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L'Afghanistan dopo la caduta dei Talebani

Informazioni tesi

  Autore: Stefano Severi
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2004-05
  Università: Università degli Studi Roma Tre
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze Politiche
  Relatore: Lucio Caracciolo
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 243

La mia tesi di laurea si è posta l’obiettivo di analizzare i cambiamenti intercorsi in Afghanistan e nei Paesi circostanti in seguito all’intervento militare degli Stati Uniti dell’Ottobre 2001.Intervento militare a mio avviso obbligato per gli Stati Uniti stessi,dopo i noti attentati terroristici alle Twin Towers di New York dell’11 Settembre 2001Analizzando il lavoro, la prima parte della tesi, intitolata “L’Afghanistan oggi”, è divisa in tre capitoli.Il primo di questi, “L’Afghanistan visto da dentro”, analizza i problemi e le peculiarità dell’Afghanistan dopo l’intervento degli Stati Uniti del 2001. Questa analisi intreccia argomenti di interesse geopolitico(il progetto Pashtunistan;la sintesi della guerra che gli Americani hanno intrapreso in Afghanistan),giuridico(l’analisi della nuova costituzione, promulgata nel 2004),internazionale(il delicato problema della produzione di oppio; la condizione femminile,particolarmente difficile in Afghanistan;la presenza delle truppe internazionali di pace, fondamentale per la stabilità del Paese),politico (le elezioni presidenziali dell’Ottobre 2004;il governo Karzai e i suoi antagonisti,i signori della guerra; gli accordi di Bonn del 2001), sociologico (frammentazione etnica del Paese; analisi delle etnie maggioritarie del Paese con particolare attenzione all’etnia dominante, i Pashtun) ed economico (la dicotomia tra economia legale e illegale; dati sul PIL afghano; i segnali di ripresa economica nelle città; l’importante ruolo dei donatori internazionali).Il secondo capitolo della prima parte si occupa della presenza degli Stati Uniti in Afghanistan, e della realpolitik statunitense nella regione sviluppatasi dopo il 2001.Emerge in particolare come l’intervento in Afghanistan che gli Stati Uniti hanno intrapreso si sia trasformato in una incredibile opportunità per affermare la propria influenza ed importanza non solo in Afghanistan, ma nell’intera Asia centrale.E sempre in questo capitolo viene descritta nel dettaglio la guerra in Afghanistan che si è svolta tra l’Ottobre e il Dicembre 2001.Grazie a delle ottime fonti, vengono ricostruite nel dettaglio non solo le fasi della guerra (una guerra, va ricordato, inedita per come è stata progettata e affrontata), ma anche le trattative diplomatiche tra gli Stati Uniti e i Paesi direttamente interessati alla guerra.L’ultimo paragrafo di questo capitolo si sofferma su un tema vitale per il futuro dell’Afghanistan: quello degli aiuti internazionali. Ciò che questo paragrafo dimostra, con delle cifre concrete, è che vi è un gap abissale tra la cifra promessa dai vari donatori internazionali e quella che è effettivamente arrivata nelle casse di Kabul.Il terzo capitolo della prima parte, infine, offre uno studio sintetico sugli Stati intorno all’Afghanistan ), sulla loro situazione interna, e sui loro interessi verso l’Afghanistan. Come si evince da questa analisi, ogni Stato, in genere per motivi profondamente diversi tra di loro, ha i propri interessi riguardo l’Afghanistan; tra questi spicca il Pakistan, il Paese che, negli ultimi due decenni almeno, ha più influito profondamente sulla politica interna afghana. Più nel dettaglio si guarda al bivio dinnanzi al quale il Pakistan si trova, cioè da una parte quello di svolgere il ruolo di buon alleato degli Usa, ma dall’altra la perenne tentazione di rientrare sul palcoscenico afghano al fine di arrivare alla “profondità strategica” nei confronti dell’India. Anche la seconda parte della tesi , intitolata “La storia dell’Afghanistan”, è divisa in tre capitoli, in base alla cronologia degli eventi: il primo capitolo spazia dall’Afghanistan antico al 1747, data di nascita dello Stato afghano; il secondo capitolo si occupa degli anni che vanno dal 1747 al 1973, il periodo della monarchia Durrani in Afghanistan; la terza parte, la più copiosa per numero di pagine, è incentrata sugli importanti avvenimenti della storia contemporanea dell’Afghanistan: la nascita della Repubblica, la rivoluzione comunista (o rivoluzione di Sadr), l’invasione sovietica, la conseguente guerra civile dopo la fine dell’occupazione, e il periodo dei Talebani.Questa parte della tesi è la chiave di lettura per capire ciò che l’Afghanistan è oggi: infatti l’Afghanistan subisce ancora la pesante eredità sia degli eventi più remoti (come per esempio la distruzione dell’ecosistema afghano causata dalle invasioni mongole), sia di quelli più recenti (tra tutti la guerra civile dal 1989 al 1994 e il seguente periodo dei Talebani che, oltre a tanta distruzione, hanno avviato prima e accentuato poi lo scontro etnico).L’ultima parte della tesi è dedicata alle conclusioni.In questa parte ho anche sintetizzato quelle che, a mio parere, saranno le priorità nel breve e nel lungo periodo per portare l’Afghanistan verso la definitiva stabilità e pacificazione.

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5 Premessa Quando, agli inizi del 2004, il mio relatore, il prof. Caracciolo, mi ha avanzato la proposta di una tesi sull’Afghanistan dopo l’intervento degli Stati Uniti, ho accettato immediatamente e con entusiasmo l’argomento che mi era stato appena proposto. Ho subito avuto l’impressione di trovarmi davanti ad una sfida. Mi sono accorto di questo mano a mano che raccoglievo il mio materiale per la tesi, soprattutto sui libri, dove è spiegato perché l’Afghanistan è generalmente ignorato dai media e dagli attori della politica internazionale. L’Afghanistan è considerato generalmente un non luogo, un posto dimenticato da Dio, un’arena pervasa dal male e da uomini malvagi. La realtà è che, però, l’Afghanistan è stato per anni, fino al 2001 ignorato dai più in quanto ha rappresentato la coscienza sporca delle grandi potenze mondiali, le quali hanno sfruttato per anni l’Afghanistan per i loro interessi strategici, per poi lasciarlo in uno stato di abbandono e di disgregazione economica e sociale. Le grandi potenze mondiali e le potenze regionali dell’Asia, quali gli Stati Uniti, l’Unione Sovietica prima e la Russia poi, il Pakistan, l’Iran, l’Arabia Saudita e, più in là nella storia, l’Inghilterra, hanno tutte avuto a che fare con l’Afghanistan. Ma nessuna di queste potenze ha interferito in maniera positiva negli affari interni dell’Afghanistan. Lo hanno fatto tutti in maniera negativa, accelerando con le loro discutibili politiche la disgregazione di un equilibrio politico e sociale già instabile di per sé.

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