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Il controllo di gestione nell'amministrazione del governo locale

Informazioni tesi

  Autore: Gianluca Frola
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2003-04
  Università: Università degli Studi di Torino
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze Politiche
  Relatore: Fiorenzo Girotti
  Lingua: Italiano

La tesi esamina l’evoluzione del controllo di gestione nei governi locali italiani, illustrando approfonditamente il processo di cambiamento organizzativo e culturale che interessa ancora oggi la pubblica amministrazione locale. La tesi è suddivisa in due parti che analizzano le principali innovazioni del controllo di gestione, considerando in particolare la progettazione e implementazione del sistema di valutazione gestionale, ovvero l’interpretazione delle norme riguardanti il controllo di gestione in concreta azione amministrativa. Dopo la “stagione delle riforme degli anni Novanta”, il controllo di gestione trovò la vera consacrazione normativa nel d.lgs. n. 29/1993 e nel d.lgs. n. 77/1995, che sancirono l’introduzione dei “controlli interni” nella pubblica amministrazione italiana. Successivamente, il d.lgs. n. 286/1999 definì il controllo di gestione come lo strumento finalizzato a verificare l’efficacia, efficienza ed economicità dell’azione amministrativa al fine di ottimizzare, anche mediante tempestivi interventi di correzione, il rapporto tra costi e risultati. Tuttavia, nonostante l’azione di certezza e chiarificazione giuridica di questo decreto, i problemi di interpretazione del ruolo del controllo di gestione negli enti locali non sono stati affatto risolti. Queste difficoltà operative vengono ampiamente sottolineate nella seconda parte della tesi, dedicata all’analisi dell’implementazione del controllo di gestione nell’Ente Provincia di Torino e nei comuni di Settimo Torinese, Cuorgnè, Brandizzo, Carmagnola, Rivoli, Moncalieri, Venaria Reale, Collegno, Chieri, Orbassano. L’analisi di queste esperienze operative è stata supportata da una serie di interviste rilasciate da funzionari, dirigenti e responsabili di servizio addetti all’attività di controllo di gestione nei suddetti enti. Attraverso l’analisi scientifica dei dati empirici, ho ricondotto le diverse esperienze all’interno di specifici “modelli di implementazione” di controllo di gestione, suddividendole in “forme parziali” e “forme effettive”. Le prime corrispondono ad un’idea di controllo di gestione “limitata” o “incompleta”: esse possono costituire valide routine operative di organizzazione, ma non arrivano a valutare i risultati nel senso pieno del termine, poiché di fatto la valutazione gestionale non si realizza pienamente, e gli organi che ne sono responsabili non riescono ad esprimere una loro chiara e specifica identità. Al contrario, le “forme effettive” corrispondono ad un’idea allargata ed evolutiva del controllo di gestione, fortemente differenziata ed innovativa, con una profonda attenzione alla “cultura del risultato”, non solo per il miglioramento dell’organizzazione interna, ma soprattutto per lo sviluppo del servizio pubblico inteso come “prestazione rivolta al cittadino-utente”. L’impegno costante al miglioramento della qualità dei servizi pubblici e al potenziamento dell’efficienza, efficacia ed economicità dell’azione politico-amministrativa trova quindi piena espressione operativa in un’implementazione effettiva e sostanziale di sistemi di pianificazione, programmazione e controllo interno, che supporta il progressivo miglioramento organizzativo e funzionale degli enti locali, sviluppando altresì un processo di apprendimento organizzativo costante, finalizzato al radicamento ed estensione della “cultura di risultato” nelle amministrazioni pubbliche locali. L’analisi delle esperienze sottolinea in definitiva l’esistenza di diverse tipologie di implementazione, che trovano espressione in molteplici interpretazioni operative a seconda delle scelte politiche ed organizzative, e dell’insieme delle risorse a disposizione dei singoli enti locali.

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PREMESSA La scelta di sviluppare la tesi di laurea sul controllo di gestione nell’amministrazione del governo locale è maturata dall’interesse personale verso il grande cambiamento che dagli anni Novanta sta attraversando l’intera amministrazione pubblica italiana. Consapevole del ruolo di primaria importanza che il governo locale investe all’interno di questo cambiamento epocale, ho pensato di analizzare approfonditamente le implementazioni del controllo di gestione all’interno dell’Ente provincia di Torino e nelle amministrazioni di dieci comuni situati nel territorio provinciale torinese, che vengono illustrate nell’ultimo capitolo. Lo scopo della tesi consiste nel capire da un lato, se il controllo di gestione sia effettivamente considerato uno strumento indispensabile per il raggiungimento dell’efficacia, efficienza ed economicità dell’azione politico-amministrativa; dall’altro, se esso investa realmente un ruolo importante nel processo di innovazione e cambiamento degli enti locali, che ancora oggi non è concluso. Il controllo di gestione nasce nel settore privato come strumento di analisi contabile e finanziaria, ed inizia a diffondersi negli enti locali a partire dagli anni Ottanta, in conseguenza dell’innovazione culturale prodotta dalle dottrine del “New Public Management”, che introducono principi e sistemi aziendalistici e manageriali in tutti i livelli istituzionali dell’amministrazione pubblica italiana. Fin dai primi anni di diffusione nel settore pubblico, il controllo di gestione si rileva già come uno degli strumenti più potenti di innovazione e cambiamento, se non il più potente. Dopo la stagione delle riforme degli anni Novanta, esso ha trovato la vera consacrazione normativa nei d.lgs. n. 77/1995 intitolato “ordinamento finanziario VI

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