella della filosofia dall’altro. Analizzeremo altresì le forze che contribuiscono ad acuire questo processo e le forze che lo ostacolano. L’ultimo passo sarà considerare il confluire di questi due processi (la crisi della scienza e quella della filosofia) nella ben più grave “crisi dell’ Europa” la quale sembra offrire solamente due possibilità: o il tramonto dell’Europa o la sua rinascita. Vedremo come la storia della filosofia, in quanto incarnazione della razionalità umana, abbia il compito di illustrare l’unica meta possibile per superare tale crisi.

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INTRODUZIONE 1. Finalità della ricerca Su Edmund Husserl è possibile trovare numerose ed ampie bibliografie, ma due fattori contribuiscono ad accrescere le difficoltà dinanzi a cui uno studioso viene posto. Il primo è dato da una peculiarità propria della fenomenologia: l’intenzione di essere un vero e proprio movimento (il “movimento fenomenologico” appunto). A differenza di altre filosofie, che difficilmente sono comprensibili al di fuori di quella specifica cultura in cui sono nate, la fenomenologia presenta un carattere trans-nazionale (analogamente alla scienza) tale che è possibile reperire diversi studi anche in culture, come quella indiana e giapponese, per certi aspetti filosoficamente lontane da quella europea A ciò va aggiunto che, a differenza di molti altri pensatori, Husserl è studiato sia da pensatori appartenenti alla corrente della filosofia analitica, sia di quella continentale; fatto piuttosto raro considerando le difficoltà con cui le due correnti interagiscono. Tale situazione è dovuta ai molteplici, e forse non del tutto commensurabili, interessi filosofici che Husserl ha maturato lungo la sua carriera accademica. Se i primi anni della sua attività di pensiero, specialmente durante l’insegnamento a Halle, sono caratterizzati da interessi logici e matematici (come dimostrano non solo i suoi numerosi articoli di logica formale ma anche testi come Filosofia dell’aritmetica e Ricerche Logiche), col passare del tempo si fanno innanzi problemi di stampo prettamente 3

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