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I nuovi paradigmi della conoscenza psicologica nel pensiero di Fritjof Capra

L’irrigidimento del pensiero scientifico (cioè del nostro odierno modello di comprensione della realtà che ci circonda e non del metodo sperimentale) e i continui cambiamenti che possiamo notare nel nostro ambiente naturale e sociale, ci inducono a pensare alla necessità di una nuova modalità di pensiero che sia consona al mondo che ci apprestiamo a vivere. Un mondo in cui:

“L’uomo sta rivoluzionando, questa volta su scala senza precedenti, il suo ambiente naturale. Come Serge Moscovici ha detto, egli crea una 'nuova natura'. Ciò non può essere evitato. […] Oggi più che mai il futuro dipende da noi: gli uomini, popolando il mondo con nuove generazioni di macchine e di tecniche hanno bisogno […] di una scienza che non sia né docile strumento sottomesso a priorità ad essa estranee, né corpo estraneo che si svilupperebbe nel grembo di una società-substrato e che non avrebbe da render conto a nessuno. […] Tuttavia crediamo ugualmente che sia significativo che le nostre teorie scientifiche siano oggi capaci di liberarsi dai limiti e dai presupposti che sembravano dover perpetuare le scelte di una cultura tramontata […]. La nostra scienza non può più permettersi di essere angustamente occidentale, e questo è tanto più vero in quanto le reazioni irrazionaliste che si fondano sul 'rifiuto' della scienza sono oggi più che mai pericolose. […] A lungo, il carattere assoluto degli enunciati scientifici è stato considerato simbolo di razionalità universale. Al contrario, noi pensiamo che la nostra scienza si aprirà all’universale […] nel momento in cui essa sarà capace di un dialogo con la natura di cui finalmente si apprezzino le molteplici malie, e con gli uomini di tutte le culture, di cui finalmente si rispettino i problemi.” .

Questa nuova modalità di pensiero sta già sviluppandosi (e tenta di affermarsi), proprio a partire dalle nuove concezioni che in ogni campo del sapere si stanno finalmente facendo avanti.
Una delle persone che per prima, nelle proprie opere, ha incominciato ad affrontare e riflettere sulla prospettiva di una nuova visione del mondo è Fritjof Capra (oggi dirigente del Center for Ecoliteracy, a Berkeley, in California) che, laureato in fisica all’Università di Vienna, ha compiuto ricerche nella fisica delle alte energie in diverse università europee ed americane, anche se da tempo si occupa anche delle implicazioni filosofiche, e non, della scienza moderna. I risultati del suo pensiero costituiranno il punto di partenza (Cap. 1) ed il nostro filo conduttore nel lavoro che ci apprestiamo a svolgere, cioè il tentativo di mostrare chiaramente come la nuova visione del mondo , da lui proposta, sia l’espressione diretta dei nuovi paradigmi della conoscenza psicologica.
Per fare quello che ci siamo prefissati, prenderemo prima in considerazione il mutamento di paradigma in corso nella scienza moderna, affrontando le differenze che contraddistinguono la visione meccanicistica da quella olistica ed ecologica (Cap. 2). Chiarite le differenze tra queste due diverse visioni, considerate da F. Capra come complementari, ci soffermeremo su quelle discipline che rappresentano, per lui, i fulcri del mutamento del nostro paradigma conoscitivo e cioè la fisica, la biologia e la psicologia (Cap. 3). Passeremo poi ad occuparci del pensiero sistemico (Cap.4), la vera chiave di lettura della sua emergente nuova visione del mondo, e della cognizione (Cap. 5), intesa come il processo della vita caratterizzante l’intera rete di relazioni esistenti tra gli esseri viventi.
Tutto ciò, ci condurrà all’indagine del parallelismo esistente tra questa nuova visione emergente ed i concetti fondamentali proposti dalle maggiori correnti della filosofia orientale e delle culture tradizionali non occidentali (Cap. 6). L’aver rilevato i punti di contatto tra questa nuova visione e le filosofie non occidentali, ci permetterà poi di individuare se alcuni di essi sono (o erano) stati già in parte recepiti da alcuni campi del nostro sapere. Proprio per questo, focalizzeremo la nostra attenzione (Cap. 7): sui nuovi movimenti di psicologia; sugli sviluppi d’alcuni periodi e correnti della filosofia occidentale e sull’ecologia. Alla fine, passeremo a far notare quegli aspetti della nuova visione emergente (proposta da F. Capra) in rapporto con i momenti esistenziali e psicologicamente più rilevanti del nostro ciclo di vita (Cap. 8).
Ad ogni modo (e prima di tutto) non dobbiamo mai dimenticare che:

“[…] comunque grande sia d’originalità o l’ampiezza di una nuova scoperta, non si può né si deve ricostruire troppo rapidamente l’edificio della nostra mente. È uno dei motivi per cui la scienza, nonostante tutte le sue rivoluzioni, è conservatrice. Ecco perché dobbiamo accettare il fatto che nessuno di noi, da solo, potrà mai sapere moltissimo. Ecco perché dobbiamo trarre confronto dal fatto che, tutti insieme, sappiamo sempre di più.” .

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4 INTRODUZIONE Il XX secolo è ormai cronologicamente alle nostre spalle. Un secolo in continuo movimento che ha visto profondi cambiamenti, ma i cui effetti sono all’ordine del giorno. In questi ultimi cento anni, la vita degli esseri umani è stata scandita da diversi avvenimenti che stanno o hanno già condizionato la nostra esistenza. Conflitti come la prima e la seconda Guerra Mondiale hanno causato milioni di morti e cambiato le vite di miliardi di persone. Le nuove scoperte scientifiche, le loro applicazioni tecniche e tecnologiche, hanno contribuito a cambiare gli stili di vita e il modo in cui gli uomini interagiscono tra loro e con l’ambiente. Malattie come il Cancro, l’AIDS e la Bse (in questi ultimi anni) hanno creato paure, allarmismi, discriminazioni, ma anche nuovi stimoli alla ricerca medica e alla cura della salute attraverso una maggiore attenzione al proprio corpo. Catastrofi ambientali come l’esplosione di un reattore della centrale nucleare di Cernobyl (nel 1986) o l’affondamento di diverse petroliere e di un sommergibile nucleare russo (nell’estate dell’anno 2000), mettono in primo piano i problemi legati alla tutela dell’ambiente naturale; problematiche che

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Salvatore Rotondi Contatta »

Composta da 462 pagine.

 

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